CSDDD

La CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), nota anche come CS3D, è la direttiva europea entrata in vigore il 25 luglio 2024 che introduce obblighi legali concreti per le grandi imprese in materia di sostenibilità ambientale e sociale. Non si tratta di un semplice invito a fare meglio: la CSDDD impone alle imprese di identificare, prevenire, mitigare e rendicontare gli impatti negativi delle proprie attività sui diritti umani e sull’ambiente, non solo al proprio interno ma lungo l’intera catena del valore, compresi fornitori e partner commerciali in Paesi extra-UE.

CSDDD: cosa devono fare le imprese

Il cuore della CSDDD è un processo strutturato di due diligence che le imprese soggette devono integrare nelle proprie politiche aziendali. La direttiva prevede sette obblighi fondamentali:​

  • Integrazione nelle politiche aziendali → il processo di due diligence deve essere formalizzato nel codice di condotta, con responsabilità chiare assegnate al management
  • Mappatura degli impatti → le imprese devono identificare gli impatti negativi attuali e potenziali lungo la catena del valore, dando priorità alle aree di maggiore rischio
  • Prevenzione e mitigazione → vanno adottate misure concrete per prevenire o ridurre al minimo i danni identificati
  • Monitoraggio e verifica → l’efficacia delle misure adottate va misurata nel tempo con indicatori verificabili
  • Comunicazione → le imprese devono rendicontare pubblicamente le attività di due diligence svolte
  • Piano di transizione climatica → è previsto (nella versione originale) un piano per allineare il modello di business agli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi
  • Rimedi → le imprese devono garantire l’accesso a meccanismi di ricorso per le persone danneggiate

CSDDD e OMNIBUS I: le modifiche del 2026

Con la pubblicazione della Direttiva (UE) 2026/470 in Gazzetta Ufficiale UE il 26 febbraio 2026, la CSDDD subisce modifiche significative nell’ambito del Pacchetto OMNIBUS I. La revisione più impattante riguarda le soglie dimensionali: l’obbligo si applica ora solo alle imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato netto mondiale superiore a 1,5 miliardi di euro, rispetto alla soglia originaria di 1.000 dipendenti e 450 milioni di ricavi.

Altre modifiche rilevanti includono: la riduzione delle sanzioni massime dal 5% al 3% del fatturato globale, la soppressione dell’obbligo di adottare un piano di transizione climatica e l’introduzione di un approccio più flessibile alla catena del valore. Le imprese potranno concentrarsi sulle aree a maggiore rischio e richiedere informazioni ai fornitori sotto soglia solo quando non sia possibile ottenerle altrimenti.

CSDDD: sanzioni e vigilanza

Sul fronte sanzionatorio, la CSDDD prevede che ogni Stato membro istituisca un’autorità di vigilanza nazionale incaricata di verificare il rispetto degli obblighi. In caso di inadempienza, le sanzioni possono raggiungere il 3% del fatturato netto globale dopo le modifiche OMNIBUS I (nella versione originale arrivavano fino al 5%). Oltre alle sanzioni amministrative, la direttiva introduce anche la possibilità di ricorso civile per le vittime di danni causati da imprese inadempienti, aprendo scenari di responsabilità legale diretta che rendono il rispetto della norma una priorità strategica.