SROI
Il SROI è una metodologia analitica che quantifica il valore sociale e ambientale generato da un progetto, un’organizzazione o un’investimento, traducendolo in termini economici comparabili al ritorno finanziario. In altre parole, il SROI misura quanti euro di valore sociale vengono creati per ogni euro investito, fornendo un indicatore sintetico che permette di comunicare l’impatto in linguaggio economico-finanziario. Sviluppato inizialmente nel contesto della finanza sociale e dell’impact investing, il SROI è diventato uno strumento fondamentale per valutare la sostenibilità e l’efficacia di progetti nel Terzo Settore, startup sociali, interventi pubblici e iniziative aziendali di responsabilità sociale. La metodologia consente di identificare quale valore viene generato per i diversi stakeholder (beneficiari diretti, comunità, ambiente), facilitando decisioni di finanziamento più consapevoli e trasparenza verso donatori, investitori e beneficiarie. Per un’organizzazione impegnata nella misurazione dell’impatto, il SROI non è semplicemente uno strumento tecnico, ma un meccanismo strategico di accountability e apprendimento organizzativo.
SROI: I Principi Fondamentali
Il SROI si basa su principi chiave che ne guidano la corretta applicazione. Primo, l’inclusione degli stakeholder: il processo SROI coinvolge attivamente coloro che sono interessati dall’intervento (beneficiari, staff, fornitori, comunità) nel definire cosa conti come valore e come misurarlo. Questo approccio partecipativo assicura rilevanza e legittimità dei risultati. Secondo, il focus su outcome (risultati concreti per le persone e l’ambiente) anziché su output (attività svolte): il SROI non si limita a contare progetti realizzati, ma valuta cambiamenti reali nelle vite dei beneficiari. Terzo, l’attribution (attribuzione dell’impatto): distingue fra cambiamento causato direttamente dall’intervento, cambiamento dovuto ad altri fattori e cambiamento che sarebbe avvenuto comunque (deadweight), assicurando rigore causale.
Quarto, il SROI adotta la prospettiva di lungo termine, riconoscendo che molti impatti sociali si dispiegano nel tempo e richiedono follow-up pluriennale. Quinto principio è la trasparenza: la metodologia SROI pubblica esplicitamente assunzioni, fonti dati e metodologie di stima, permettendo revisione critica e replicabilità. Infine, l’assunzione di conservatorismo: laddove incertezza, la metodologia favorisce stime prudenziali piuttosto che inflazionate, evitando sopravvalutazione dell’impatto. Questi principi rendono il SROI uno standard affidabile di comunicazione dell’impatto, apprezzato da finanziatori europei e fondazioni.
Metodologia di Calcolo
Il calcolo del SROI segue un processo strutturato in sei fasi. Fase 1 – Coinvolgimento e delimitazione: identificazione degli stakeholder chiave e della teoria di cambiamento dell’intervento (cosa si intende realizzare, per chi, come). Fase 2 – Mappatura dei risultati (outcomes): per ogni stakeholder, definizione dei risultati attesi e indesiderati, sia positivi che negativi. Fase 3 – Quantificazione e assegnazione del valore: traduzione degli outcome in termini monetari, utilizzando prezzi di mercato quando disponibili, o metodi alternativi (willingness-to-pay, contingent valuation) quando necessario. Ad esempio, il beneficio di una formazione professionale può essere valutato come reddito aggiuntivo futuro generato dalla persona formata.
Fase 4 – Stima dell’attribution (causalità): quantificazione della percentuale di cambiamento direttamente attribuibile all’intervento, considerando fattori alternativi e deadweight (ciò che sarebbe accaduto comunque). Fase 5 – Calcolo del SROI: divisione del valore netto generato (somma dei risultati ponderati per attribution) per l’investimento totale profuso. Ad esempio, se un progetto di 100.000 euro genera 500.000 euro di valore sociale con attribution del 80%, il SROI sarà (500.000 × 0,8) / 100.000 = 4:1, significando che ogni euro investito produce 4 euro di valore sociale. Fase 6 – Analisi di sensibilità e comunicazione: test della robustezza dei risultati variando assunzioni critiche, e infine restituzione trasparente dei risultati a stakeholder. Il SROI sintetizza questa complessità in un ratio facilmente comunicabile.
SROI: Applicazioni Pratiche e Settori
Il SROI è applicato con crescente frequenza in settori cruciali per l’economia sociale italiana. Nell’inclusione lavorativa: programmi di formazione e inserimento per disoccupati di lunga durata, migranti o persone con disabilità vengono valutati tramite SROI per stimare l’aumento di reddito futuro, miglioramento della salute mentale e riduzione di dipendenza da sussidi sociali. Nell’educazione e cultura: scuole di musica, biblioteche comunitarie e centri culturali misurano tramite SROI la creazione di capitale culturale, miglioramento delle competenze e coesione comunitaria.
Nell’ambito salute mentale: programmi di peer support, counseling e accompagnamento per persone in sofferenza psichica quantificano tramite SROI la riduzione di ricoveri ospedalieri, miglioramento della qualità della vita e abbattimento di stigma. Nell’ambito rigenerazione urbana: interventi di recupero di spazi pubblici degradati misurano l’aumento del valore immobiliare circostante, riduzione della criminalità percepita e incremento dell’utilizzo dello spazio pubblico. Fondazioni europee (Fondazione Cariplo, Fondazione Con il Sud) sempre più richiedono studi SROI preliminari o valutativi come requisito di finanziamento, riconoscendo il SROI come garanzia di accountability e rigore scientifico nell’utilizzo di risorse pubbliche e filantropiche.
Criticità e Limitazioni
Nonostante il valore metodologico, il SROI presenta critiche e limitazioni importanti. Una critica principale è la monetizzazione di valori non mercantili: ridurre la dignità umana, la libertà, la bellezza a cifre economiche solleva obiezioni etiche legittime e rischia di semplificare eccessivamente la complessità del benessere umano. Inoltre, l’incertezza nella valutazione monetaria (ad esempio, il valore di un anno di istruzione per un bambino) comporta margini significativi di soggettività, anche se la metodologia cerca di minimizzarla tramite conservatorismo.
Un’altra limitazione è il costo e la complessità della raccolta dati: uno studio SROI rigoroso richiede follow-up longitudinale dei beneficiari, controlli di causalità e raccolta di informazioni economiche personali, implicando costi amministrativi spesso sostenibili solo da organizzazioni grandi. Per piccole organizzazioni, questa metodologia può risultare inaccessibile. Infine, il rischio di strategic misrepresentation: un’organizzazione potrebbe selezionare e enfatizzare assunzioni che incrementano artificialmente il SROI, creando problemi di credibilità. Per mitigare questo, organismi indipendenti certificano metodologicamente studi SROI e pubblicano banche dati di valori SROI calcolati, agendo come standard setter internazionale. Il SROI rimane comunque uno strumento potente se applicato con integrità metodologica e consapevolezza dei suoi limiti.
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