Cartella Esattoriale

Cartella Esattoriale: cos’è, quando e perché arriva e come fare a pagarla

Agenzia delle Entrate ha a disposizione svariati strumenti per gestire il fisco italiano. Dall’esterometro, al redditometro, fino alla cartella esattoriale. La cartella esattoriale è usata da AdE, per recuperare i crediti insoluti da parte dei contribuenti. Molte le domande legate a questo strumento: quando e come sono notificate? Come è possibile controllare se sono state cancellate? Come è possibile difendersene? Non sempre è tutto chiaro quindi abbiamo voluto redigere questo breve articolo per riportare nel dettaglio qualche informazione in più relativamente a questo delicato argomento.

Cartella esattoriale: cos’è e a cosa serve

La cartella esattoriale è chiamata anche cartella di pagamento. Si tratta di un documento di intimazione al pagamento, usato dall’agente di riscossione per richiedere il saldo di una somma dovuta e non pagata. La somma in questione può riferirsi ad un debito nei confronti di un qualunque ente della Pubblica Amministrazione (Agenzia delle Entrate, INPS, Comune, ecc…).

La cartella esattoriale è usata anche per richiedere i pagamenti relativi a contravvenzioni stradali, sanzioni amministrative e tasse comunali. Fondamentale quindi capire sin da subito chi invia la cartella per riuscire ad identificare la violazione contestata.

La cartella esattoriale da tempo al contribuente di saldare l’importo richiesto, entro 60 giorni dalla ricezione. Le somme richieste sono definite come “iscritte a ruolo”. Significa che il debito è registrato dall’ente creditore in una specifica lista che invia successivamente all’agente di riscossione competente sul territorio. L’agente, ricevuta la lista delle somme iscritte a ruolo, può avviare la procedura per il recupero coatto degli importi.

Cartella Esattoriale

Nella cartella è possibile trovare tutte le indicazioni necessarie per effettuare il relativo pagamento:

  • somme dovute
  • scadenza entro la quale effettuare il pagamento
  • indicazioni sulle varie modalità di pagamento
  • indicazioni su come richiedere eventualmente la rateizzazione degli importi
  • specifica del responsabile dell’invio della cartella stessa.

Cartella esattoriale: ecco come saldare il debito

È la cartella esattoriale stessa che indica al contribuente il metodo di pagamento. Di solito contiene uno o più bollettini postali con i quali è possibile saldare il debito. I bollettini possono essere usati solo ed esclusivamente se il saldo dell’importo dovuto, è eseguito entro e non oltre la scadenza dei 60 giorni. Se il pagamento dovesse invece essere effettuato successivamente alla scadenza naturale della cartella, allora l’importo sarà diverso, maggiorato.

Altri metodi di pagamento accettati sono:

  • Pagamenti postali
  • Pagamenti bancari
  • Tramite home banking della propria banca o di Poste italiane
  • Presso gli sportelli bancari
  • In tabaccheria (solo quelle convenzionate con ITB, Sisal e Lottomatica)
  • Presso gli sportelli dell’agente di riscossione che ha emesso la cartella in questione
  • Sul sito di Agenzia delle Entrate – Riscossione

Cosa accade quando non si paga

Come accennato poco sopra, se il pagamento non è eseguito entro la scadenza naturale della cartella esattoriale (vale a dire entro 60 giorni dalla ricezione), allora le somme dovute cambieranno e aumenteranno. Gli importi sono maggiorati con:

  • gli interessi di mora maturati a partire dalla data di ricezione della cartella
  • gli oneri dovuti all’agente di riscossione
  • le spese richieste per mancato o ritardato pagamento

alla scadenza dei 60 giorni, l’agente di riscossione ha il diritto di procedere alla riscossione coatta dei beni del debitore. Può anche richiedere un fermo amministrativo di beni mobili registrati, piuttosto che un pignoramento dei beni.

Cartella esattoriale: ecco come verificarne la cancellazione

La cancellazione delle cartelle esattoriali è verificabile. È possibile effettuare un controllo su quelle di importo inferiore a 1000€. La verifica può essere fatta direttamente dal sito di Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata. In alternativa è possibile anche recarsi presso gli sportelli di Agenzia delle Entrate – Riscossione. Presso gli sportelli si può richiedere un estratto di ruolo, compilando l’apposito modello RD1 (scaricabile anche sul sito).

Come contestare le cartelle esattoriali

I termini per contestare una cartella esattoriale variano in base alla sua natura e alla natura del credito richiesto. Una cartella di pagamento di natura tributaria prevede un termine per il ricorso pari a 60 giorni dalla notifica. Una cartella esattoriale di natura contributiva o assistenziale invece, conta un termine di 40 giorni per il ricorso presso il Tribunale – Sezione Lavoro.

Se la cartella dovesse poi contenere dei vizi di forma, allora è possibile impugnarla entro 20 giorni dalla notifica. Infine se la cartella di pagamento è inviata per chiedere la riscossione di una sanzione amministrativa, o di violazione del codice della strada, allora il termine è di 30 giorni dalla notifica.