ROE
Il ROE (Return On Equity) è l’indice finanziario chiave che misura la redditività del capitale proprio investito in un’azienda, espresso come percentuale di utile netto generato sul patrimonio netto. In formula semplice: ROE = (Utile Netto / Patrimonio Netto) × 100, dove l’utile netto deriva dal conto economico dopo tutti costi, oneri e imposte, mentre il patrimonio netto somma capitale sociale, riserve e utili non distribuiti dallo stato patrimoniale. Utilizzato da investitori, analisti e manager, il ROE rivela quanto efficacemente l’azienda remunera i soci, distinguendosi da indici come ROI (redditività totale investimenti) per focalizzarsi solo sul capitale proprio. Un ROE alto segnala gestione efficiente; valori benchmark variano per settore: 15%+ eccellente, 10-15% buono, sotto 8% preoccupante.
ROE: formula di calcolo e componenti principali
Il calcolo del ROE parte dall’utile netto (bottom line del conto economico: ricavi – costi operativi/finanziari/imposte) diviso per patrimonio netto medio (media tra inizio e fine esercizio per precisione). Formula base: ROE = Utile Netto / Patrimonio Netto × 100. Esempio: impresa con utile 120.000€ e patrimonio netto 800.000€ ha ROE = 120.000/800.000 × 100 = 15%, ovvero 0,15€ profitto per euro investito dai soci.
Varianti includono ROE operativo (EBIT / Patrimonio Netto), escludendo imposte/oneri finanziari per focus su gestione core. Lo schema DuPont scomponde ROE = Margine Netto × Rotazione Capitale Totale × Leva Finanziaria, isolando redditività vendite, efficienza asset e indebitamento. Dati medi italiani: ROE manifatturiero 8-12%, servizi 15-20%.
Interpretazione e valori di riferimento per settore
Interpretare il ROE richiede contesto settoriale e temporale. ROE >15% eccellente (tech/software >30%); 10-15% buono (commercio); 5-10% accettabile (utilities); <5% critico. Confronta con ROE medio settore e trend pluriennali: calo persistente segnala declino efficienza.
ROE alto può derivare da leva finanziaria eccessiva (rischio), non solo performance operativa. Analisti preferiscono ROE stabile > media storica 10-12% Italia. Per PMI, ROE 12-18% target realistico.
ROE: vantaggi, limitazioni e analisi comparativa
Il ROE eccelle in valutazione remunerazione soci, attrattività investimenti, benchmark cross-company. Favorisce decisioni dividendi/reinvestimenti.
Limitazioni: ignora rischio indebitamento (ROE gonfiato da debiti), sensibile manipolazioni contabili (ammortamenti, svalutazioni), non considera cash flow. Integra con ROA, ROS, margini EBITDA. Alto ROE senza cash flow positivo = allarme rosso.
Applicazioni pratiche in analisi aziendale
Manager usano ROE per ottimizzare mix capitale (ridurre equity costoso), investitori per selezionare titoli (ROE > costo capitale WACC). Esempio: ROE 18% vs WACC 8% crea valore azionario.
In crisi, ROE negativo spinge ristrutturazioni. Per startup, ROE negativo iniziale tollerato se crescita revenue. Benchmark: ROE mediano servizi Italia 10,76% (2021).
ROE: strategie per migliorarlo sostenibilmente
Per elevare ROE, aumenta utile netto (margini, vendite), riduci patrimonio netto inefficiente (asset non produttivi). Evita leva eccessiva. Esempi: efficientamento processi +2-5% ROE; cessione rami secchi +3%; pricing dinamico +4%.
Monitora DuPont: migliora rotazione asset, leva moderata. Obiettivo: ROE stabile 12-20%, bilanciato con solidità patrimoniale.
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