Microimpresa

Microimpresa: definizione, condizioni e opportunità

Le microimprese si trovano alla base dell’intero sistema economico del nostro (e di molti altri) paesi europei. Si definisce come microimpresa un’attività imprenditoriale che possiede specifici caratteri di fatturato e numero di dipendenti. Non sono le uniche realtà presenti in Italia. Affianco delle piccole, medie e grandi imprese, le microimprese concorrono e sostengono lo sviluppo di intere nazioni. Compresa la nostra. Le normative europee ne definiscono i requisiti per essere identificate come tali. Due le prerogative basilari: avere meno di dieci dipendenti e un fatturato annuo inferiore a due milioni di euro. Godono anche di molte agevolazioni fiscali e, in alcuni casi, risultano addirittura, esonerate dalla redazione del rendiconto finanziario, della nota integrativa e della relazione sulla gestione.

Tipologie d’impresa

La definizione d’impresa è dettata dall’Unione Europea che considera impresa ogni entità che, a prescindere dalla forma giuridica, eserciti un’attività economica. Quello le identifica come tali, è lo scopo di lucro. In questa definizione rientrano moltissime forme giuridiche: lavoratori autonomi, imprese familiari e cooperative sociali. Ne sono invece escluse associazioni e fondazioni senza scopo di lucro.

Un delle più importanti discriminanti tra imprese, è rappresentata dalle dimensioni. Sono le dimensioni che stabiliscono se si tratta di una microimpresa, piuttosto che di una media impresa. Per verificarne le dimensioni è necessario controllare:

  • fatturato (o totale attivo)
  • numero di occupati (effettivi)

Gli effettivi sono tutti coloro che hanno lavorato nell’impresa o per conto di essa a tempo pieno. Nel conteggio degli effettivi è necessario considerare anche i soci che svolgono regolare attività e i proprietari gestori (imprenditori individuali). Sono invece esclusi da questo conteggio:

  • dipendenti in congedo di maternità o parentale
  • contratti di apprendistato
  • contratti di stage
  • tirocini formativi

Microimpresa

Quindi gli effettivi sono calcolati in UNITA’ DI LAVORO ANNUO (ULA). Ogni persona vale un’unità. I lavoratori stagionali e i contratti part-time vengono invece conteggiati in frazioni di unità. Basandosi su questi riferimenti, troviamo quindi:

  1. microimprese
  2. piccole imprese
  3. medie imprese
  4. grandi imprese

Microimprese: definizione e caratteristiche

La categoria dimensionale delle microimprese è definita dalla raccomandazione 2003/361/CE del 6 maggio 2003 della Commissione europea. Le categorie sono utili ad individuare tutte le attività economiche che possono beneficiare di contributi e aiuti pubblici. Sono inoltre utili a capire quali attività possono accedere ai contributi relativi ai bandi di finanza agevolata. Un’altra caratteristica importante delle microimprese è quella di non emettere titoli sui mercati regolamentati.

La microimpresa inoltre, non deve aver superato, nel primo anno di esercizio e successivamente per due esercizi consecutivi, tre diversi limiti dimensionali:

  • Totale attivo stato patrimoniale: euro 175.000
  • Ricavi di vendite e prestazioni: euro 350.000
  • Media dipendenti occupati durante l’esercizio: 5

Leggermente diverse le caratteristiche per una piccola impresa. Questa, infatti, deve avere meno di 50 dipendenti. Il fatturato annuo, o il totale di bilancio (desunto dal prospetto dalle attività e delle passività della società) deve essere superiore ai dieci milioni di euro.

A scopo esemplificativo e comparativo con le micro imprese indichiamo anche le caratteristiche delle medie e grandi imprese.

Le medie imprese devono avere meno di 250 occupati e fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure un totale attivo non superiore a 43 milioni di euro. Le grandi invece imprese hanno più di 250 occupati e fatturato superiore a 50 milioni di euro o totale attivo superiore a 43 milioni di euro.

Microimprese: autonome, associate e collegate

Un’ulteriore suddivisione tra imprese, le vede classificate come:

  1. autonome
  2. associate
  3. collegate

Autonome

Sono definite autonome, le imprese totalmente indipendenti, oppure che detengono partecipazioni inferiori al 25% del capitale, o dei diritti di volto in una o altre imprese. Per verificare se un’impresa autonoma è anche una microimpresa è necessario controllare sempre numero di occupati e dati finanziari.

Associate

Due imprese si definiscono reciprocamente associate se una detiene quote comprese tra il 25% e il 50% del capitale o dei diritti di voto dell’altra. Ai dati di ogni singola azienda vanno sommati quelli di tutte le altre imprese (effettivi e fatturato) in proporzione alle quote detenute. Quindi, per verificare se due imprese associate, fanno una micro impresa, è necessario verificare i dati di ciascuna impresa.

Collegate

Due o più imprese si definiscono collegate se costituiscono un gruppo e una esercita il controllo o un’influenza dominante sulla maggioranza dei diritti di voto di un’altra. Come per le imprese associate, anche nelle collegate è necessario considerare i dati di fatturato e gli effettivi di ciascuna impresa collegata. Solo così è possibile determinare se corrispondono ad una microimpresa.