Polizza catastrofale: l’obbligo rinviato al 2026

Il 31 dicembre 2025 è entrato in vigore il Decreto Legge “Milleproroghe” che introduce novità importanti per il mondo imprenditoriale italiano. Tra le numerose proroghe previste, figura quella relativa alla polizza catastrofale per le micro e piccole imprese operanti nei settori turistico-ricettivo e della somministrazione di alimenti e bevande. La scadenza, precedentemente fissata al 31 dicembre 2025, è stata posticipata al 31 marzo 2026, concedendo un ulteriore trimestre a queste categorie di imprese per adempiere all’obbligo assicurativo.​

L’evoluzione normativa della polizza catastrofale

La polizza catastrofale rappresenta un elemento fondamentale della strategia di protezione aziendale introdotta dalla Legge di Bilancio 2024. Il provvedimento, articolo 1, commi 101 e seguenti della legge n. 213/2023, ha stabilito che tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese sono tenute a stipulare contratti assicurativi a copertura dei danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali. L’obbligo è scaglionato in base alla dimensione aziendale, con scadenze differenziate.​

Le grandi imprese (quelle con più di 250 dipendenti o fatturato superiore a 50 milioni di euro) dovevano sottoscrivere la polizza entro il 31 marzo 2025. Le imprese di medie dimensioni hanno avuto tempo fino al 1° ottobre 2025. Le piccole e micro imprese, invece, avevano inizialmente scadenza al 31 dicembre 2025, ora prorogata al 31 marzo 2026.​

Quali imprese rientrano nella proroga della polizza catastrofale

La proroga riguarda specificamente le micro e piccole imprese operanti nel settore della somministrazione di alimenti e bevande e nel comparto turistico-ricettivo. Secondo la definizione della Raccomandazione CE 2003/361, rientrano in questa categoria le microimprese con meno di 10 occupati e fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro, e le piccole imprese con meno di 50 occupati e fatturato fino a 10 milioni di euro.​

È importante sottolineare che la proroga si applica anche alle imprese della pesca e dell’acquacoltura, come specificato nell’articolo 15, comma 3, del decreto Milleproroghe.​

Cosa deve coprire la polizza catastrofale

La polizza catastrofale deve proteggere i danni direttamente cagionati da calamità naturali ed eventi catastrofali, quali sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni verificatesi sul territorio nazionale. La copertura riguarda terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali, ovvero le immobilizzazioni materiali aziendali.​

La polizza può prevedere uno scoperto o una franchigia non superiore al 15% del danno. Per le coperture fino a 30 milioni di euro, viene garantito un indennizzo minimo pari al 70% della somma assicurata, anche in presenza di clausole restrittive.​

Le conseguenze della mancata stipula

Sebbene non siano previste sanzioni dirette per le imprese che non stipulano la polizza catastrofale, il mancato adempimento potrà incidere significativamente sull’accesso a contributi, sovvenzioni o agevolazioni finanziarie pubbliche. Inoltre, il decreto MIMIT n. 18/2025 ha confermato che la stipula della polizza è un requisito fondamentale per accedere a diverse agevolazioni ministeriali, tra cui i mini contratti di sviluppo e le agevolazioni per l’economia sociale.​

Il portale IVASS per la comparazione trasparente

Una novità positiva è rappresentata dal portale informatico gestito dall’IVASS (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni), volto a garantire una comparazione trasparente delle offerte assicurative. Questo strumento risulta particolarmente utile per le micro e piccole imprese, che hanno ridotta forza negoziale e spesso difficoltà nel reperire informazioni utili per confrontare le diverse proposte disponibili sul mercato.​