Contributi volontari INPS: guida alla prosecuzione volontaria 2026
I contributi volontari INPS sono uno strumento previdenziale che consente a chi ha interrotto o ridotto la propria attività lavorativa di continuare a versare contributi, tutelandosi ai fini della pensione. Con la Circolare INPS n. 27 dell’11 marzo 2026, l’Istituto ha aggiornato tutti i valori di riferimento per l’anno in corso, applicando la rivalutazione ISTAT del +1,4% registrata nel 2025. Importi minimi, massimali e aliquote cambiano per lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti e iscritti alla Gestione Separata: conoscerli è il primo passo per pianificare correttamente la propria posizione previdenziale.
Chi può versare contributi volontari INPS e come ottenere l’autorizzazione
Non tutti possono accedere liberamente ai contributi volontari INPS: è necessario richiedere preventivamente l’autorizzazione all’Istituto, che viene concessa al verificarsi di specifici requisiti. In particolare, occorre:
- Aver maturato almeno 5 anni di contribuzione (260 settimane o 60 mesi complessivi), oppure
- Aver versato almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni antecedenti la domanda
La domanda si presenta esclusivamente online, tramite il sito istituzionale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione dedicata ai servizi previdenziali. Una volta ottenuta l’autorizzazione, i versamenti avvengono con cadenza trimestrale tramite i bollettini inviati dall’INPS.
Contributi volontari INPS 2026: gli importi per i lavoratori dipendenti
Per i lavoratori dipendenti non agricoli, il calcolo dei contributi volontari INPS si basa sulla retribuzione minima settimanale, aggiornata per il 2026 a 244,74 euro. Le aliquote applicabili variano in base alla data di autorizzazione:
- 27,87% per i soggetti autorizzati entro il 31 dicembre 1995
- 33% per le autorizzazioni successive a quella data
Il contributo minimo settimanale non può quindi essere inferiore a 68,21 euro (per chi applica il 27,87%) oppure a 80,76 euro (per chi applica il 33%). Su base annua, per coprire un intero anno ai fini pensionistici, la spesa minima si attesta intorno ai 4.200 euro.
È prevista inoltre un’aliquota aggiuntiva dell’1% sulla quota di retribuzione annua eccedente i 56.224 euro — la prima fascia di retribuzione pensionabile prevista per il 2026.
Contributi volontari INPS per artigiani e commercianti
Per artigiani e commercianti, i contributi volontari INPS seguono una logica diversa: il calcolo si basa sui redditi dichiarati negli ultimi 36 mesi, con aliquote differenziate per le due categorie:
- 24% per gli artigiani
- 24,48% per i commercianti
Su base mensile, la contribuzione oscilla tra un minimo di circa 376 euro e un massimo di circa 1.147 euro, a seconda della classe di reddito di riferimento. Anche per queste categorie si applicano i valori minimi e massimali aggiornati alla rivalutazione ISTAT del 2026.

Contributi volontari INPS per la Gestione Separata
Gli iscritti alla Gestione Separata — lavoratori autonomi, collaboratori, professionisti senza cassa — rappresentano una categoria con regole specifiche. Il minimale per l’accredito contributivo nel 2026 è fissato a 18.808 euro di reddito annuo.
Di conseguenza, gli importi minimi dovuti per i contributi volontari INPS nella Gestione Separata sono:
- 4.702,08 euro annui (pari a 391,84 euro mensili) per i professionisti titolari di partita IVA, con aliquota del 25%
- 6.206,64 euro annui (pari a 517,22 euro mensili) per collaboratori e figure assimilate, con aliquota del 33%
Il massimale retributivo applicabile nel 2026 — ovvero il tetto oltre il quale non si matura ulteriore copertura contributiva — è fissato a 122.295 euro, in applicazione dell’art. 2, comma 18 della Legge n. 335/1995.
Quando conviene versare contributi volontari INPS
La convenienza dei contributi volontari INPS dipende dalla situazione personale di ciascun lavoratore. In linea generale, questa forma di contribuzione è particolarmente utile in tre scenari:
- Carriere discontinue: chi alterna periodi di lavoro dipendente a periodi di inattività o lavoro autonomo rischia di accumulare “buchi” contributivi che abbassano l’importo della futura pensione
- Avvicinamento alla soglia pensionistica: chi è a pochi anni dalla maturazione del diritto alla pensione può usare i contributi volontari per raggiungere il requisito minimo senza prolungare forzatamente l’attività lavorativa
- Incremento dell’assegno pensionistico: anche chi ha già maturato il diritto alla pensione può valutare ulteriori versamenti per aumentare l’importo finale dell’assegno, soprattutto nel sistema contributivo puro dove esiste un legame diretto tra quanto versato e quanto si percepirà
Prima di procedere, è sempre consigliabile verificare la propria posizione assicurativa tramite il Fascicolo Previdenziale del Cittadino disponibile sul portale INPS, per avere un quadro preciso dei contributi già accreditati e stimare l’impatto di eventuali versamenti aggiuntivi.




