Omessa dichiarazione IVA: controlli automatici e nuove regole
L’omessa dichiarazione IVA cambia volto: con il provvedimento del 28 agosto 2026, l’Agenzia delle Entrate ha avviato i controlli automatici che incrociano fatture elettroniche, corrispettivi elettronici e liquidazioni periodiche per individuare chi non ha presentato la dichiarazione IVA.
La nuova liquidazione automatica
La novità principale riguarda le modalità con cui il Fisco gestisce l’omessa dichiarazione IVA. La legge di Bilancio 2026 ha introdotto l’articolo 54-bis.1 nel DPR 633/1972, che consente all’Agenzia delle Entrate di procedere alla liquidazione IVA anche tramite procedure automatizzate, basandosi sulle fatture elettroniche, sui corrispettivi trasmessi e sui dati delle liquidazioni periodiche già comunicati.
La nuova procedura conferma quanto le informazioni trasmesse digitalmente al Fisco siano ormai centrali nel controllo della posizione fiscale dei contribuenti. I dati relativi all’IVA possono infatti essere confrontati automaticamente per ricostruire l’imposta dovuta anche quando manca la dichiarazione annuale.
Omessa dichiarazione IVA: i termini per il Fisco
Il termine entro cui l’Amministrazione finanziaria può agire in caso di omessa dichiarazione IVA resta ampio: l’Agenzia può procedere fino al 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
Ai fini della liquidazione, viene considerata omessa anche la dichiarazione presentata senza i quadri necessari per calcolare correttamente l’imposta dovuta.
Gli elementi utilizzati dall’Amministrazione per determinare l’imposta possono inoltre essere messi a disposizione del contribuente attraverso il Cassetto fiscale, il servizio dell’Agenzia delle Entrate che consente di consultare dichiarazioni, versamenti e numerose altre informazioni fiscali.

Sanzioni e riduzioni
Le conseguenze economiche dell’omessa dichiarazione IVA restano severe: la sanzione base è pari al 120% dell’imposta liquidata, al netto dei versamenti già effettuati, con un minimo di 250 euro.
Chi paga entro 60 giorni dalla comunicazione dell’esito della liquidazione beneficia però di una riduzione a un terzo, portando la sanzione al 40%. A questo si aggiungono gli interessi previsti per il ritardo.
È quindi importante distinguere questa procedura dal ravvedimento operoso, lo strumento che, nei casi e nei termini previsti dalla normativa, consente al contribuente di regolarizzare spontaneamente determinate violazioni fiscali beneficiando di sanzioni ridotte.
Nessuna rateizzazione per l’omessa dichiarazione IVA
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda le modalità di pagamento.
Il contribuente può versare quanto dovuto tramite modello F24 nei 60 giorni successivi alla comunicazione, ma senza possibilità di rateizzazione né di utilizzo della compensazione con crediti disponibili.
Si tratta quindi di una differenza sostanziale rispetto agli avvisi bonari ordinari e di un ulteriore elemento che rende importante intervenire tempestivamente dopo la ricezione della comunicazione.




