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Archivio per categoria: Conservazione

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POS di nuova generazione: il gancio tra negozio offline e online

21 Ottobre 2025/in Conservazione

POS: Porta aperta tra due mondi, Online e Offline. 

Solo pochi anni fa, il POS era visto come il male assoluto. Qualcosa di dolorosamente necessario, da osteggiare il più possibile.

Negli ultimi 5 anni, tuttavia, Banca d’Italia ha registrato un incremento di terminali pari a oltre mezzo milione di unità.

In parte, sicuramente, lo si deve al fatto che molti esercenti si sono rivolti a sistemi di pagamento alternativi, con formule più convenienti a seconda delle transazioni.

Ma non è certamente solo questo il motivo, anche perché proprio in funzione di una diversificazione dell’offerta, molti terminali dei circuiti tradizionali sono stati dismessi.

Cos’è cambiato? Cosa è veramente successo? E perché questo trend è incredibilmente importante per te?

Entriamo subito nel vivo per scoprirlo.

Il tessuto imprenditoriale italiano e il concetto di costo-beneficio

Non è la prima volta che, in questa rubrica, affrontiamo l’argomento del POS nelle sue nuove declinazioni e funzionalità.

Sappiamo bene che, anzitutto, l’oggetto “terminale” è proprio cambiato, in una evoluzione generazionale che l’ha visto passare da semplice terminale digitale-analogico, a “punto di contatto intelligente” con la clientela, anche grazie alla rivoluzione in essere sui registratori di cassa.

Ma noi italiani non siamo così attratti da questo genere di innovazione. E, al tempo stesso, siamo molto avversi alle imposizioni dello Stato.

In questa riflessione mi ci metto anche io, sia chiaro.

Specie quando abbiamo la sensazione di dover pagare noi, di tasca nostra, il costo del cambiamento.

Eppure, già con la Fatturazione Elettronica è successo qualcosa di simile: da legge ostile e contestatissima, siamo arrivati a 6 anni di distanza dalla sua entrata in vigore senza che nessuno si sia smaterializzato. 

Nel caso del POS, ciò che ha permesso al cambiamento – ancora in corso – di prendere vita, è qualcosa di ulteriormente diverso.

Il tessuto di esercenti e piccoli imprenditori italiani ha capito il principio di costo- beneficio.

Il POS è una rottura. Costa in commissioni, costa in canoni e costa in manutenzione, per quanto i prezzi si siano calmierati, proprio in funzione dell’arrivo di diversi player alternativi.

Però, oltre ad essere comodo per il cliente pagante, ha un altro risvolto che lo ha reso via via sempre più accettabile e accettato.

Il POS è diventato un dispositivo intelligente, che può trasmettere dati e dare vita a dei piccoli processi che possono ripagare tutti i fastidi che comporta.

POS: Automazione fiscale… e non solo

Grazie alla nuova generazione di terminali, è possibile gestire la contabilità fiscale con livelli di automazione che diventeranno sempre più profondi, con la graduale adozione dei registratori di cassa.

Gli esercenti stanno iniziando a capire che, per quanto il mantenimento di un POS sia costoso, e per quanto possa ridurre i margini di escapologia che qualche esercente ha continuato a mantenere in voga, nonostante i tempi non siano favorevoli per queste cose, il ritorno è troppo importante.

Un ritorno fatto di scontrini che vengono gestiti in automatico, di una contabilità fiscale che non richiede più ore di gestione, di chiusure di cassa, di verifica per via dei conti che non tornano.

E questi benefici piacciono. 

Arrivano a piacere persino di più rispetto ai fastidi e alle abitudini da cambiare che l’evoluzione dei POS si porta dietro.

Quindi, se consideriamo che:

  • Con i nuovi POS è aumentata la concorrenza tra player, e i canoni hanno registrato una significativa flessione (in alcuni casi anche le commissioni)
  • Ci sono meno cose da fare, perché è sempre più facile che questa nuova generazione di POS introducano automatismi fiscali graditissimi
  • Sono in molti casi anche facili da implementare, perché possono collegarsi senza fili e non richiedere più linee ISDN antiquate (e anch’esse costose),

Appare chiaro perché questi nuovi terminali risultano molto più accettati dagli esercenti e dai “piccoli imprenditori” italiani rispetto al passato.

Ad un livello che, probabilmente, non avremmo mai immaginato prima e non avremmo potuto prevedere.

Ma il POS introduce anche un ulteriore livello di automazione (e innovazione)

Proprio in virtù della sua caratteristica di “dispositivo intelligente”, il POS è anche – ormai – un pozzo di dati, che possono essere sfruttati per sviluppare l’attività in modo del tutto etico.

Questi dispositivi sono, infatti, destinati a diventare dei “touchpoint”, come si dice in gergo “tecnico” nel settore retail.

Dei punti di contatto tra l’attività e il cliente stesso.

Degli strumenti che possono condividere, in modo protetto e sicuro, informazioni preziose.

Che oltre a essere indirizzate ad Agenzia delle Entrate, possono essere condivise anche con le aree interne della tua stessa attività o piccola impresa.

In particolare con il Servizio Clienti.

So già cosa stai per pensare.

Ancora una volta, il tuo istinto italiano produce i suoi riflessi. 

Non si tratta di spiare il cliente, o di passare le sue informazioni sulle abitudini di acquisto e di pagamento a qualche entità sottobanco, per aprire chissà quale mercato di informazioni occulte.

Niente affatto! 

Possiamo, invece, reinserire queste informazioni all’interno di piccoli ecosistemi digitali che possono aiutare il cliente a vivere un’esperienza “post acquisto” migliore.

Il miglior antidoto contro il “buyer remorse”

Offrire al cliente una meravigliosa esperienza post acquisto, aiuta a calmare quel senso di rimorso che ognuno prova quando acquista qualcosa.

Far sentire il cliente coccolato e immerso in un rapporto che, senza risultare invadente e fuori luogo, è ciò che lo accompagna nei momenti successivi all’acquisto.

Ovviamente questo funziona se fatto bene e con uso di tecniche comunicative, di marketing e vendita professionali, valorizza l’acquisto senza disturbare.

Di sicuro succede anche a te di trovarti bene a contatto con il servizio di un’azienda, e ti ritrovi periodicamente a riacquistare determinati prodotti, o servizi, dalla stessa impresa, soprattutto quando questi acquisti sono associati a una sensazione di benessere.

Mettere in piedi dei sistemi che fanno proseguire questo piacere nel tempo, nei giorni successivi, mantiene il consumatore collegato alla sua fonte di benessere. Lo fa fantasticare e desiderare il giorno in cui tornerà a godersi quell’esperienza ancora e ancora.

Senza che qualche concorrente possa distrarlo e portarlo via.

OK, il POS avrà sempre più un ruolo importante in tutto questo. Perché trasmettendo i dati al Servizio Clienti, può diventare quel “touchpoint”, quel dispositivo intelligente che innesta processi automatici di marketing, di comunicazione e di offerte mirate che tengono il cliente legato.

Collegato e informato.

Senza essere né fastidiosi, né pesanti.

POS: il Ponte tra Online e Offline, dicevamo

Ma non è tutto, perché – come se fosse poco ciò che abbiamo detto – il POS diventa anche il punto di congiunzione tra il mondo fisico e il mondo online.

Tra negozio fisico e e-commerce.

Mentre leggi questa riflessione, infatti, sempre più esercenti si stanno munendo di strumenti per poter vendere online, H24 e raggiungendo clienti in tutto il mondo.

Il POS può diventare quel dispositivo capace di “agganciare”, ad esempio, un cliente occasionale, che entra in un esercizio commerciale lontano da casa, e che può innescare dei processi di marketing utili affinché questa persona lontana possa essere invogliata a comprare ancora.

Grazie all’online, per l’appunto.

Ecco perché il POS non è più un terminale di pagamento,  ma un dispositivo che proietta esercizi ed imprese verso il commercio del futuro, fatto di punti vendita fisici e e-commerce.

Vuoi ricevere una nostra consulenza per capire come puoi, anche tu, progettare il tuo ponte di connessione tra offline e online, anche se non hai un e-commerce e il tuo POS non fa (ancora) le cose mirabolanti che abbiamo raccontato qui?

Prendi contatto subito con il nostro Servizio Clienti. 

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/10/trend-POS.png 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-10-21 15:51:112025-10-21 15:51:11POS di nuova generazione: il gancio tra negozio offline e online

Iper ammortamento 2026: nuove aliquote per beni strumentali e transizione ecologica

21 Ottobre 2025/in Conservazione

La bozza del Disegno di Legge di Bilancio 2026, approvata dal Governo il 17 ottobre, segna un importante cambiamento per le imprese italiane: torna infatti l’iper ammortamento come principale strumento agevolativo per gli investimenti in beni strumentali. Questa misura, contenuta nell’articolo 95 della Manovra 2026, sostituisce l’attuale sistema dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 e introduce aliquote di maggiorazione particolarmente vantaggiose, raggiungendo il 180% per i beni strumentali e persino il 220% per gli investimenti orientati alla transizione ecologica.​

L’iper ammortamento rappresenta una leva fiscale strategica che consente alle aziende di dedurre dal reddito imponibile una quota superiore al costo effettivamente sostenuto per l’acquisto di beni strumentali innovativi. A differenza del credito d’imposta, che viene compensato direttamente in F24, l’iper ammortamento opera come maggiorazione extracontabile del costo del bene, valida esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi (IRES) e non per l’IRAP.​

Iper ammortamento 2026: destinatari e requisiti di accesso

La nuova agevolazione si rivolge esclusivamente ai soggetti titolari di reddito d’impresa, mentre restano esclusi i professionisti. Per beneficiare dell’iper ammortamento, le imprese devono effettuare investimenti in beni strumentali nuovi nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026. È previsto inoltre un termine lungo fino al 30 giugno 2027, a condizione che entro il 31 dicembre 2026 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia stato versato un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.​

La misura si applica indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui opera l’impresa, purché questa abbia sede fiscale in Italia. Questa universalità di applicazione rappresenta un elemento di continuità rispetto alle precedenti agevolazioni e garantisce un accesso ampio agli incentivi fiscali previsti dalla Manovra.​

Iper ammortamento: le categorie di beni agevolabili

La normativa individua due categorie principali di beni ammissibili all’iper ammortamento. La prima categoria comprende i beni materiali e immateriali 4.0, ovvero quelli inclusi negli allegati A e B della Legge 232/2016, che devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. L’allegato A identifica specificamente macchine utensili per asportazione, macchine operanti con laser o altri processi a flusso di energia, impianti per la realizzazione di prodotti mediante trasformazione dei materiali, sistemi per l’assicurazione della qualità e dispositivi per l’interazione uomo-macchina in logica 4.0.​

La seconda categoria riguarda gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, anche a distanza ai sensi dell’articolo 30, comma 1, lettera a), numero 2, del decreto legislativo 199/2021. Sono inclusi gli impianti per la produzione e lo stoccaggio di energia, nonché gli impianti fotovoltaici con moduli rientranti nell’articolo 12, commi 1, lettere a), b) e c) del Decreto Legge 181/2023.​

Iper ammortamento: aliquote di maggiorazione per scaglioni di investimento

Il meccanismo dell’iper ammortamento prevede una maggiorazione extracontabile del costo di acquisizione del bene, articolata su tre scaglioni di investimento. Per gli investimenti ordinari in beni 4.0 e per l’autoproduzione di energia rinnovabile, le aliquote di maggiorazione sono: 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro, e 50% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro.​

Queste percentuali rappresentano i valori più elevati nella storia delle maggiorazioni degli ammortamenti in Italia. Nella versione originaria dell’iper ammortamento del 2017, la maggiorazione era infatti del 150%, mentre nel 2019 era stata portata al 170%. Con l’aliquota del 180% e un’aliquota IRES del 24%, il vantaggio fiscale effettivo corrisponde a circa il 43,2% del costo del bene (180% x 24%), che si aggiunge al risparmio derivante dall’ammortamento ordinario.​

Iper ammortamento rafforzato per la transizione ecologica

Una delle novità più significative del nuovo iper ammortamento riguarda le maggiorazioni rafforzate per gli investimenti finalizzati alla transizione ecologica. Queste aliquote incrementate si applicano quando l’investimento consente una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva non inferiore al 3%, oppure una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5%.​

In presenza di tali requisiti di efficientamento energetico, le aliquote di maggiorazione salgono rispettivamente al 220% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, al 140% per la quota tra 2,5 e 10 milioni di euro, e al 90% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro. La riduzione dei consumi energetici deve essere attestata mediante certificazioni tecniche ex ante ed ex post, rilasciate da valutatori indipendenti nella forma di perizie asseverate. Questi documenti certificano la riduzione prevista degli consumi prima dell’investimento e l’effettiva realizzazione degli investimenti conformemente alle previsioni iniziali.​

Iper ammortamento: interconnessione e requisiti tecnici dei beni 4.0

Per accedere all’iper ammortamento sui beni materiali 4.0, è fondamentale che questi siano interconnessi al sistema aziendale. L’interconnessione rappresenta un requisito centrale della normativa e implica che il bene sia in grado di comunicare e condividere dati con altri dispositivi o sistemi informatici in modo bidirezionale. Questo significa che il macchinario deve poter esportare i dati prodotti e, al contempo, deve essere possibile gestirlo da remoto attraverso l’invio di comandi o file tramite la rete internet.​

Per i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati, la normativa richiede cinque caratteristiche obbligatorie: controllo per mezzo di CNC e/o PLC, interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni, integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con altre macchine del ciclo produttivo, interfaccia uomo-macchina semplice e intuitiva, e rispondenza ai parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro. Oltre a questi requisiti obbligatori, il bene deve possedere almeno due delle tre caratteristiche ulteriori che lo rendono assimilabile a sistemi cyberfisici: sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi, monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro mediante sensori, e caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e simulazione del proprio comportamento.​

È importante sottolineare che la normativa non obbliga le imprese a interconnettere l’apparecchiatura con il gestionale aziendale: un macchinario può beneficiare dell’iper ammortamento anche se collegato solo a un software dedicato che consenta la visualizzazione dei dati e l’invio di comandi gestionali. Per dimostrare l’interconnessione è necessaria un’autocertificazione del legale rappresentante per beni di valore inferiore a 300.000 euro, mentre per importi superiori è obbligatoria una perizia asseverata redatta da un ingegnere o perito industriale iscritto agli albi professionali.​

Iper ammortamento vs credito d’imposta: vantaggi e differenze

Il passaggio dal credito d’imposta all’iper ammortamento comporta significative differenze operative e temporali per le imprese. Il credito d’imposta, utilizzato dal 2020 al 2025, permetteva una compensazione diretta e immediata in cinque anni attraverso il modello F24, offrendo un beneficio finanziario più rapido. L’iper ammortamento, invece, si traduce in una deduzione fiscale che segue il piano di ammortamento del bene, distribuendo quindi il vantaggio su un periodo più lungo, generalmente pari alla durata dell’ammortamento fiscale previsto dal decreto ministeriale 31 dicembre 1988.​

Questa differenza temporale rappresenta il principale svantaggio dell’iper ammortamento rispetto al credito d’imposta: le imprese dovranno attendere più anni per fruire completamente del beneficio fiscale, con conseguenze sulla liquidità aziendale. Tuttavia, le aliquote di maggiorazione del nuovo iper ammortamento 2026 sono sensibilmente più elevate rispetto alle percentuali del credito d’imposta 4.0 del 2025, che prevedevano aliquote del 20%, 15% e 5% per i tre scaglioni di investimento in beni materiali 4.0. In termini di risparmio fiscale complessivo, l’iper ammortamento può risultare più vantaggioso per le imprese con elevata capacità di generare reddito imponibile nel medio-lungo periodo.​

Un altro elemento distintivo riguarda la semplicità amministrativa: l’iper ammortamento richiede documentazione tecnica (autocertificazione o perizia asseverata) simile al credito d’imposta 4.0, ma non prevede la comunicazione preventiva al GSE che era invece obbligatoria per il credito d’imposta sui beni materiali 4.0 dal 2025. Questo potrebbe semplificare l’accesso alla misura per le imprese di minori dimensioni.​

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/10/blog-iper-ammortamento-2026.png 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-10-21 15:30:552025-10-21 15:30:55Iper ammortamento 2026: nuove aliquote per beni strumentali e transizione ecologica

Ritenuta d’acconto calcolata in automatico e e-commerce

15 Ottobre 2025/in Conservazione

Ritenuta d’acconto calcolata in automatico: un altro esempio che esprime perché FatturaPRO.click “è diverso

La ritenuta d’acconto calcolata in automatico, nel mondo digitale di oggi, è una delle cose che può farti perdere tempo e ritmo, in questo momento storico in cui il focus e la semplificazione sono un parametro di vitale importanza.

Intanto perché da questo dipende molta della tua capacità di rimanere competitivo. Poi perché da ciò dipende anche la tua possibilità di ottimizzare il lavoro, e di dividere il tuo tempo tra vita privata e vita lavorativa in modo bilanciato.

Siamo rapidamente arrivati a ottobre: inizia la fine dell’anno e, di conseguenza, iniziano le manovre frenetiche per sistemare la contabilità fiscale della tua azienda e dei professionisti che gravitano attorno al tuo business.

“Un numero impressionante di ore trascorse a programmare, in compagnia di tanti caffè”.

Questa frase l’ho scritta tanti anni fa quando ho redatto i testi del sito di FatturaPRO.click, e mi è venuto in mente di riprenderla adesso.

Perché? 

Perché sempre più utenti stanno iniziando a capire l’importanza di utilizzare uno strumento verticale, al posto di gestionali generici che apparentemente fanno un sacco di cose, ma raramente eccellono in qualcosa.

FatturaPRO.click è nato sette anni fa per semplificare i processi di rendicontazione fiscali delle imprese, ma oggi è diventato grande. 

Si è trasformato in un asset fondamentale per chi ha un negozio online e non può perdere nemmeno un minuto di tempo in processi burocratici.

Calcolare in automatico la ritenuta d’acconto di professionisti e partner, che aiutano gli imprenditori italiani a realizzare siti e-commerce, è qualcosa di cui avevamo colto l’importanza un sacco di tempo fa.

E moltissimi caffè sono passati sotto i ponti (o affianco delle nostre tastiere, per essere esatti).

Questo non è avvenuto perché in FatturaPRO.click siamo degli oracoli. E nemmeno per l’intercessione delle capacità predittive di ChatGpt…che otto anni fa nemmeno esisteva.

E-Commerce: non solo fatture, corrispettivi, storni e resi. Dietro a un negozio online c’è un universo di professionisti e prestazioni che necessitano di Ritenuta d’acconto

Anche il mondo degli e-commerce, all’epoca, non era così conosciuto ed espanso come oggi. 

Ma era come se, in un certo qual modo, per noi il futuro di questo mondo fosse già chiaro.

Era chiaro il livello di successo e diffusione che avrebbe avuto questo modo di fare business.

Anche nell’Italia ultra conservatrice e restia ai cambiamenti, ai pagamenti online e a dare fiducia agli estranei, pagando addirittura prima qualcosa che verrà ricevuto giorni dopo.

Ed era chiara la struttura della filiera che avrebbe alimentato questo mercato così giovane e dalla crescita esponenziale, in una Italia ormai senza industrie.

In cui le grandi aziende si contano sulle dita di due mani e dove “il posto fisso” ormai è appannaggio di pochissimi.

E ripeto, questo l’abbiamo visto prima degli altri non perché siamo degli oracoli. 

Ma perché, dal 2018, siamo focalizzati su una cosa e una soltanto.

Aiutare le micro imprese italiane a azzerare il tempo perso dietro alla burocrazia fiscale, a cui abbiamo contrapposto una disciplina che ne rappresenta l’alter ego, e che prende (ovviamente) il nome di Automazione Fiscale.

Facendo il canonico esempio di amici che si trovano al bar, se qualcuno avesse detto ai propri compagni di happy hour “guarda, entro sei anni in Italia raggiungeremo quota 91.000 e-commerce, che daranno lavoro a centinaia di migliaia di professionisti”, tutto il tavolo si sarebbe lasciato andare ad una risata.

E qualcuno avrebbe finito col versarsi lo Spritz sulla camicia bianca, guastandosi la serata.

Eppure è successo, e per questo motivo la ritenuta d’acconto calcolata in automatico, oggi è una funzione così tanto gettonata.

L’esercito delle “Ritenute d’acconto” più grandi d’Italia, dopo quello dei call center

Sono tantissime le figure che servono a un e-commerce per essere competitivo online, e sono di conseguenza tante le ritenute d’acconto elaborate da questa filiera.

Io e il mio team abbiamo imparato a conoscerla intimamente, dai racconti degli imprenditori con cui lavoriamo ogni giorno, e la rete di collaborazioni e collaboratori, che partecipano ogni giorno al successo dei negozi online italiani è davvero ampia.

Dai consulenti SEO che, in alcuni casi, offrono un aiuto saltuario agli imprenditori, per alleggerire il peso dei compensi e renderli più sostenibili, ai fotografi che eseguono mini shooting e foto dei prodotti, con competenze specifiche di assoluta eccellenza.

Dalla ritenuta calcolata in automatico su provigioni riconosciute a agenti, rappresentanti, mediatori, procacciatori e commissionari, fino ad arrivare a inventaristi e aiutanti alla logistica che vanno nei magazzini degli e-commerce a fare un po’ di lavoro stagionale.

Alcune survey nazionali arrivano a stimare che il numero di persone che ricevono una retribuzione, anche occasionale o saltuaria, nell’ambito delle attività svolte da aziende che hanno un e-commerce, stia viaggiando velocemente verso il mezzo milione.

Nella maggior parte dei casi parliamo di micro imprese, che non sono pronte a garantire posti di lavoro stabili, e retribuzioni sufficienti a considerare queste collaborazioni come impattanti nel quadro occupazionale italiano.

Ma devi considerarlo un inizio, se pensi che otto anni fa i numeri del settore era infinitamente più piccoli.

Se vuoi scoprire come entrare a far parte dell’Universo di FatturaPRO.click, clicca sul link qui sotto

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https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/10/Immagini-per-blog-.png 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-10-15 09:33:452025-10-15 09:33:45Ritenuta d’acconto calcolata in automatico e e-commerce

Preventivi e proforma: gli alleati quotidiani dell’imprenditore!

14 Ottobre 2025/in Conservazione

La vita dell’imprenditore è un mosaico vivace e dinamico, fatto di innumerevoli momenti che si intrecciano tra loro: dalle riunioni mattutine con i fornitori, dove si discutono forniture e condizioni commerciali, ai confronti con i collaboratori per coordinare progetti e strategie, fino agli incontri con i clienti, dove ogni parola può fare la differenza tra un affare concluso e un’opportunità perduta..È proprio dall’esperienza quotidiana nella relazione commerciale con i clienti che è nata, nel tempo, un’esigenza concreta: disporre di uno strumento chiaro che potesse riassumere in modo ordinato gli articoli o i servizi offerti, con le relative condizioni economiche. Un documento capace di presentare l’offerta in modo trasparente e di accompagnare entrambe le parti verso la conclusione della compravendita. Parliamo dei preventivi e delle proforma: strumenti indispensabili che rappresentano molto più di semplici documenti, ma veri punti di riferimento per formalizzare le proposte commerciali.

Preventivi e proforma: cosa sono? 

 

Il preventivo è un documento non fiscale e non vincolante che un fornitore o professionista redige per presentare in anticipo i costi e le condizioni di un prodotto o servizio richiesto dal cliente.

La fattura proforma è un documento simile alla fattura, ma senza valore fiscale, emesso per anticipare al cliente l’importo da pagare prima della prestazione del servizio o della consegna del bene.

Entrambi i documenti sono fondamentali quando l’imprenditore ha a che fare con un cliente indeciso o se presenta la sua proposta insieme ad altri imprenditori come lui per lo stesso cliente. 

Con FatturaPRO.click preventivi e proforma sono semplici e trasformarli in fatture è un gioco da ragazzi. 

Con FatturaPRO.click  i preventivi e proforma diventano fattura in un solo click!

 

Creare un preventivo o una proforma con FatturaPRO.click è davvero semplice e ti fa risparmiare tantissimo tempo nell’emissione della fattura. 

Andando alla voce altri documenti del menù di sinistra sarà possibile accedere alla funzionalità preventivi e proforma. Cliccando sul tasto aggiungi sarà possibile iniziare a creare il documento. Oltre ai preventivi e proforma, sarà possibile anche procedere nella creazione di una notula, qualora tu fossi un avvocato. 

Quello che bisogna fare è semplicemente procedere alla creazione del documento come se fosse una fattura, sia essa verso Italia o estero. 

Se ti sei perso gli articoli in cui spieghiamo come emetterle ti lasciamo qui i link dedicati : 

 

  • Come emettere una fattura
  • Come emettere una fattura estera 

 

Una volta compilato il documento con tutti i campi necessari, sarà possibile scaricare il pdf del preventivo o della proforma cliccando sull’apposito tasto stampa PDF.

 

Ma non è finita qui!

Infatti, se il cliente accetta il vostro preventivo o è soddisfatto della proforma che gli avete inviato e siete quindi pronti ad emettere fattura, non dovrete creare un nuovo documento ex novo ma vi basterà semplicemente cliccare sull’apposito tasto emetti fattura.

Questa funzione risolve due problemi importanti: 

 

  1. Non c’è bisogno di ricreare un documento ex novo 
  2. Non si rischia di creare preventivamente una fattura da inviare dopo l’ok del cliente che superi poi i 12 giorni messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. 

 

Il menù altri documenti è ricco di funzioni che spesso non vengono tenute in considerazione per “paura di cliccare”. Vi invitiamo ad essere curiosi e ad esplorare quanto più possibile la nostra piattaforma!  Per ogni dubbio o chiarimento siamo sempre disponibili a darvi una mano! 

 

Il team di supporto 

 

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/08/21892036-6975-474E-A918-B5F3AA304D81.png 1024 1024 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-10-14 10:39:192025-10-14 10:39:19Preventivi e proforma: gli alleati quotidiani dell’imprenditore!

Agentic AI: rivoluzione della prevenzione crisi

13 Ottobre 2025/in Conservazione

Il panorama della prevenzione crisi aziendale sta vivendo una rivoluzione tecnologica senza precedenti. L’introduzione dell’Agentic AI rappresenta un salto evolutivo che supera i tradizionali sistemi di allerta, trasformando il monitoraggio passivo in una strategia predittiva e proattiva per la continuità aziendale.

Negli ultimi anni, la disciplina della crisi d’impresa ha subito un’evoluzione profonda, spostando il baricentro dalla gestione reattiva alla prevenzione sistemica. Il Codice della crisi e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) ha codificato il principio dell’emersione tempestiva, responsabilizzando amministratori, sindaci e revisori nel monitoraggio anticipato dei segnali di squilibrio. Tuttavia, i sistemi di allerta tradizionali, basati su indicatori statici di bilancio, soglie patrimoniali e segnalazioni bancarie, faticano a cogliere l’anticipazione reale della crisi, soprattutto nelle PMI.

Agentic AI: Oltre i Sistemi di Allerta Tradizionali

L’Agentic AI si distingue dall’intelligenza artificiale convenzionale per la sua capacità di agire autonomamente e contestualmente. Questa nuova generazione di AI non si limita ad analizzare e generare contenuti, ma interagisce con i sistemi informativi aziendali, identifica anomalie e suggerisce azioni correttive in tempo reale.

A differenza degli algoritmi tradizionali che operano post factum, l’Agentic AI anticipa la genesi della crisi attraverso l’analisi predittiva di pattern complessi. Questa tecnologia permette di passare dall’allerta normativa alla prevenzione predittiva, da un approccio di vigilanza a uno di intelligenza organizzativa.

L’automazione intelligente rappresenta uno dei principali vantaggi dell’Agentic AI. Gli agenti trasformano passaggi disconnessi in flussi end-to-end, liberando i team dal coordinamento routinario e permettendo di scalare senza aumentare il personale. Inoltre, l’esperienza di servizio migliora significativamente: gli agenti combinano contesto, memoria e azioni proattive per anticipare i bisogni e risolvere i problemi più velocemente.

Prevenzione Predittiva: Dal Monitoraggio all’Azione

La gestione del rischio aziendale con intelligenza artificiale consente alle aziende di identificare, valutare e mitigare i rischi in modo più efficace. Gli algoritmi di apprendimento automatico permettono di rilevare minacce, prevedere scenari di crisi e adottare azioni preventive con maggiore precisione rispetto ai metodi tradizionali.

I sistemi di early warning potenziati dall’Agentic AI possono automatizzare la valutazione del rischio riducendo gli errori umani, identificare anomalie nei dati e segnalare potenziali minacce, oltre a mitigare i rischi attraverso strategie di intervento proattivo. L’INPS ha già sviluppato algoritmi che utilizzano l’intelligenza artificiale per analizzare dati contributivi, posizioni assicurative e variazioni occupazionali, anticipando segnali deboli di crisi prima ancora che l’impresa stessa ne sia consapevole.

Implementazione Strategica negli Adeguati Assetti Organizzativi

Il nuovo art. 2086 del Codice Civile, modificato dal D.Lgs. 14/2019, impone agli imprenditori di istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati anche per la rilevazione tempestiva della crisi. L’Agentic AI può rappresentare un elemento fondamentale di questi assetti, fornendo il supporto tecnologico necessario per il monitoraggio continuo richiesto dalla normativa.

Gli algoritmi predittivi possono analizzare una grande mole di dati complessi, intercettare i segnali rivelatori della crisi al momento del loro manifestarsi e predire la loro verificazione. Le macchine sono capaci di trasmettere automaticamente le informazioni rilevanti, debitamente sistematizzate, agli organi sociali per l’assunzione delle misure idonee a fronteggiare la crisi.

Governance e Responsabilità nell’Era dell’Agentic AI

L’implementazione dell’Agentic AI richiede un framework di governance dell’intelligenza artificiale robusto. La gestione del rischio dell’AI deve essere integrata nelle strategie di gestione dei rischi aziendali più ampie, creando un approccio unificato alla governance dell’AI, della cybersecurity e della privacy.

Con l’aumento dell’autonomia degli agenti AI, cresce anche la responsabilità delle aziende. È necessario adottare pratiche di AI etica per garantire sistemi affidabili e sicuri, con particolare attenzione alla trasparenza, accountability, mitigazione dei bias e protezione della privacy.

Il Futuro della Continuità Aziendale

Guardando al futuro, la combinazione di Agentic AI e spiegabilità dei modelli potrà rendere la prevenzione della crisi un processo continuo. L’Agentic AI diventerà uno strato fondamentale della logica aziendale, come oggi lo sono cloud e API.

Le prospettive includono agenti come collaboratori digitali che organizzano riunioni e redigono report, sistemi multi-agent che gestiscono end-to-end supply chain e operation interne, ed esperienze adattive basate su apprendimento continuo. Per i professionisti della consulenza aziendale, questo significa amplificare la capacità diagnostica e strategica, passando da un approccio di vigilanza a uno di intelligenza organizzativa.

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/10/agentic-ai-blog.jpg 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-10-13 17:35:432025-10-13 17:35:43Agentic AI: rivoluzione della prevenzione crisi

Rendiconto gestionale

13 Ottobre 2025/in Conservazione
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https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png 0 0 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-10-13 17:11:392025-10-13 17:11:39Rendiconto gestionale

Burocrazia Digitale e la fatturazione elettronica in Sanità

8 Ottobre 2025/in Conservazione

La Burocrazia Digitale spiegata attraverso la fattura elettronica sanità

Nel 2023 il Sistema di Interscambio ha gestito circa 2,4 miliardi di fatture per più o meno 5,6 milioni di partite IVA. Nonostante le proteste e le paure iniziali di andare incontro ad eccessi di Burocrazia Digitale, l’abitudine ha preso il sopravvento.

E oggi la fatturazione elettronica non è più “una novità”, ma uno strumento di tutti i giorni.

C’è però un settore che resiste all’ascesa di questo standard, come il villaggio della Gallia che resisteva all’espansione dell’impero romano, fonte di ispirazione dei racconti di Asterix.

Ed è quello della Sanità, che oggi analizzeremo insieme prendendolo come esempio utile a comprendere quanto può essere profondo il tema della Fatturazione Elettronica e quanto può essere complesso.

Lo scopo è riflettere sull’importanza di adottare in azienda soluzioni che non banalizzano il problema, riducendolo necessariamente ad una commodity.

Può essere che nel tuo settore, la gestione delle Fatture sia molto lineare. Ma questo non significa che non possa diventare più complicato in futuro, al cambiare di una norma.

Il convulso caso della Sanità: unico settore non esposto all’obbligo di fatturazione, ma con delle eccezioni

Con un colpo di coda, nel 2019, fu emanata una legge che sottraeva le strutture sanitarie dall’obbligo di emettere fatture elettroniche per i pazienti.

Ciò nonostante, cliniche e ospedali oggi devono emettere documenti fiscali da inviare allo SDI, come qualsiasi altra azienda.

Sì perché, come qualunque altra impresa, anche una clinica, un poliambulatorio o un ospedale pubblico, possono vendere prestazioni che non sono di tipo sanitario. È il caso, per esempio, dei servizi alberghieri nelle cliniche private. Dove il cambio della biancheria, i pasti e altri servizi che rimandano alla permanenza del paziente in struttura, e non alla sua cura, si pagano a parte.

Con buona pace di chi lavora in amministrazione, che deve stare ben attento a interpretare le regole, a conoscere le eccezioni e gestirle. Specie se non hanno un sistema come FatturaPRO.click, che supporta la creazione di Automazioni capaci di fare questo lavoro di interpretazione al posto delle persone, o in ausilio.

Questo è un esempio di scenario non lineare, dove alcune eccezioni possono mandare in tilt la quotidianità di un ufficio amministrativo, impossibilitato a generare delle routine di lavoro.

Se non hai strumenti professionali di Automazione Fiscale, la burocrazia digitale può insinuarsi nelle procedure della tua azienda sottraendole tempo, attenzione e incassi.

Ciò che succede in Sanità è probabilmente lo scenario più eclatante, ma non è un caso isolato. Ed ecco quindi come uno strumento come FatturaPRO.click può aiutarti a gestire agilmente delle eccezioni.

“Burocrazia digitale”: perché ti complica la giornata se non hai una governance

La digitalizzazione non sempre elimina i problemi. Anzi, a volte li porta a galla alla velocità della luce.

E li rende invisibili finché esplodono. Basta compilare una Fattura con un minimo errore, e il flusso si blocca nelle sabbie mobili. Nel cartaceo ti potevi accorgere di un errore durante il processo di redazione del documento

Con il digitale, scopri che c’è un errore hai l’esito. Se ti è andata bene, questo avviene poco tempo dopo l’invio. Se ti va male, lo scopri cinque giorni dopo, e puoi aspettarne fino ad altri cinque per sapere se, con il secondo invio, hai fatto tutto giusto oppure no.

In certi casi, hai speso 10 giorni per l’invio di una fattura, e sai che il pagamento slitterà di conseguenza.

Chi legifera scrive le regole secondo la propria conoscenza della materia, ma non sempre questa conoscenza si basa sulla consapevolezza reale e puntuale di come funzioni un’azienda.

La notifica di accettazione, che può arrivare fino a cinque giorni dopo il tuo invio della fattura, è sempre stata una nota dolente. Ma così è rimasta, e chissà per quanto rimarrà tale.

Ecco quindi l’origine della nostra mission: semplificare la gestione quotidiana della fattura elettronica, per renderla altamente automatizzata e gestita nella piena governance delle variabili possibili, nonostante un quadro normativo non sempre eccezionale.

Cosa vuol dire avere una governance dei processi

Continuando sull’esempio dello scenario in Sanità, sempre a titolo puramente esemplificativo, ecco cosa può succedere sul PC di un amministrativo che si appresta ad emettere (o a NON emettere) una Fattura a seguito di una prestazione:

  • C’è il paziente che chiede copia digitale, ma ha negato l’invio al sistema Tessera Sanitaria
  • La prestazione sanitaria con servizi accessori, come pasti e altri servizi di degenza
  • Il codice Destinatario scritto male in anagrafica.
  • Oppure ancora la casella PEC del destinatario piena che non accetta nuovi messaggi.

E potrei andare avanti per ore a inserire altre eccezioni. Ognuna di esse può diventare dolorosa, e se non hai il fornitore giusto.

Con uno strumento professionale, pensato per offrirti la migliore esperienza di fatturazione, tutti questi aspetti e le varie incognite, trovano risposta in una soluzione efficace ed efficiente.

La Burocrazia Fiscale con FatturaPro.click

Il tema del controllo delle notifiche di Agenzia delle Entrate è stato abbondantemente superato dal mercato delle aziende che hanno sviluppato i software di fatturazione, ma non sempre la stessa cosa si può dire nel caso della gestione di altre tipologie di variabili e eccezioni.

E ancora ancora la questione presenta effetti limitati, quando parliamo di variabili che mettono in gioco una qualche manciata di fatture all’anno. Ma cosa succederebbe se una ipotetica nuova normativa creasse un “effetto sanità” anche nella tua gestione quotidiana?

Ci sono tanti casi in cui il grado di flessibilità raggiunto oggi da FatturaPRO.click potrebbe fare tutta la differenza per un’azienda che emette migliaia di fatture all’anno, talvolta con perdite di tempo procedurali che gridano allo scandalo.

Ti ho fatto l’esempio della Sanità, solo a titolo didattico. Ma questa riflessione, magari, la estenderemo anche ad altri scenari analoghi, nel corso delle prossime uscite della newsletter.

Se vuoi ridurre la burocrazia digitale, lavora sulla governance adesso

Se pensi che il tuo processo di Fatturazione Elettronica sia farraginoso, troppo legato a come il fornitore del gestionale ha interpretato il tema, e vuoi dimenticarti di questo problema, come ci si dimentica di avere indosso l’orologio, allora non devi fare altro che contattare il nostro Team di Supporto.

Segui il link per una call gratuita.

https://fatturapro.click/#contatti

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/10/burocrazia-digitale-blog.jpg 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-10-08 09:04:392025-10-08 09:04:39Burocrazia Digitale e la fatturazione elettronica in Sanità

Operatori: uno strumento molto spesso sottovalutato

8 Ottobre 2025/in Conservazione

I collaboratori, lo sappiamo bene, sono un grande aiuto per l’imprenditore oltre ad essere un valore aggiunto per ogni azienda.  Per chi si occupa di vendite o riparazioni in loco, la gestione degli operatori ( come l’assegnazione di un RT portatile per ciascuno e altri strumenti utili a livello fiscale) non è sempre semplice e spesso risulta essere dispendiosa. Con FatturaPRO.click la gestione degli operatori diventa un gioco da ragazzi, abbattendo i costi e fornendo loro solo quello di cui hanno strettamente bisogno. 

Operatori: come gestirli al meglio? 

 

Chi ha uno dei nostri pacchetti PLUS sa già che, compreso nel proprio abbonamento, ha a disposizione 3 app da poter scaricare in 3 devices diversi in modo da poter emettere corrispettivi o predisporre fatture anche in mobilità. 

Non succede di rado che l’imprenditore decida di utilizzare i 3 terminali collegandoli al proprio account personale, magari per vendite che avvengono in contemporanea in fiere o mercatini in giro per l’Italia. 

Ma sapevi che questa funzione può darti molto di più e adattarsi alle tue esigenze attivando anche gli operatori? 

Molti clienti non lo sanno ma oltre ai terminali la piattaforma da la possibilità di creare degli operatori a cui vengono assegnate delle credenziali dedicate in modo da poter operare senza dover necessariamente essere in possesso delle credenziali dell’admin. 

Utilizzando gli operatori non solo si evita il rischio di inviare dati sensibili (come user e password admin) ma l’imprenditore può avere una visione più precisa sull’andamento di ciascun operatore o filiale ad esso collegata. 

Ogni operatore ha, infatti, un sezionale associato e la possibilità di essere collegato ad una sede. Tutto questo porta a una gestione più chiara delle statistiche di vendita, avendo la possibilità di ricercare le fatture e i corrispettivi emessi a seconda del sezionale scelto per l’operatore. 

 

Come si creano gli operatori e quali sono i passaggi successivi da seguire? 

 

Creare un operatore è semplicissimo, bisogna semplicemente andare in piattaforma e selezionare la voce Account- operatori dal menù di sinistra. 

Cliccando sul pulsante verde “aggiungi” verranno richieste alcune informazioni come nome, cognome e CF dell’operatore e verrà chiesto di associargli un sezionale (cosa che consigliamo vivamente) avendo la possibilità anche di creare una filiale che indica il luogo dove  l’operatore opera. 

Una volta inserite queste informazioni potrete cliccare su “salva e ritorna”  e riceverete una PEC con user e password da fornire all’operatore per accedere in app. 

 

NB: Qualora in futuro l’operatore dimenticasse la password o avesse bisogno di cambiarla per motivi di sicurezza è possibile cliccare sull’apposito tasto, in corrispondenza dell’operatore per creare e ricevere la nuova password associata all’operatore.

 

Quali sono i vantaggi di utilizzare la funzione operatori?  

 

Oltre ai già citati vantaggi per quanto riguarda le statistiche più precise  che puoi avere a disposizione,  la  gestione tramite operatori ha altri vantaggi. 

Primo tra tutti è quello di evitare conflitti tra i tuoi operatori. Ogni operatore, infatti, potrà vedere solo i propri documenti. Questo evita il crearsi di rivalità tra due dipendenti e permette a tutti di lavorare più serenamente.

Un’altro aspetto fondamentale è la sicurezza. Se il device dell’operatore dovesse finire nelle mani di un malintenzionato che iniziasse ad emettere documenti al posto dell’operatore, basterà eliminare l’operatore dalla sezione (eliminando conseguentemente il terminale a cui è associato) e eliminare i documenti emessi andandoli a cercare per sezionale operatore. 

 

NB: Il numero di terminali e conseguentemente di operatori da poter gestire è sempre incrementabile rispetto al pacchetto base da 3 operatori e può essere aumentato in base alle tue esigenze . 

Per maggiori informazioni sulle funzionalità o sui costi relativi all’aggiunta di nuovi operatori siamo a tua completa disposizione. Puoi contattarci tramite chat o telefono. 

 

Il team di supporto

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/08/21892036-6975-474E-A918-B5F3AA304D81.png 1024 1024 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-10-08 08:30:142025-10-07 17:34:14Operatori: uno strumento molto spesso sottovalutato

ETS e rendiconto per cassa: le novità della Riforma 2024

7 Ottobre 2025/in Conservazione

La Legge 4 luglio 2024, n. 104 ha rivoluzionato la disciplina contabile degli Enti del Terzo Settore introducendo significative semplificazioni per il rendiconto per cassa. Queste modifiche, chiarite dalla Circolare n. 6/2024 del Ministero del Lavoro, mirano a ridurre gli oneri amministrativi per gli enti di dimensioni più ridotte mantenendo al contempo standard di trasparenza adeguati.

Nuovi limiti dimensionali per il rendiconto per cassa

La principale novità riguarda l’innalzamento dei limiti dimensionali per l’utilizzo del rendiconto per cassa. Il limite è stato elevato da 220.000 euro a 300.000 euro, ma con una restrizione importante: questa opzione è ora riservata esclusivamente agli ETS privi di personalità giuridica.

Gli enti dotati di personalità giuridica che superano la soglia di 60.000 euro di entrate annue dovranno invece adottare obbligatoriamente il bilancio di esercizio completo, costituito da stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione. Questa distinzione nasce dalla necessità di garantire maggiore trasparenza sulla consistenza patrimoniale degli enti con personalità giuridica, informazione rilevante per associati, creditori e potenziali donatori.

Il rendiconto per cassa ulteriormente semplificato

Una seconda importante novità è l’introduzione del rendiconto per cassa in forma aggregata per tutti gli ETS con entrate non superiori a 60.000 euro. Questa possibilità è estesa sia agli enti con che senza personalità giuridica.

Il comma 2-bis aggiunto all’articolo 13 del Codice del Terzo Settore prevede che questi enti possano utilizzare un rendiconto che riporti semplicemente l’indicazione delle entrate e delle uscite in forma aggregata. La Circolare ministeriale ha specificato che dovrà essere predisposto un nuovo modello specifico di rendiconto per cassa, da definirsi con decreto del Ministro del Lavoro, di concerto con i Ministri dell’Economia e della Giustizia.

Tempistiche e deposito dei bilanci

Parallelamente alle modifiche sui modelli contabili, la Legge 104/2024 ha modificato anche i termini per il deposito dei bilanci nel RUNTS. Il termine fisso del 30 giugno è stato sostituito con un termine mobile di 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Per gli esercizi chiusi al 31 dicembre, il deposito dovrà avvenire entro il 29 giugno dell’anno successivo.

Dal 10 giugno 2025, il portale RUNTS richiede l’inserimento del campo “Totale entrate” durante la procedura di deposito, finalizzato a migliorare la base informativa del sistema.

Libertà di scelta per gli amministratori

È importante sottolineare che l’innalzamento delle soglie per il rendiconto per cassa non impedisce agli amministratori di optare comunque per il bilancio di esercizio completo, qualora lo ritengano più adeguato alle caratteristiche ed esigenze dell’ente. Questa flessibilità risulta particolarmente utile quando l’ente si avvicina alle soglie dimensionali o gestisce un patrimonio importante che necessita di essere evidenziato nello stato patrimoniale.

Applicazione delle nuove disposizioni

Le nuove regole sul rendiconto per cassa si applicano a partire dal bilancio relativo al primo esercizio finanziario successivo all’entrata in vigore della Legge 104/2024, avvenuta il 3 agosto 2024. Per gli ETS con esercizio coincidente con l’anno solare, le novità saranno operative dal bilancio 2025.

I modelli di bilancio restano quelli definiti dal D.M. n. 39/2020, che prevedono quattro documenti: stato patrimoniale (Mod. A), rendiconto gestionale (Mod. B), relazione di missione (Mod. C) e rendiconto per cassa (Mod. D). Per il nuovo rendiconto aggregato sarà necessario attendere l’adozione del decreto ministeriale specifico.

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/10/rendiconto-per-cassa-blog-.jpg 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-10-07 17:00:352025-10-07 17:08:00ETS e rendiconto per cassa: le novità della Riforma 2024

Workflow

7 Ottobre 2025/in Conservazione
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