Concordato preventivo biennale: regole 2026-2027
Il concordato preventivo biennale è lo strumento con cui imprese e professionisti possono concordare con l’Agenzia delle Entrate, per due anni, il reddito e il valore della produzione netta da dichiarare. La nuova Circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026 raccoglie in un unico documento norme, chiarimenti e casi applicativi, offrendo un quadro più ordinato per le adesioni al biennio 2026-2027.
L’istituto, introdotto dal decreto legislativo n. 13 del 2024, sostituisce la logica del controllo successivo con una collaborazione preventiva tra contribuente e Fisco. L’Agenzia formula una proposta sulla base delle dichiarazioni, degli ISA, delle banche dati pubbliche e delle proiezioni economiche di settore; il contribuente può accettarla e impegnarsi a dichiarare gli importi proposti.
Come funziona il concordato preventivo biennale
Il meccanismo si articola in due fasi. Nella prima, l’Agenzia delle Entrate elabora una proposta di reddito e valore della produzione netta per i due anni successivi; nella seconda, il contribuente decide se accettarla, formalizzando l’adesione nei termini previsti.
Una volta accettata la proposta, il contribuente si impegna a dichiarare gli importi concordati anche se i risultati effettivi dovessero essere diversi. Se il reddito reale risulta superiore, il vantaggio resta al contribuente; se è inferiore, salvo circostanze eccezionali, gli obblighi fiscali continuano a essere calcolati sul reddito concordato.
Chi può aderire nel 2026
Possono accedere al concordato preventivo biennale i titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo che applicano gli Indici sintetici di affidabilità (ISA) per il periodo d’imposta 2025. Sono coinvolti sia chi aderisce per la prima volta sia chi, già aderente per il biennio 2024-2025, intende rinnovare l’istituto accettando la nuova proposta.
L’accesso richiede inoltre il rispetto dei requisiti e l’assenza delle cause di esclusione previste dagli articoli 10 e 11 del decreto CPB. In particolare, rilevano l’assenza di debiti tributari e contributivi rilevanti oppure la loro regolarizzazione entro i termini di adesione.
Termini di adesione 2026-2027
Per il biennio 2026-2027, il termine ordinario di adesione è stato differito al 31 ottobre 2026 o all’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta. Poiché il 31 ottobre cade di sabato, la scadenza operativa risulta prorogata a lunedì 2 novembre 2026.
L’adesione può essere presentata insieme alla dichiarazione dei redditi oppure in via autonoma, trasmettendo il modello CPB insieme al solo frontespizio del modello Redditi 2026.

Limiti alle proposte di concordato
Le modifiche introdotte dagli articoli 7 e 7-bis del decreto legge n. 38 del 2026 hanno esteso i limiti alle proposte anche ai contribuenti con punteggi ISA più bassi. La proposta non può superare determinate percentuali rispetto al reddito o al valore della produzione netta dichiarati nel periodo di riferimento, rettificati secondo le regole del decreto CPB.
Novità del decreto Omnibus
Il decreto legislativo n. 148 del 2026, detto “Omnibus”, introduce cambiamenti rilevanti a decorrere dalle adesioni per il biennio 2026-2027. La modifica più importante riguarda la mancanza di requisiti o la presenza di cause di esclusione: l’adesione non comporta più la decadenza, ma è considerata come mai avvenuta.
Sono stati inoltre chiariti alcuni profili relativi all’ingresso di nuovi soci o associati e alle società tra professionisti. Nelle ipotesi di rinnovo, l’ingresso di soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi da lavoro dipendente oppure redditi d’impresa o autonomi fino a 35.000 euro non costituisce causa di esclusione.
Vantaggi per imprese e professionisti
Il beneficio centrale del concordato preventivo biennale resta la certezza della base imponibile per due anni. A questa si aggiungono vantaggi collegati agli ISA, tra cui una limitazione dei poteri di accertamento fiscale e l’esonero dal visto di conformità o dalla garanzia per alcune compensazioni e richieste di rimborso IVA, entro soglie specifiche.
Per chi rinnova l’adesione, il decreto Omnibus potenzia i benefici: aumenta le soglie di esonero dal visto di conformità, prevede l’anticipazione di due anni dei termini di decadenza per dirette e IVA e consente il pagamento rateale senza interessi di saldo e acconto.
Rinnovo e ravvedimento speciale
Il rinnovo del concordato preventivo biennale assume quindi un valore economico aggiuntivo. Oltre ai benefici premiali rafforzati, i contribuenti che rinnovano per il biennio 2026-2027 possono aderire al ravvedimento speciale delle annualità pregresse 2020-2023, versando un’imposta sostitutiva su redditi, addizionali e IRAP.
La Circolare precisa inoltre che eventuali errori o omissioni nella dichiarazione dei redditi o nella proposta possono essere regolarizzati con una dichiarazione integrativa e il ravvedimento operoso. In questi casi, salvo limitazioni per violazioni penali e dati ISA, l’accordo viene allineato ai dati corretti anziché determinare automaticamente la decadenza.




