Elementor e FatturaPRO.click: l’integrazione che stavi aspettando!

Nel mondo dell’e-commerce WordPress, WooCommerce rappresenta la soluzione più diffusa per la gestione di negozi online, con oltre il 28% della quota di mercato globale. Tuttavia, molti imprenditori e sviluppatori non si accontentano delle funzionalità standard: cercano personalizzazione grafica, flessibilità nel design e controllo totale sull’esperienza utente. È qui che entra in gioco Elementor, il page builder più popolare per WordPress, utilizzato da oltre 12 milioni di siti web in tutto il mondo.

Cosa ha di diverso Elementor dagli altri? 

Elementor permette di creare pagine personalizzate attraverso un’interfaccia drag-and-drop intuitiva, senza necessità di scrivere codice. Negli ultimi anni, con l’introduzione di Elementor Pro e dei widget dedicati a WooCommerce, è diventato possibile progettare non solo le pagine statiche del sito, ma anche elementi dinamici fondamentali per il processo d’acquisto: pagine prodotto, carrelli, checkout e persino le pagine account cliente. Questa flessibilità ha reso Elementor uno strumento indispensabile per chi vuole distinguersi dalla concorrenza con un design unico e un’esperienza d’acquisto personalizzata.

Tuttavia, questa libertà creativa ha portato con sé una sfida tecnica: i temi e i template che utilizzano Elementor per gestire carrelli e checkout di WooCommerce spesso utilizzano degli elementi fuori standard e per questo non compatibili con plugin di terze parti, specialmente  quelli che devono effettuare controlli e acquisire dati aggiuntivi  durante il processo d’acquisto, come quello di  FatturaPRO.click.

FatturaPRO.click e WooCommerce: l’integrazione che semplifica la fatturazione

Da tempo FatturaPRO.click ha sviluppato un plugin dedicato a WooCommerce, pensato per automatizzare completamente l’emissione di fatture elettroniche e corrispettivi a partire dagli ordini effettuati nel negozio online. Il plugin consente di acquisire i dati fiscali del cliente durante il checkout e di generare automaticamente il documento corretto in base alle informazioni fornite: una fattura se il cliente compila i campi aziendali o inserisce un codice fiscale o, in caso contrario, un corrispettivo. 

Questa automazione elimina la necessità di gestire manualmente centinaia o migliaia di documenti fiscali, riducendo drasticamente il rischio di errori e il tempo impiegato nella contabilità. Inoltre, il plugin FatturaPRO.click si integra perfettamente con i flussi di lavoro esistenti, inviando i documenti allo SDI e conservandoli digitalmente a norma di legge.

Fino a poco tempo fa, i nostri clienti utilizzavano prevalentemente checkout standard di WooCommerce o temi tradizionali, e non ci eravamo mai confrontati con la necessità di supportare builder grafici avanzati. 

Quando, però, il primo cliente ci ha segnalato l’esigenza di integrare FatturaPRO.click con un checkout personalizzato tramite Elementor, il nostro team di sviluppo si è immediatamente attivato per risolvere la sfida tecnica e garantire la piena compatibilità.

Compatibilità Elementor: la nuova evoluzione del plugin

Il team di sviluppo FatturaPRO.click ha lavorato intensamente per consentire anche la compatibilità con temi che utilizzano Elementor per la creazione di checkout più sofisticati di quello nativo. Oggi siamo orgogliosi di annunciare che il nostro plugin per WooCommerce è compatibile con Elementor e di conseguenza con i temi che utilizzano questo page builder per gestire carrelli e checkout personalizzati.

Ciò significa che ora potete sfruttare tutta la potenza creativa di Elementor per progettare un’esperienza d’acquisto unica, senza rinunciare all’automazione fiscale garantita da FatturaPRO.click. I dati inseriti dai clienti nei carrelli creati con Elementor vengono correttamente acquisiti dal nostro sistema, che genera automaticamente fatture e corrispettivi conformi alla normativa italiana.

NB: Continuiamo a non poter garantire la piena compatibilità con qualsiasi tema poiché il bello del mondo di WordPress e Woocommerce è la quantità sconsiderata di temi e soluzioni che questa combinazione offre. Quello che però possiamo garantire è quell’ascolto, supporto ed impegno ad abilitare l’automazione fiscale a chiunque ne abbia bisogno.

Elementor e FatturaPRO.click : l’integrazione che fa la differenza

L’integrazione tra Elementor e FatturaPRO.click rappresenta un vantaggio competitivo significativo per chi gestisce un e-commerce in Italia. Da un lato, potete continuare a investire nella personalizzazione del vostro sito, migliorando il tasso di conversione attraverso un design accattivante e funzionale. Dall’altro, automatizzate completamente la parte fiscale, garantendo compliance normativa senza sforzo manuale.

Questa compatibilità con Elementor è particolarmente preziosa per agenzie web, sviluppatori e imprenditori che vogliono offrire ai propri clienti (o al proprio business) una soluzione completa: un sito esteticamente perfetto e un backend amministrativo efficiente. Non dovrete più scegliere tra design e funzionalità fiscale: ora potete avere entrambi.

Come sempre il nostro team di supporto è a vostra disposizione per organizzare una call dimostrativa in cui potrete esporre tutte le necessità legate alla gestione del vostro e-commerce.

Dazio sui pacchi: la nuova tassa UE da luglio 2026

L’Unione Europea ha approvato in via definitiva, l’11 febbraio 2026, una riforma che cambierà radicalmente il regime doganale applicabile ai piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-UE. Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore un dazio sui pacchi di valore inferiore a 150 euro pari a 3 euro, segnando la fine della franchigia doganale che ha caratterizzato per anni il commercio elettronico internazionale. Questa misura transitoria, valida fino al 1° luglio 2028 (con possibilità di proroga), anticipa l’abolizione definitiva di tutte le franchigie dai dazi per beni di modico valore.

Il nuovo dazio sui pacchi rappresenta una svolta significativa per consumatori, marketplace e operatori logistici, modificando profondamente le dinamiche competitive tra venditori europei e piattaforme extra-UE come Shein, Temu e AliExpress.

Come funziona il dazio sui pacchi dal 2026

Il dazio sui pacchi si applica a ciascuna categoria merceologica presente nel pacco, identificata in base alle rispettive sottovoci tariffarie. Questo significa che se un pacco contiene tre articoli appartenenti a tre categorie diverse (ad esempio, un capo d’abbigliamento, un accessorio elettronico e un cosmetico), il dazio sarà di 9 euro (3 euro × 3 categorie). Il prelievo sostituisce la precedente esenzione e si applica alle spedizioni business-to-consumer (B2C) provenienti da Paesi terzi.

La misura riguarda principalmente le transazioni gestite tramite il sistema Import One-Stop Shop (IOSS), che copre circa il 93% dei flussi di commercio elettronico verso l’Unione Europea. Il dazio sui pacchi sarà riscosso dagli importatori, che nel caso dell’e-commerce sono tipicamente i corrieri o le piattaforme logistiche, i quali poi trasferiscono l’onere al consumatore finale.

Perché l’UE introduce il dazio sui pacchi

La motivazione principale dietro il dazio sui pacchi è il riequilibrio delle condizioni competitive tra operatori europei ed extra-UE. Nel 2024 sono stati importati nell’Unione Europea oltre 4,6 miliardi di pacchi di valore inferiore a 150 euro, e più del 90% di questi proveniva dalla Cina. La franchigia doganale ha creato uno squilibrio competitivo significativo: un’azienda europea che vende un prodotto deve sostenere costi di produzione, tasse e dazi locali, mentre un venditore cinese poteva inviare lo stesso prodotto direttamente al consumatore europeo senza alcun dazio.

Inoltre, la franchigia ha facilitato pratiche di sottovalutazione doganale, con venditori che dichiaravano valori inferiori a quelli reali per mantenere le spedizioni sotto la soglia di esenzione, danneggiando ulteriormente le entrate fiscali degli Stati membri.​

Dazio sui pacchi: cosa cambia dal 2028

Il dazio sui pacchi da 3 euro è una misura transitoria. Dal 2028, quando l’EU Customs Data Hub sarà operativo, ogni articolo importato sarà soggetto alle tariffe doganali normali, calcolate in base alla categoria merceologica specifica, senza più alcuna franchigia. Il Data Hub permetterà una gestione centralizzata e digitalizzata dei dati doganali, consentendo controlli ex ante sulle spedizioni e una determinazione puntuale del debito doganale su base articolo.

Questo significa che dal 2028 un capo d’abbigliamento con dazio standard del 12% sarà tassato esattamente a quella aliquota, indipendentemente dal valore dichiarato, eliminando definitivamente il vantaggio competitivo delle micro-spedizioni.​

Implicazioni per consumatori e imprese

Per i consumatori europei, il dazio sui pacchi si tradurrà in un aumento del costo finale degli acquisti online da Paesi terzi. Un prodotto da 20 euro acquistato su una piattaforma cinese costerà almeno 23 euro (più eventuali costi di gestione doganale del corriere), riducendo il vantaggio di prezzo rispetto ai venditori europei.​

Per le imprese europee, la misura rappresenta un passo verso condizioni di parità, eliminando parte dello svantaggio competitivo accumulato negli anni. Le piattaforme extra-UE, invece, dovranno rivedere strategie di prezzo, modelli distributivi e processi di compliance.

Il report Tessera Sanitaria approda su FatturaPRO.click!

Per molti professionisti sanitari tra cui medici, psicologi, fisioterapisti, odontoiatri e farmacisti, il Sistema Tessera Sanitaria è diventato uno strumento centrale nella gestione quotidiana della propria professione. 

Non si tratta solo di un adempimento in più, ma di un tassello fondamentale del rapporto tra cittadino, sistema sanitario e fisco. Attraverso l’invio telematico delle spese sanitarie, infatti, l’Agenzia delle Entrate può precompilare in modo sempre più accurato la dichiarazione dei redditi dei contribuenti, che ritrovano automaticamente le proprie spese mediche detraibili nei modelli 730 o Redditi precompilati. 

Allo stesso tempo, il Sistema Tessera Sanitaria è alla base di controlli più rapidi sulle dichiarazioni, riducendo la necessità di esibire scontrini e fatture cartacee, e consentendo a CAF e commercialisti di lavorare con dati già strutturati e verificabili.

Che cos’è il Sistema Tessera Sanitaria? 

Dal punto di vista normativo, il Sistema Tessera Sanitaria (STS) è la piattaforma telematica attraverso cui strutture sanitarie e professionisti trasmettono i dati delle spese sanitarie e veterinarie sostenute dalle persone fisiche

Sono tenuti all’invio dei dati non solo le aziende sanitarie e le farmacie, ma anche medici, odontoiatri, psicologi, infermieri, fisioterapisti e, più in generale, la maggior parte delle figure sanitarie che emettono fatture o ricevute a pazienti privati. I dati trasmessi comprendono, tra gli altri, codice fiscale del paziente, importo, data e tipologia della spesa, modalità di pagamento ed eventuale opposizione del cittadino all’utilizzo dei dati nella precompilata.

Negli ultimi anni, inoltre, la normativa ha via via aggiornato scadenze e periodicità di invio (oggi tendenzialmente su base annuale), con l’obiettivo dichiarato di semplificare gli adempimenti per gli operatori e rafforzare al tempo stesso la tutela della privacy dei cittadini.

Il report Tessera Sanitaria approda su FatturaPRO.click

In questo contesto, non stupisce che uno strumento che vada a integrarsi con il Sistema Tessera Sanitaria sia uno dei più richiesti da studi professionali e commercialisti che seguono clienti in ambito sanitario. 

Proprio ascoltando queste esigenze, il team di sviluppo FatturaPRO.click ha deciso di compiere un nuovo report in piattaforma: il report Tessera Sanitaria. 

La nuova funzionalità nasce dalle numerose richieste ricevute da parte di professionisti e studi che già utilizzano FatturaPRO.click per fatturazione elettronica e adempimenti fiscali, e che desideravano gestire in un unico ambiente anche i dati da inviare al STS, evitando quanto più possibile soluzioni esterne.

Quali saranno le fasi di integrazione del report Tessera Sanitaria in piattaforma?  

L’arrivo del report Tessera Sanitaria su FatturaPRO.click consentirà fin da subito di organizzare in modo strutturato le fatture emesse verso pazienti, predisponendo in modo automatico i dati rilevanti ai fini STS quali la fattura di riferimento, il totale incassato per quella fattura in un determinato periodo e la modalità di pagamento con cui la fattura è stata saldata. Questo riduce il rischio di errori o dimenticanze. 

Questo andrà a semplificare il lavoro dei professionisti sanitari e, allo stesso tempo, offrirà ai commercialisti uno strumento più completo per affiancare i propri clienti nel rispetto delle scadenze e delle regole del Sistema Tessera Sanitaria. 

In questa prima fase sarà possibile esportare il report per poi caricarlo nel Sistema Tessera Sanitaria. 

Ma c’è di più! 

Ebbene si! Il team di sviluppo è già al lavoro per rendere il collegamento al Sistema Tessera Sanitaria disponibile direttamente in piattaforma. FatturaPRO.click non genererà solamente il report Tessera Sanitaria ma sarà disponibile, per i pacchetti PLUS, un collegamento diretto all STS dall’interno della piattaforma che permetterà agli utenti di inviare i dati senza ulteriori passaggi. 

Dove sarà possibile trovare il report in piattaforma? 

 

Il team di sviluppo è sempre all’opera e oltre a migliorare periodicamente le funzionalità della piattaforma, cerca costantemente di renderla quanto più intuibile per tutti gli utilizzatori. Tutti i report disponibili saranno raggruppati sotto la voce report, nella quale sarà presente anche quello per la  Tessera Sanitaria.

 

Come sempre il team di supporto è a vostra completa disposizione per chiarire ogni eventuale dubbio. 

Fiscalità agevolata 2026: le nuove opportunità per le imprese

La fiscalità agevolata 2026 è uno degli assi portanti della recente Legge di Bilancio e del nuovo Codice degli incentivi, pensati per rendere più semplice e mirato il sistema di sostegni a imprese e professionisti. L’obiettivo è superare il “labirinto” di bonus stratificati negli anni, concentrando le risorse su poche misure strutturali, legate a innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica, in coerenza con la riforma fiscale attuata sulla base della legge delega 111/2023.

Fiscalità agevolata 2026: super‑deduzioni per gli investimenti

Il fulcro della fiscalità agevolata 2026 per le imprese è la nuova super‑deduzione per gli investimenti in beni strumentali 4.0 e green. Il meccanismo non è più quello del credito d’imposta, ma di una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile, che può arrivare, per gli investimenti minori, fino a una deduzione pari a 2,8 volte il costo sostenuto, con percentuali decrescenti al crescere dell’investimento e un tetto complessivo di spesa agevolabile. Il vantaggio è interamente “a sconto di imposta” sul reddito e non è cumulabile, per i medesimi beni, con i precedenti crediti d’imposta 4.0.

Crediti d’imposta e Codice degli incentivi

La fiscalità agevolata 2026 interviene anche sui crediti d’imposta per ricerca, sviluppo, innovazione e design, armonizzando le aliquote e riducendo le distorsioni tra diverse tipologie di spesa innovativa. Il nuovo Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025) introduce criteri omogenei, sportelli e procedure standardizzate, con una forte selezione dei progetti in base all’impatto su transizione digitale e ambientale, occupazione qualificata e competitività del sistema produttivo.

Fiscalità agevolata 2026: perché serve pianificazione

In questo contesto di fiscalità agevolata 2026, diventa decisiva la pianificazione fiscale e finanziaria: imprese e consulenti devono mappare gli investimenti del triennio, verificare requisiti tecnici (ad esempio per l’interconnessione 4.0), valutare tempi di effettuazione e interazione con altri regimi agevolati, come quelli per il Mezzogiorno o per il risparmio energetico degli immobili produttivi. Chi arriva preparato potrà trasformare il nuovo impianto di incentivi in un reale vantaggio competitivo; chi si limiterà a un uso “a spot” delle misure rischia invece di non coglierne appieno il potenziale.​

Gestisci le tue fatture ricorrenti con la funzionalità Abbonamenti.

La vita di ogni imprenditore è scandita da lavoro, incontri con clienti e fornitori, riunioni e scadenze. Ogni aspetto della quotidianità imprenditoriale è importante e tutti concorrono al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati. Spesso, però, tenere tutto sotto controllo diventa difficile, trovandoci a dover gestire le problematiche più disparate. Quante volte ti sarà capitato di dimenticare un appuntamento con un cliente o di non emettere una delle tue fatture ricorrenti per mancanza di tempo o per semplice distrazione?

Purtroppo non possiamo aiutarti a ricordare gli appuntamenti con i tuoi clienti, ma possiamo sicuramente darti una mano per quanto riguarda le fatture!

La funzione abbonamenti per le tue fatture ricorrenti

Non tutti la conoscono, ma nei pacchetti PLUS di FatturaPRO.click è presente una funzione utilissima che aiuta l’imprenditore nella gestione delle fatture ricorrenti: la funzione Abbonamenti.

Nata diverso tempo fa per aiutare tutti quei clienti che necessitavano di un metodo veloce per impostare fatture periodiche, spesso derivate dalla vendita di beni o servizi ricorrenti, questa funzione nel tempo è diventata ancora più smart.

Tale funzione dispone oggi di un automatismo che permette di impostare la fatturazione ricorrente solo la prima volta e in pochi click, lasciando alla piattaforma tutto il resto.

Emissione automatica: zero pensieri

Sebbene molto apprezzato, il servizio Abbonamenti richiedeva inizialmente un intervento manuale per l’emissione delle fatture. A seguito delle numerose richieste ricevute dal team di supporto, questa funzione si è ulteriormente evoluta, automatizzando completamente l’emissione delle fatture.

È possibile decidere se fatturare automaticamente alla fine del mese, all’inizio del mese successivo o a partire dalla data odierna, direttamente dal menù Impostazioni avanzate. Tutto quello che devi fare è attivare l’emissione automatica nella sezione Automazioni e la piattaforma genererà automaticamente le nuove fatture durante la notte.

Ora le tue fatture ricorrenti hanno un sezionale tutto per loro! 

Da oggi la funzione Abbonamenti si arricchisce con un nuovo aggiornamento che permette di scegliere un sezionale apposito per ogni abbonamento creato.

Questo nasce dall’esigenza di tenere separate, per questioni di comodità e organizzazione, le fatture ricorrenti legate a specifici servizi offerti da quelle relative ad altre tipologie di prestazioni.

Cliccando sul tasto Rinnovi, potrai decidere quali abbonamenti rinnovare e quale sezionale assegnargli. Se le fatture precedenti legate a quella fatturazione ricorrente non avevano già un sezionale, adotteranno il sezionale scelto in quel momento; in caso contrario, manterranno quello selezionato in precedenza.

Scopri i vantaggi dei pacchetti Plus

I nostri pacchetti Plus si arricchiscono giorno per giorno di nuove funzionalità studiate per rendere più semplice il lavoro di ogni tipo di imprenditore. Scopri cosa hanno in serbo per te e non esitare a contattare il team di supporto per ulteriori domande e chiarimenti

Corrispettivi POS 2026: uno sguardo alla nuova normativa

La riforma fiscale del 2026 porta significativi cambiamenti per i corrispettivi POS. Questa guida esplora le nuove normative e le loro implicazioni. I commercianti sono quindi chiamati a una nuova sfida per rispettare i requisiti aggiornati per la registrazione e trasmissione dei corrispettivi. Ma con le giuste direttive, non sarà poi così difficile.

Anzi, da tutto questo possono nascere anche nuovi confort che gli esercenti, forse, non stanno considerando. Proveremo a farlo qui!

Ad ogni modo, le innovazioni tecnologiche nei sistemi POS saranno cruciali per la conformità. Comprendere questi cambiamenti è essenziale per evitare spiacevoli sanzioni e ottimizzare le operazioni commerciali.

Scopri come affrontare al meglio queste trasformazioni e quali strategie adottare per un adeguamento efficace.

Riforma fiscale 2026: cosa cambia per i corrispettivi POS

La riforma fiscale 2026 rappresenta una svolta cruciale per il sistema di gestione dei corrispettivi POS. Questa nuova regolamentazione mira a modernizzare i metodi di pagamento, rendendoli più sicuri e trasparenti. Le modifiche imposte dalla normativa influenzeranno direttamente i processi di registrazione e trasmissione dei dati.

I commercianti certamente dovranno affrontare adeguamenti significativi nei loro attuali sistemi. È essenziale aiutarli con guide come questa, affinché siano pronti a implementare nuove tecnologie per rispondere alle esigenze della digitalizzazione fiscale.

Ecco alcune delle principali modifiche previste:

  • Obbligatorietà: Nuovi obblighi per garantire la registrazione accurata dei corrispettivi.
  • Tecnologia: Implementazione di sistemi POS avanzati e integrati.
  • Trasparenza: Migliori pratiche per la tracciabilità delle transazioni.

L’obiettivo della riforma è ridurre l’evasione fiscale e migliorare la raccolta delle entrate statali. Le aziende, quindi, devono investire in formazione e aggiornamento per allinearsi efficacemente alle nuove disposizioni. Al di là dei facili slogan, questo processo rappresenta non solo una sfida ma anche un’opportunità per migliorare l’efficienza operativa.

Nuova normativa POS 2026: obblighi e scadenze

La normativa POS 2026 introduce, quindi, nuovi obblighi che i commercianti dovranno rispettare puntualmente. Queste regolamentazioni mirano a ottimizzare la trasparenza delle transazioni elettroniche. L’adozione dei nuovi requisiti è già obbligatoria, dal primo gennaio 2026.

I commercianti sono tenuti a usare dispositivi POS che soddisfano standard tecnologici aggiornati. Questi dispositivi devono essere compatibili con i registratori telematici per garantire la sincronizzazione dei dati. È necessario considerare le modifiche richieste per evitare future sanzioni fiscali.

L’implementazione delle nuove normative avverrà in tappe specifiche:

  • Gennaio 2026: Inizio obbligo utilizzo nuovi POS.
  • Marzo 2026: Adeguamento sistemi di sincronizzazione dati.
  • Giugno 2026: Controlli governativi per verificare la compliance.

Aderire a queste scadenze è fondamentale per evitare grattacapi e penalità, e garantire la continuità operativa. È consigliabile programmare le operazioni di aggiornamento per i sistemi POS in momenti di chiusura dell’attività. In questo modo si possono gestire eventuali problematiche tecniche che potrebbero emergere durante la transizione.

Integrazione tra POS e registratori telematici: come funziona?

L’integrazione tra i sistemi POS e i registratori telematici è un aspetto cruciale della normativa 2026. Questa unione tecnologica punta a semplificare la trasmissione dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. I nuovi dispositivi POS devono quindi essere aggiornati per supportare questa funzionalità.

La sincronizzazione permette una comunicazione in tempo reale tra il POS e il registratore. Questo garantisce che ogni transazione venga immediatamente registrata e inviata. Tale processo riduce il rischio di errori nei dati trasmessi e semplifica la gestione fiscale.

Ecco come avviene l’integrazione:

  • Connessione diretta: il POS comunica con il registratore tramite rete.
  • Aggiornamenti automatici: i sistemi si aggiornano senza intervento manuale.
  • Reportistica centralizzata: i dati sono accessibili da un unico punto.

Questa connessione continua e automatizzata, anche se comporta nuovi investimenti a carico degli esercenti, rappresenta un passo avanti significativo verso una maggiore efficienza operativa nel settore commerciale.

Obblighi fiscali e sanzioni: cosa rischiano i commercianti?

Il 2026 introduce nuovi obblighi fiscali per i commercianti che non possono essere trascurati. La conformità alle nuove regole è essenziale per evitare potenziali sanzioni. I commercianti devono garantire che tutte le operazioni effettuate tramite POS siano registrate correttamente.

La mancata osservanza delle normative può comportare sanzioni finanziarie significative. Queste penalizzazioni, per il legislatore, hanno l’obiettivo di scoraggiare l’evasione fiscale e promuovere la trasparenza nel settore commerciale. È quindi cruciale che ogni azienda si adegui tempestivamente alle nuove norme.

Punti chiave degli obblighi e sanzioni:

  • Registrazione precisa: obbligo di registrare tutte le transazioni.
  • Scadenze fiscali: rispettare i tempi di trasmissione dei dati.
  • Controlli periodici: prepararsi a ispezioni da parte delle autorità.

C’è da considerare che questi obblighi non solo regolano il mercato, ma proteggono anche i commercianti da errori costosi e legali, dal momento che automatizzano una serie di passaggi manuali che possono dare adito a sviste o ritardi di compilazione.

Innovazioni tecnologiche e aggiornamento dei sistemi POS

Il 2026 porta con sé un’ondata di innovazioni tecnologiche nel settore dei POS. Le nuove tecnologie mirano, tra l’altro, a rendere i sistemi di pagamento più efficienti e sicuri. I commercianti devono quindi essere pronti ad aggiornare i loro dispositivi per rimanere competitivi agli occhi dei consumatori e del fisco.

I sistemi POS aggiornati offriranno funzionalità avanzate che migliorano l’interazione con il cliente e aprono il fronte a nuove forme di controllo delle vendite, degli incassi e delle marginalità. Quindi queste innovazioni non solo semplificano i pagamenti, ma anche la gestione dei dati. L’uso di tecnologie come l’intelligenza artificiale e il cloud sarà centrale in questo cambiamento.

Ecco alcune delle principali innovazioni da considerare:

  • Intelligenza artificiale: per analisi dettagliate delle transazioni.
  • Pagamenti contactless: maggiore velocità e igiene.
  • Integrazione cloud: accesso ai dati ovunque e in qualsiasi momento.

Gli aggiornamenti dei sistemi POS rappresentano un investimento cruciale per i commercianti. Adattarsi a queste innovazioni tecniche non solo migliora l’efficienza operativa, ma riduce i costi a lungo termine, mettendo a disposizione dei commercialisti dati precisi e molto più facili da tradurre in bilanci e rendicontazioni fiscali.

Vantaggi, criticità e impatto sui settori commerciali

L’implementazione della normativa POS 2026 offre vari vantaggi per i commercianti. Uno dei principali è l’aumento dell’efficienza e della trasparenza nei processi di pagamento. Ciò può aumentare la soddisfazione dei clienti e semplificare le operazioni giornaliere delle attività commerciali.

Tuttavia, l’adattamento alle nuove regole comporta anche alcune criticità. Non tutti i commercianti potrebbero essere pronti a gestire i costi legati all’aggiornamento dei sistemi. Inoltre, le piccole imprese potrebbero risentire delle complessità iniziali legate all’implementazione.

Di seguito sono elencati alcuni impatti chiave sui settori commerciali:

  • Aumento dei costi iniziali: dovuti agli aggiornamenti tecnologici.
  • Necessità di formazione: per familiarizzare con le nuove tecnologie.
  • Miglioramento dell’esperienza cliente: grazie a pagamenti e emissione di corrispettivi più rapidi e sicuri.

Queste modifiche influenzeranno in misura diversa i vari settori, richiedendo un’attenta pianificazione strategica.

Best practice e consigli per l’adeguamento

Adeguarsi alla normativa POS 2026 richiede una pianificazione meticolosa. Un primo passo essenziale è l’analisi approfondita dei sistemi attuali. Verifica se soddisfano i nuovi requisiti tecnologici e normativi.

È consigliato stabilire un piano di aggiornamento che includa tempi precisi. Coinvolgi il tuo personale in sessioni formative per garantire una transizione fluida. Avere un personale ben informato ridurrà errori e ritardi nell’adozione.

Ecco alcune best practice da considerare:

  • Effettua una verifica interna: per individuare lacune nei sistemi.
  • Collabora con esperti del settore: per ricevere consigli professionali.
  • Mantieni un dialogo aperto con i fornitori: per facilitare l’integrazione.

Conclusioni e prospettive future

La transizione verso i corrispettivi POS 2026 rappresenta un cambiamento significativo per molte aziende. La riforma fiscale e le nuove normative richiedono un ripensamento delle strategie operative e tecniche. Anche se possono sembrare impegnative, queste modifiche offrono numerose opportunità di crescita e innovazione.

L’adozione di tecnologie avanzate per i POS potrebbe rendere i processi più efficienti e permettere all’esercente di aprire una via facilitata alla vendita online. Questo scenario potrebbe migliorare la trasparenza fiscale, riducendo il rischio di sanzioni. Le aziende che si adattano rapidamente ne trarranno benefici sia in termini di competitività che di compliance.

Guardando al futuro, la trasparenza tra aziende e istituzioni diventa l’elemento cruciale. Le prospettive per il miglioramento dell’esperienza del cliente e per l’adozione di strumenti digitali sono promettenti. Restare aggiornati e proattivi nel gestire queste transizioni è essenziale per prosperare nel dinamico panorama commerciale del 2026.

 

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Testo Unico IVA: le novità dal 1 gennaio 2027

Il 30 gennaio 2026 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale una delle riforme più significative degli ultimi decenni in materia di fiscalità: il Testo Unico IVA. Si tratta di un provvedimento fondamentale che rappresenta l’attuazione dell’articolo 21 della Legge delega di riforma fiscale n. 111/2023. Il Testo Unico IVA, articolato in 171 articoli suddivisi in XVIII Titoli, entrerà in vigore il 1° gennaio 2027, abrogando il D.P.R. n. 633/1972 e il D.L. n. 331/1993, testi che hanno governato per decenni la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto nel nostro ordinamento.

Questa riforma non rappresenta una semplice compilazione formale di norme esistenti, bensì una vera e propria riorganizzazione sistematica della disciplina IVA nazionale, coerente con l’impostazione adottata dall’Unione Europea nella Direttiva 2006/112/CE. Questo testo  consolida in un unico corpo normativo organico tutte le disposizioni che regolano l’imposta sul valore aggiunto, eliminando la necessità di consultare decine di testi normativi sparsi e spesso incoerenti.

Struttura e principi del Testo Unico IVA

Il Testo Unico IVA segue un ordine logico e sequenziale, costruito in modo da guidare l’interprete attraverso la disciplina complessiva dell’imposta. Il provvedimento è organizzato secondo i seguenti Titoli principali: Titolo III dedicato ai soggetti passivi, Titolo IV al presupposto oggettivo dell’imposta, Titolo V al luogo delle operazioni, Titolo VI al fatto generatore e all’esigibilità, Titolo VII alla base imponibile e alle aliquote, Titolo IX alle esenzioni e alla non imponibilità, Titolo X alla rivalsa e alla detrazione, Titolo XI al volume d’affari, Titolo XII agli obblighi dei soggetti passivi, e Titolo XIII alla riscossione.​

L’articolo 1  assume particolare rilevanza poiché include espressamente le operazioni intraunionali nell’ambito oggettivo dell’imposta, replicando l’approccio già consolidato a livello europeo e segnando una discontinuità rispetto alla precedente sistematizzazione italiana, che vedeva le operazioni intra-UE disciplinate in un sotto-sistema separato. Il testo è corredato da quattro tabelle allegate, di cui la più rilevante è la Tabella A, strutturata in quattro parti: la Parte I elenca i prodotti agricoli e ittici, mentre le Parti II, III e IV riportano i beni e servizi soggetti ad aliquote IVA ridotte (4%, 5% e 10%).​

Le novità introdotte dal Testo Unico IVA

Dal punto di vista sostanziale, il Testo Unico IVA introduce numerose novità significative. Una delle più impattanti riguarda le esportazioni: la prova diventa esclusivamente digitale tramite il sistema doganale AES (Automated Export System), superando la precedente dipendenza da prove documentali e cartacee. L’articolo 19  introduce nuove regole di territorialità per gli eventi trasmessi in streaming, aspetto fondamentale nell’era della digitalizzazione dell’economia.​

Per il settore edile, il Testo Unico IVA aggiorna i riferimenti normativi delle aliquote IVA applicabili, allineandosi totalmente al Testo Unico Edilizia (D.P.R. 380/2001), superando i vecchi riferimenti anacronistici alla Legge 457/78. Un’ulteriore novità riguarda l’uscita dal regime dello split payment per le società quotate al FTSE MIB, efficace dal 1° luglio 2025 (articolo 65 del Testo Unico IVA), modifica che interesserà direttamente le principali società italiane quotate.​

Il testo rivede inoltre le sanzioni per l’importazione: la confisca obbligatoria dei beni non si applica se l’obbligato provvede al pagamento dell’imposta, interessi e sanzione, eliminando un regime sanzionatorio giudicato eccessivamente punitivo dalla Corte Costituzionale. Per il terzo settore, il decreto legislativo n. 186/2025 “Terzo settore e IVA” ha rivisto la materia dei servizi internazionali, della rettifica della detrazione e della detraibilità IVA per gli enti non commerciali, disposizioni tutte recepite nel Testo Unico IVA.

Implicazioni operative per professionisti e imprese

Per le imprese e i professionisti, il Testo Unico IVA non cambia le regole IVA applicabili alle operazioni, alle aliquote e agli adempimenti già vigenti. Tuttavia, richiede aggiustamenti operativi significativi. Dal 2027, tutti i richiami normativi in contratti, pareri, guide e documentazione fiscale dovranno essere aggiornati per fare riferimento ai nuovi articoli  anziché ai vecchi articoli del D.P.R. 633/1972. I manuali operativi e i gestionali IVA dovranno essere adeguati di conseguenza.​

Un aspetto formale ma fondamentale è rappresentato dall’articolo 169 del Testo Unico IVA, che raccoglie in un’unica sede tutte le norme di interpretazione autentica ancora vigenti, senza reinserirle nei singoli articoli. Questo rappresenta un notevole miglioramento nella chiarezza applicativa. Questo nuovo testo introduce anche nuove regole di franchigia transfrontaliera per i soggetti minori (articoli 158 e seguenti), semplificando le operazioni intracomunitarie per le piccole imprese.