Elementor e FatturaPRO.click: l’integrazione che stavi aspettando!

Nel mondo dell’e-commerce WordPress, WooCommerce rappresenta la soluzione più diffusa per la gestione di negozi online, con oltre il 28% della quota di mercato globale. Tuttavia, molti imprenditori e sviluppatori non si accontentano delle funzionalità standard: cercano personalizzazione grafica, flessibilità nel design e controllo totale sull’esperienza utente. È qui che entra in gioco Elementor, il page builder più popolare per WordPress, utilizzato da oltre 12 milioni di siti web in tutto il mondo.

Cosa ha di diverso Elementor dagli altri? 

Elementor permette di creare pagine personalizzate attraverso un’interfaccia drag-and-drop intuitiva, senza necessità di scrivere codice. Negli ultimi anni, con l’introduzione di Elementor Pro e dei widget dedicati a WooCommerce, è diventato possibile progettare non solo le pagine statiche del sito, ma anche elementi dinamici fondamentali per il processo d’acquisto: pagine prodotto, carrelli, checkout e persino le pagine account cliente. Questa flessibilità ha reso Elementor uno strumento indispensabile per chi vuole distinguersi dalla concorrenza con un design unico e un’esperienza d’acquisto personalizzata.

Tuttavia, questa libertà creativa ha portato con sé una sfida tecnica: i temi e i template che utilizzano Elementor per gestire carrelli e checkout di WooCommerce spesso utilizzano degli elementi fuori standard e per questo non compatibili con plugin di terze parti, specialmente  quelli che devono effettuare controlli e acquisire dati aggiuntivi  durante il processo d’acquisto, come quello di  FatturaPRO.click.

FatturaPRO.click e WooCommerce: l’integrazione che semplifica la fatturazione

Da tempo FatturaPRO.click ha sviluppato un plugin dedicato a WooCommerce, pensato per automatizzare completamente l’emissione di fatture elettroniche e corrispettivi a partire dagli ordini effettuati nel negozio online. Il plugin consente di acquisire i dati fiscali del cliente durante il checkout e di generare automaticamente il documento corretto in base alle informazioni fornite: una fattura se il cliente compila i campi aziendali o inserisce un codice fiscale o, in caso contrario, un corrispettivo. 

Questa automazione elimina la necessità di gestire manualmente centinaia o migliaia di documenti fiscali, riducendo drasticamente il rischio di errori e il tempo impiegato nella contabilità. Inoltre, il plugin FatturaPRO.click si integra perfettamente con i flussi di lavoro esistenti, inviando i documenti allo SDI e conservandoli digitalmente a norma di legge.

Fino a poco tempo fa, i nostri clienti utilizzavano prevalentemente checkout standard di WooCommerce o temi tradizionali, e non ci eravamo mai confrontati con la necessità di supportare builder grafici avanzati. 

Quando, però, il primo cliente ci ha segnalato l’esigenza di integrare FatturaPRO.click con un checkout personalizzato tramite Elementor, il nostro team di sviluppo si è immediatamente attivato per risolvere la sfida tecnica e garantire la piena compatibilità.

Compatibilità Elementor: la nuova evoluzione del plugin

Il team di sviluppo FatturaPRO.click ha lavorato intensamente per consentire anche la compatibilità con temi che utilizzano Elementor per la creazione di checkout più sofisticati di quello nativo. Oggi siamo orgogliosi di annunciare che il nostro plugin per WooCommerce è compatibile con Elementor e di conseguenza con i temi che utilizzano questo page builder per gestire carrelli e checkout personalizzati.

Ciò significa che ora potete sfruttare tutta la potenza creativa di Elementor per progettare un’esperienza d’acquisto unica, senza rinunciare all’automazione fiscale garantita da FatturaPRO.click. I dati inseriti dai clienti nei carrelli creati con Elementor vengono correttamente acquisiti dal nostro sistema, che genera automaticamente fatture e corrispettivi conformi alla normativa italiana.

NB: Continuiamo a non poter garantire la piena compatibilità con qualsiasi tema poiché il bello del mondo di WordPress e Woocommerce è la quantità sconsiderata di temi e soluzioni che questa combinazione offre. Quello che però possiamo garantire è quell’ascolto, supporto ed impegno ad abilitare l’automazione fiscale a chiunque ne abbia bisogno.

Elementor e FatturaPRO.click : l’integrazione che fa la differenza

L’integrazione tra Elementor e FatturaPRO.click rappresenta un vantaggio competitivo significativo per chi gestisce un e-commerce in Italia. Da un lato, potete continuare a investire nella personalizzazione del vostro sito, migliorando il tasso di conversione attraverso un design accattivante e funzionale. Dall’altro, automatizzate completamente la parte fiscale, garantendo compliance normativa senza sforzo manuale.

Questa compatibilità con Elementor è particolarmente preziosa per agenzie web, sviluppatori e imprenditori che vogliono offrire ai propri clienti (o al proprio business) una soluzione completa: un sito esteticamente perfetto e un backend amministrativo efficiente. Non dovrete più scegliere tra design e funzionalità fiscale: ora potete avere entrambi.

Come sempre il nostro team di supporto è a vostra disposizione per organizzare una call dimostrativa in cui potrete esporre tutte le necessità legate alla gestione del vostro e-commerce.

Dazio sui pacchi: la nuova tassa UE da luglio 2026

L’Unione Europea ha approvato in via definitiva, l’11 febbraio 2026, una riforma che cambierà radicalmente il regime doganale applicabile ai piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-UE. Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore un dazio sui pacchi di valore inferiore a 150 euro pari a 3 euro, segnando la fine della franchigia doganale che ha caratterizzato per anni il commercio elettronico internazionale. Questa misura transitoria, valida fino al 1° luglio 2028 (con possibilità di proroga), anticipa l’abolizione definitiva di tutte le franchigie dai dazi per beni di modico valore.

Il nuovo dazio sui pacchi rappresenta una svolta significativa per consumatori, marketplace e operatori logistici, modificando profondamente le dinamiche competitive tra venditori europei e piattaforme extra-UE come Shein, Temu e AliExpress.

Come funziona il dazio sui pacchi dal 2026

Il dazio sui pacchi si applica a ciascuna categoria merceologica presente nel pacco, identificata in base alle rispettive sottovoci tariffarie. Questo significa che se un pacco contiene tre articoli appartenenti a tre categorie diverse (ad esempio, un capo d’abbigliamento, un accessorio elettronico e un cosmetico), il dazio sarà di 9 euro (3 euro × 3 categorie). Il prelievo sostituisce la precedente esenzione e si applica alle spedizioni business-to-consumer (B2C) provenienti da Paesi terzi.

La misura riguarda principalmente le transazioni gestite tramite il sistema Import One-Stop Shop (IOSS), che copre circa il 93% dei flussi di commercio elettronico verso l’Unione Europea. Il dazio sui pacchi sarà riscosso dagli importatori, che nel caso dell’e-commerce sono tipicamente i corrieri o le piattaforme logistiche, i quali poi trasferiscono l’onere al consumatore finale.

Perché l’UE introduce il dazio sui pacchi

La motivazione principale dietro il dazio sui pacchi è il riequilibrio delle condizioni competitive tra operatori europei ed extra-UE. Nel 2024 sono stati importati nell’Unione Europea oltre 4,6 miliardi di pacchi di valore inferiore a 150 euro, e più del 90% di questi proveniva dalla Cina. La franchigia doganale ha creato uno squilibrio competitivo significativo: un’azienda europea che vende un prodotto deve sostenere costi di produzione, tasse e dazi locali, mentre un venditore cinese poteva inviare lo stesso prodotto direttamente al consumatore europeo senza alcun dazio.

Inoltre, la franchigia ha facilitato pratiche di sottovalutazione doganale, con venditori che dichiaravano valori inferiori a quelli reali per mantenere le spedizioni sotto la soglia di esenzione, danneggiando ulteriormente le entrate fiscali degli Stati membri.​

Dazio sui pacchi: cosa cambia dal 2028

Il dazio sui pacchi da 3 euro è una misura transitoria. Dal 2028, quando l’EU Customs Data Hub sarà operativo, ogni articolo importato sarà soggetto alle tariffe doganali normali, calcolate in base alla categoria merceologica specifica, senza più alcuna franchigia. Il Data Hub permetterà una gestione centralizzata e digitalizzata dei dati doganali, consentendo controlli ex ante sulle spedizioni e una determinazione puntuale del debito doganale su base articolo.

Questo significa che dal 2028 un capo d’abbigliamento con dazio standard del 12% sarà tassato esattamente a quella aliquota, indipendentemente dal valore dichiarato, eliminando definitivamente il vantaggio competitivo delle micro-spedizioni.​

Implicazioni per consumatori e imprese

Per i consumatori europei, il dazio sui pacchi si tradurrà in un aumento del costo finale degli acquisti online da Paesi terzi. Un prodotto da 20 euro acquistato su una piattaforma cinese costerà almeno 23 euro (più eventuali costi di gestione doganale del corriere), riducendo il vantaggio di prezzo rispetto ai venditori europei.​

Per le imprese europee, la misura rappresenta un passo verso condizioni di parità, eliminando parte dello svantaggio competitivo accumulato negli anni. Le piattaforme extra-UE, invece, dovranno rivedere strategie di prezzo, modelli distributivi e processi di compliance.

Il report Tessera Sanitaria approda su FatturaPRO.click!

Per molti professionisti sanitari tra cui medici, psicologi, fisioterapisti, odontoiatri e farmacisti, il Sistema Tessera Sanitaria è diventato uno strumento centrale nella gestione quotidiana della propria professione. 

Non si tratta solo di un adempimento in più, ma di un tassello fondamentale del rapporto tra cittadino, sistema sanitario e fisco. Attraverso l’invio telematico delle spese sanitarie, infatti, l’Agenzia delle Entrate può precompilare in modo sempre più accurato la dichiarazione dei redditi dei contribuenti, che ritrovano automaticamente le proprie spese mediche detraibili nei modelli 730 o Redditi precompilati. 

Allo stesso tempo, il Sistema Tessera Sanitaria è alla base di controlli più rapidi sulle dichiarazioni, riducendo la necessità di esibire scontrini e fatture cartacee, e consentendo a CAF e commercialisti di lavorare con dati già strutturati e verificabili.

Che cos’è il Sistema Tessera Sanitaria? 

Dal punto di vista normativo, il Sistema Tessera Sanitaria (STS) è la piattaforma telematica attraverso cui strutture sanitarie e professionisti trasmettono i dati delle spese sanitarie e veterinarie sostenute dalle persone fisiche

Sono tenuti all’invio dei dati non solo le aziende sanitarie e le farmacie, ma anche medici, odontoiatri, psicologi, infermieri, fisioterapisti e, più in generale, la maggior parte delle figure sanitarie che emettono fatture o ricevute a pazienti privati. I dati trasmessi comprendono, tra gli altri, codice fiscale del paziente, importo, data e tipologia della spesa, modalità di pagamento ed eventuale opposizione del cittadino all’utilizzo dei dati nella precompilata.

Negli ultimi anni, inoltre, la normativa ha via via aggiornato scadenze e periodicità di invio (oggi tendenzialmente su base annuale), con l’obiettivo dichiarato di semplificare gli adempimenti per gli operatori e rafforzare al tempo stesso la tutela della privacy dei cittadini.

Il report Tessera Sanitaria approda su FatturaPRO.click

In questo contesto, non stupisce che uno strumento che vada a integrarsi con il Sistema Tessera Sanitaria sia uno dei più richiesti da studi professionali e commercialisti che seguono clienti in ambito sanitario. 

Proprio ascoltando queste esigenze, il team di sviluppo FatturaPRO.click ha deciso di compiere un nuovo report in piattaforma: il report Tessera Sanitaria. 

La nuova funzionalità nasce dalle numerose richieste ricevute da parte di professionisti e studi che già utilizzano FatturaPRO.click per fatturazione elettronica e adempimenti fiscali, e che desideravano gestire in un unico ambiente anche i dati da inviare al STS, evitando quanto più possibile soluzioni esterne.

Quali saranno le fasi di integrazione del report Tessera Sanitaria in piattaforma?  

L’arrivo del report Tessera Sanitaria su FatturaPRO.click consentirà fin da subito di organizzare in modo strutturato le fatture emesse verso pazienti, predisponendo in modo automatico i dati rilevanti ai fini STS quali la fattura di riferimento, il totale incassato per quella fattura in un determinato periodo e la modalità di pagamento con cui la fattura è stata saldata. Questo riduce il rischio di errori o dimenticanze. 

Questo andrà a semplificare il lavoro dei professionisti sanitari e, allo stesso tempo, offrirà ai commercialisti uno strumento più completo per affiancare i propri clienti nel rispetto delle scadenze e delle regole del Sistema Tessera Sanitaria. 

In questa prima fase sarà possibile esportare il report per poi caricarlo nel Sistema Tessera Sanitaria. 

Ma c’è di più! 

Ebbene si! Il team di sviluppo è già al lavoro per rendere il collegamento al Sistema Tessera Sanitaria disponibile direttamente in piattaforma. FatturaPRO.click non genererà solamente il report Tessera Sanitaria ma sarà disponibile, per i pacchetti PLUS, un collegamento diretto all STS dall’interno della piattaforma che permetterà agli utenti di inviare i dati senza ulteriori passaggi. 

Dove sarà possibile trovare il report in piattaforma? 

 

Il team di sviluppo è sempre all’opera e oltre a migliorare periodicamente le funzionalità della piattaforma, cerca costantemente di renderla quanto più intuibile per tutti gli utilizzatori. Tutti i report disponibili saranno raggruppati sotto la voce report, nella quale sarà presente anche quello per la  Tessera Sanitaria.

 

Come sempre il team di supporto è a vostra completa disposizione per chiarire ogni eventuale dubbio. 

Fiscalità agevolata 2026: le nuove opportunità per le imprese

La fiscalità agevolata 2026 è uno degli assi portanti della recente Legge di Bilancio e del nuovo Codice degli incentivi, pensati per rendere più semplice e mirato il sistema di sostegni a imprese e professionisti. L’obiettivo è superare il “labirinto” di bonus stratificati negli anni, concentrando le risorse su poche misure strutturali, legate a innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica, in coerenza con la riforma fiscale attuata sulla base della legge delega 111/2023.

Fiscalità agevolata 2026: super‑deduzioni per gli investimenti

Il fulcro della fiscalità agevolata 2026 per le imprese è la nuova super‑deduzione per gli investimenti in beni strumentali 4.0 e green. Il meccanismo non è più quello del credito d’imposta, ma di una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile, che può arrivare, per gli investimenti minori, fino a una deduzione pari a 2,8 volte il costo sostenuto, con percentuali decrescenti al crescere dell’investimento e un tetto complessivo di spesa agevolabile. Il vantaggio è interamente “a sconto di imposta” sul reddito e non è cumulabile, per i medesimi beni, con i precedenti crediti d’imposta 4.0.

Crediti d’imposta e Codice degli incentivi

La fiscalità agevolata 2026 interviene anche sui crediti d’imposta per ricerca, sviluppo, innovazione e design, armonizzando le aliquote e riducendo le distorsioni tra diverse tipologie di spesa innovativa. Il nuovo Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025) introduce criteri omogenei, sportelli e procedure standardizzate, con una forte selezione dei progetti in base all’impatto su transizione digitale e ambientale, occupazione qualificata e competitività del sistema produttivo.

Fiscalità agevolata 2026: perché serve pianificazione

In questo contesto di fiscalità agevolata 2026, diventa decisiva la pianificazione fiscale e finanziaria: imprese e consulenti devono mappare gli investimenti del triennio, verificare requisiti tecnici (ad esempio per l’interconnessione 4.0), valutare tempi di effettuazione e interazione con altri regimi agevolati, come quelli per il Mezzogiorno o per il risparmio energetico degli immobili produttivi. Chi arriva preparato potrà trasformare il nuovo impianto di incentivi in un reale vantaggio competitivo; chi si limiterà a un uso “a spot” delle misure rischia invece di non coglierne appieno il potenziale.​

Gestisci le tue fatture ricorrenti con la funzionalità Abbonamenti.

La vita di ogni imprenditore è scandita da lavoro, incontri con clienti e fornitori, riunioni e scadenze. Ogni aspetto della quotidianità imprenditoriale è importante e tutti concorrono al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati. Spesso, però, tenere tutto sotto controllo diventa difficile, trovandoci a dover gestire le problematiche più disparate. Quante volte ti sarà capitato di dimenticare un appuntamento con un cliente o di non emettere una delle tue fatture ricorrenti per mancanza di tempo o per semplice distrazione?

Purtroppo non possiamo aiutarti a ricordare gli appuntamenti con i tuoi clienti, ma possiamo sicuramente darti una mano per quanto riguarda le fatture!

La funzione abbonamenti per le tue fatture ricorrenti

Non tutti la conoscono, ma nei pacchetti PLUS di FatturaPRO.click è presente una funzione utilissima che aiuta l’imprenditore nella gestione delle fatture ricorrenti: la funzione Abbonamenti.

Nata diverso tempo fa per aiutare tutti quei clienti che necessitavano di un metodo veloce per impostare fatture periodiche, spesso derivate dalla vendita di beni o servizi ricorrenti, questa funzione nel tempo è diventata ancora più smart.

Tale funzione dispone oggi di un automatismo che permette di impostare la fatturazione ricorrente solo la prima volta e in pochi click, lasciando alla piattaforma tutto il resto.

Emissione automatica: zero pensieri

Sebbene molto apprezzato, il servizio Abbonamenti richiedeva inizialmente un intervento manuale per l’emissione delle fatture. A seguito delle numerose richieste ricevute dal team di supporto, questa funzione si è ulteriormente evoluta, automatizzando completamente l’emissione delle fatture.

È possibile decidere se fatturare automaticamente alla fine del mese, all’inizio del mese successivo o a partire dalla data odierna, direttamente dal menù Impostazioni avanzate. Tutto quello che devi fare è attivare l’emissione automatica nella sezione Automazioni e la piattaforma genererà automaticamente le nuove fatture durante la notte.

Ora le tue fatture ricorrenti hanno un sezionale tutto per loro! 

Da oggi la funzione Abbonamenti si arricchisce con un nuovo aggiornamento che permette di scegliere un sezionale apposito per ogni abbonamento creato.

Questo nasce dall’esigenza di tenere separate, per questioni di comodità e organizzazione, le fatture ricorrenti legate a specifici servizi offerti da quelle relative ad altre tipologie di prestazioni.

Cliccando sul tasto Rinnovi, potrai decidere quali abbonamenti rinnovare e quale sezionale assegnargli. Se le fatture precedenti legate a quella fatturazione ricorrente non avevano già un sezionale, adotteranno il sezionale scelto in quel momento; in caso contrario, manterranno quello selezionato in precedenza.

Scopri i vantaggi dei pacchetti Plus

I nostri pacchetti Plus si arricchiscono giorno per giorno di nuove funzionalità studiate per rendere più semplice il lavoro di ogni tipo di imprenditore. Scopri cosa hanno in serbo per te e non esitare a contattare il team di supporto per ulteriori domande e chiarimenti

Corrispettivi POS 2026: uno sguardo alla nuova normativa

La riforma fiscale del 2026 porta significativi cambiamenti per i corrispettivi POS. Questa guida esplora le nuove normative e le loro implicazioni. I commercianti sono quindi chiamati a una nuova sfida per rispettare i requisiti aggiornati per la registrazione e trasmissione dei corrispettivi. Ma con le giuste direttive, non sarà poi così difficile.

Anzi, da tutto questo possono nascere anche nuovi confort che gli esercenti, forse, non stanno considerando. Proveremo a farlo qui!

Ad ogni modo, le innovazioni tecnologiche nei sistemi POS saranno cruciali per la conformità. Comprendere questi cambiamenti è essenziale per evitare spiacevoli sanzioni e ottimizzare le operazioni commerciali.

Scopri come affrontare al meglio queste trasformazioni e quali strategie adottare per un adeguamento efficace.

Riforma fiscale 2026: cosa cambia per i corrispettivi POS

La riforma fiscale 2026 rappresenta una svolta cruciale per il sistema di gestione dei corrispettivi POS. Questa nuova regolamentazione mira a modernizzare i metodi di pagamento, rendendoli più sicuri e trasparenti. Le modifiche imposte dalla normativa influenzeranno direttamente i processi di registrazione e trasmissione dei dati.

I commercianti certamente dovranno affrontare adeguamenti significativi nei loro attuali sistemi. È essenziale aiutarli con guide come questa, affinché siano pronti a implementare nuove tecnologie per rispondere alle esigenze della digitalizzazione fiscale.

Ecco alcune delle principali modifiche previste:

  • Obbligatorietà: Nuovi obblighi per garantire la registrazione accurata dei corrispettivi.
  • Tecnologia: Implementazione di sistemi POS avanzati e integrati.
  • Trasparenza: Migliori pratiche per la tracciabilità delle transazioni.

L’obiettivo della riforma è ridurre l’evasione fiscale e migliorare la raccolta delle entrate statali. Le aziende, quindi, devono investire in formazione e aggiornamento per allinearsi efficacemente alle nuove disposizioni. Al di là dei facili slogan, questo processo rappresenta non solo una sfida ma anche un’opportunità per migliorare l’efficienza operativa.

Nuova normativa POS 2026: obblighi e scadenze

La normativa POS 2026 introduce, quindi, nuovi obblighi che i commercianti dovranno rispettare puntualmente. Queste regolamentazioni mirano a ottimizzare la trasparenza delle transazioni elettroniche. L’adozione dei nuovi requisiti è già obbligatoria, dal primo gennaio 2026.

I commercianti sono tenuti a usare dispositivi POS che soddisfano standard tecnologici aggiornati. Questi dispositivi devono essere compatibili con i registratori telematici per garantire la sincronizzazione dei dati. È necessario considerare le modifiche richieste per evitare future sanzioni fiscali.

L’implementazione delle nuove normative avverrà in tappe specifiche:

  • Gennaio 2026: Inizio obbligo utilizzo nuovi POS.
  • Marzo 2026: Adeguamento sistemi di sincronizzazione dati.
  • Giugno 2026: Controlli governativi per verificare la compliance.

Aderire a queste scadenze è fondamentale per evitare grattacapi e penalità, e garantire la continuità operativa. È consigliabile programmare le operazioni di aggiornamento per i sistemi POS in momenti di chiusura dell’attività. In questo modo si possono gestire eventuali problematiche tecniche che potrebbero emergere durante la transizione.

Integrazione tra POS e registratori telematici: come funziona?

L’integrazione tra i sistemi POS e i registratori telematici è un aspetto cruciale della normativa 2026. Questa unione tecnologica punta a semplificare la trasmissione dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. I nuovi dispositivi POS devono quindi essere aggiornati per supportare questa funzionalità.

La sincronizzazione permette una comunicazione in tempo reale tra il POS e il registratore. Questo garantisce che ogni transazione venga immediatamente registrata e inviata. Tale processo riduce il rischio di errori nei dati trasmessi e semplifica la gestione fiscale.

Ecco come avviene l’integrazione:

  • Connessione diretta: il POS comunica con il registratore tramite rete.
  • Aggiornamenti automatici: i sistemi si aggiornano senza intervento manuale.
  • Reportistica centralizzata: i dati sono accessibili da un unico punto.

Questa connessione continua e automatizzata, anche se comporta nuovi investimenti a carico degli esercenti, rappresenta un passo avanti significativo verso una maggiore efficienza operativa nel settore commerciale.

Obblighi fiscali e sanzioni: cosa rischiano i commercianti?

Il 2026 introduce nuovi obblighi fiscali per i commercianti che non possono essere trascurati. La conformità alle nuove regole è essenziale per evitare potenziali sanzioni. I commercianti devono garantire che tutte le operazioni effettuate tramite POS siano registrate correttamente.

La mancata osservanza delle normative può comportare sanzioni finanziarie significative. Queste penalizzazioni, per il legislatore, hanno l’obiettivo di scoraggiare l’evasione fiscale e promuovere la trasparenza nel settore commerciale. È quindi cruciale che ogni azienda si adegui tempestivamente alle nuove norme.

Punti chiave degli obblighi e sanzioni:

  • Registrazione precisa: obbligo di registrare tutte le transazioni.
  • Scadenze fiscali: rispettare i tempi di trasmissione dei dati.
  • Controlli periodici: prepararsi a ispezioni da parte delle autorità.

C’è da considerare che questi obblighi non solo regolano il mercato, ma proteggono anche i commercianti da errori costosi e legali, dal momento che automatizzano una serie di passaggi manuali che possono dare adito a sviste o ritardi di compilazione.

Innovazioni tecnologiche e aggiornamento dei sistemi POS

Il 2026 porta con sé un’ondata di innovazioni tecnologiche nel settore dei POS. Le nuove tecnologie mirano, tra l’altro, a rendere i sistemi di pagamento più efficienti e sicuri. I commercianti devono quindi essere pronti ad aggiornare i loro dispositivi per rimanere competitivi agli occhi dei consumatori e del fisco.

I sistemi POS aggiornati offriranno funzionalità avanzate che migliorano l’interazione con il cliente e aprono il fronte a nuove forme di controllo delle vendite, degli incassi e delle marginalità. Quindi queste innovazioni non solo semplificano i pagamenti, ma anche la gestione dei dati. L’uso di tecnologie come l’intelligenza artificiale e il cloud sarà centrale in questo cambiamento.

Ecco alcune delle principali innovazioni da considerare:

  • Intelligenza artificiale: per analisi dettagliate delle transazioni.
  • Pagamenti contactless: maggiore velocità e igiene.
  • Integrazione cloud: accesso ai dati ovunque e in qualsiasi momento.

Gli aggiornamenti dei sistemi POS rappresentano un investimento cruciale per i commercianti. Adattarsi a queste innovazioni tecniche non solo migliora l’efficienza operativa, ma riduce i costi a lungo termine, mettendo a disposizione dei commercialisti dati precisi e molto più facili da tradurre in bilanci e rendicontazioni fiscali.

Vantaggi, criticità e impatto sui settori commerciali

L’implementazione della normativa POS 2026 offre vari vantaggi per i commercianti. Uno dei principali è l’aumento dell’efficienza e della trasparenza nei processi di pagamento. Ciò può aumentare la soddisfazione dei clienti e semplificare le operazioni giornaliere delle attività commerciali.

Tuttavia, l’adattamento alle nuove regole comporta anche alcune criticità. Non tutti i commercianti potrebbero essere pronti a gestire i costi legati all’aggiornamento dei sistemi. Inoltre, le piccole imprese potrebbero risentire delle complessità iniziali legate all’implementazione.

Di seguito sono elencati alcuni impatti chiave sui settori commerciali:

  • Aumento dei costi iniziali: dovuti agli aggiornamenti tecnologici.
  • Necessità di formazione: per familiarizzare con le nuove tecnologie.
  • Miglioramento dell’esperienza cliente: grazie a pagamenti e emissione di corrispettivi più rapidi e sicuri.

Queste modifiche influenzeranno in misura diversa i vari settori, richiedendo un’attenta pianificazione strategica.

Best practice e consigli per l’adeguamento

Adeguarsi alla normativa POS 2026 richiede una pianificazione meticolosa. Un primo passo essenziale è l’analisi approfondita dei sistemi attuali. Verifica se soddisfano i nuovi requisiti tecnologici e normativi.

È consigliato stabilire un piano di aggiornamento che includa tempi precisi. Coinvolgi il tuo personale in sessioni formative per garantire una transizione fluida. Avere un personale ben informato ridurrà errori e ritardi nell’adozione.

Ecco alcune best practice da considerare:

  • Effettua una verifica interna: per individuare lacune nei sistemi.
  • Collabora con esperti del settore: per ricevere consigli professionali.
  • Mantieni un dialogo aperto con i fornitori: per facilitare l’integrazione.

Conclusioni e prospettive future

La transizione verso i corrispettivi POS 2026 rappresenta un cambiamento significativo per molte aziende. La riforma fiscale e le nuove normative richiedono un ripensamento delle strategie operative e tecniche. Anche se possono sembrare impegnative, queste modifiche offrono numerose opportunità di crescita e innovazione.

L’adozione di tecnologie avanzate per i POS potrebbe rendere i processi più efficienti e permettere all’esercente di aprire una via facilitata alla vendita online. Questo scenario potrebbe migliorare la trasparenza fiscale, riducendo il rischio di sanzioni. Le aziende che si adattano rapidamente ne trarranno benefici sia in termini di competitività che di compliance.

Guardando al futuro, la trasparenza tra aziende e istituzioni diventa l’elemento cruciale. Le prospettive per il miglioramento dell’esperienza del cliente e per l’adozione di strumenti digitali sono promettenti. Restare aggiornati e proattivi nel gestire queste transizioni è essenziale per prosperare nel dinamico panorama commerciale del 2026.

 

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Testo Unico IVA: le novità dal 1 gennaio 2027

Il 30 gennaio 2026 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale una delle riforme più significative degli ultimi decenni in materia di fiscalità: il Testo Unico IVA. Si tratta di un provvedimento fondamentale che rappresenta l’attuazione dell’articolo 21 della Legge delega di riforma fiscale n. 111/2023. Il Testo Unico IVA, articolato in 171 articoli suddivisi in XVIII Titoli, entrerà in vigore il 1° gennaio 2027, abrogando il D.P.R. n. 633/1972 e il D.L. n. 331/1993, testi che hanno governato per decenni la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto nel nostro ordinamento.

Questa riforma non rappresenta una semplice compilazione formale di norme esistenti, bensì una vera e propria riorganizzazione sistematica della disciplina IVA nazionale, coerente con l’impostazione adottata dall’Unione Europea nella Direttiva 2006/112/CE. Questo testo  consolida in un unico corpo normativo organico tutte le disposizioni che regolano l’imposta sul valore aggiunto, eliminando la necessità di consultare decine di testi normativi sparsi e spesso incoerenti.

Struttura e principi del Testo Unico IVA

Il Testo Unico IVA segue un ordine logico e sequenziale, costruito in modo da guidare l’interprete attraverso la disciplina complessiva dell’imposta. Il provvedimento è organizzato secondo i seguenti Titoli principali: Titolo III dedicato ai soggetti passivi, Titolo IV al presupposto oggettivo dell’imposta, Titolo V al luogo delle operazioni, Titolo VI al fatto generatore e all’esigibilità, Titolo VII alla base imponibile e alle aliquote, Titolo IX alle esenzioni e alla non imponibilità, Titolo X alla rivalsa e alla detrazione, Titolo XI al volume d’affari, Titolo XII agli obblighi dei soggetti passivi, e Titolo XIII alla riscossione.​

L’articolo 1  assume particolare rilevanza poiché include espressamente le operazioni intraunionali nell’ambito oggettivo dell’imposta, replicando l’approccio già consolidato a livello europeo e segnando una discontinuità rispetto alla precedente sistematizzazione italiana, che vedeva le operazioni intra-UE disciplinate in un sotto-sistema separato. Il testo è corredato da quattro tabelle allegate, di cui la più rilevante è la Tabella A, strutturata in quattro parti: la Parte I elenca i prodotti agricoli e ittici, mentre le Parti II, III e IV riportano i beni e servizi soggetti ad aliquote IVA ridotte (4%, 5% e 10%).​

Le novità introdotte dal Testo Unico IVA

Dal punto di vista sostanziale, il Testo Unico IVA introduce numerose novità significative. Una delle più impattanti riguarda le esportazioni: la prova diventa esclusivamente digitale tramite il sistema doganale AES (Automated Export System), superando la precedente dipendenza da prove documentali e cartacee. L’articolo 19  introduce nuove regole di territorialità per gli eventi trasmessi in streaming, aspetto fondamentale nell’era della digitalizzazione dell’economia.​

Per il settore edile, il Testo Unico IVA aggiorna i riferimenti normativi delle aliquote IVA applicabili, allineandosi totalmente al Testo Unico Edilizia (D.P.R. 380/2001), superando i vecchi riferimenti anacronistici alla Legge 457/78. Un’ulteriore novità riguarda l’uscita dal regime dello split payment per le società quotate al FTSE MIB, efficace dal 1° luglio 2025 (articolo 65 del Testo Unico IVA), modifica che interesserà direttamente le principali società italiane quotate.​

Il testo rivede inoltre le sanzioni per l’importazione: la confisca obbligatoria dei beni non si applica se l’obbligato provvede al pagamento dell’imposta, interessi e sanzione, eliminando un regime sanzionatorio giudicato eccessivamente punitivo dalla Corte Costituzionale. Per il terzo settore, il decreto legislativo n. 186/2025 “Terzo settore e IVA” ha rivisto la materia dei servizi internazionali, della rettifica della detrazione e della detraibilità IVA per gli enti non commerciali, disposizioni tutte recepite nel Testo Unico IVA.

Implicazioni operative per professionisti e imprese

Per le imprese e i professionisti, il Testo Unico IVA non cambia le regole IVA applicabili alle operazioni, alle aliquote e agli adempimenti già vigenti. Tuttavia, richiede aggiustamenti operativi significativi. Dal 2027, tutti i richiami normativi in contratti, pareri, guide e documentazione fiscale dovranno essere aggiornati per fare riferimento ai nuovi articoli  anziché ai vecchi articoli del D.P.R. 633/1972. I manuali operativi e i gestionali IVA dovranno essere adeguati di conseguenza.​

Un aspetto formale ma fondamentale è rappresentato dall’articolo 169 del Testo Unico IVA, che raccoglie in un’unica sede tutte le norme di interpretazione autentica ancora vigenti, senza reinserirle nei singoli articoli. Questo rappresenta un notevole miglioramento nella chiarezza applicativa. Questo nuovo testo introduce anche nuove regole di franchigia transfrontaliera per i soggetti minori (articoli 158 e seguenti), semplificando le operazioni intracomunitarie per le piccole imprese.

SDI Cos’è: Guida Completa sul Sistema di Interscambio

Cos’è il SDI: Significato e Funzione

Il Sistema di Interscambio, noto come SDI, è un elemento cruciale per la gestione delle fatture elettroniche in Italia. Gestito dall’Agenzia delle Entrate, il SDI facilita la trasmissione e la ricezione delle fatture tra aziende e con la Pubblica Amministrazione.

Ma cos’è esattamente il codice SDI e perché è così importante? Questo codice, composto da 7 caratteri alfanumerici, è essenziale per indirizzare correttamente le fatture elettroniche.

L’adozione dello SDI rappresenta un passo significativo verso la digitalizzazione e la semplificazione fiscale. Comprendere il suo funzionamento è fondamentale per chiunque gestisca la contabilità.

In questa guida, esploreremo il significato dello SDI, il suo funzionamento e i vantaggi che offre. Scopriremo come lo SDI contribuisce a migliorare l’efficienza e la trasparenza delle transazioni commerciali.

 

Cos’è il SDI: Significato e Funzione

Il Sistema di Interscambio (SDI) è una piattaforma elettronica gestita dall’Agenzia delle Entrate italiana. Il suo scopo principale è quello di semplificare il processo di emissione e ricezione delle fatture elettroniche. Questo sistema è diventato obbligatorio per tutte le transazioni tra aziende e con la Pubblica Amministrazione.

Il SDI funge da intermediario che verifica la correttezza formale delle fatture. Dopo aver effettuato tale verifica, le fatture vengono trasmesse al destinatario designato. Questo meccanismo non solo riduce errori, ma migliora anche la tracciabilità delle transazioni.

Tra i principali vantaggi del SDI, troviamo:

  • Riduzione dell’evasione fiscale.
  • Miglioramento della trasparenza nelle transazioni.
  • Efficienza nei processi amministrativi.
  • Standardizzazione delle comunicazioni fiscali.

 

In sintesi, lo SDI rappresenta un pilastro fondamentale nel processo di digitalizzazione contabile dell’Italia. Con il suo utilizzo, le aziende possono beneficiare di una gestione più fluida e controllata delle proprie operazioni contabili.

Il Codice SDI: Cos’è e a Cosa Serve

Il codice SDI è un elemento essenziale nel processo di fatturazione elettronica. Si tratta di un identificativo univoco composto da 7 caratteri alfanumerici. Questo codice è assegnato a ogni soggetto registrato nel Sistema di Interscambio.

Il suo scopo principale è quello di indirizzare correttamente le fatture al destinatario designato. Il codice SDI agisce come un “indirizzo” all’interno della piattaforma, garantendo che le fatture arrivino al giusto destinatario. Senza di esso, le fatture rischiano di non essere elaborate correttamente.

Ecco alcune delle sue funzionalità chiave:

  • Identificazione univoca del destinatario.
  • Instradamento preciso delle fatture.
  • Facilitazione delle comunicazioni tra fornitori e clienti.

È importante che le aziende e i professionisti conoscano e configurino correttamente il codice SDI all’interno del loro sistema di Fatturazione Elettronica.

Per questo, è indispensabile avere uno strumento capace di interrogare la banca dati di Agenzia Entrate, per verificare – in tempo reale – la correttezza del Codice Destinatario del cliente al quale stiamo per inviare una fattura.

In questo modo, eviti errori e ottieni un flusso ininterrotto di fatture elettroniche con esito positivo. La corretta gestione del codice SDI è quindi cruciale per un’ottimale gestione amministrativa.

Come Funziona il Sistema di Interscambio

Il Sistema di Interscambio (SDI) opera come un intermediario centralizzato per le fatture elettroniche in Italia. La sua principale funzione è quella di ricevere, validare e trasmettere le fatture tra fornitori e clienti. Questo processo aiuta a garantire che tutte le transazioni siano conformi alle normative fiscali.

Quando una fattura viene creata, il fornitore la invia allo SDI in formato XML. Questo formato è necessario per permettere al sistema di leggere e analizzare le informazioni contenute. Successivamente, lo SDI verifica la correttezza dei dati e controlla se tutte le informazioni essenziali sono presenti.

Se la fattura supera i controlli formali, lo SDI provvede a inoltrarla al destinatario corretto utilizzando il codice SDI. In caso contrario, emette una notifica di errore che consente al fornitore di correggere e rinviare la fattura.

Ecco un riassunto dei passaggi principali:

  • Invio della fattura dal fornitore al SDI in formato XML.
  • Verifica dei dati e convalida formale.
  • Trasmissione al destinatario tramite il codice SDI.
  • Notifica di accettazione o rifiuto al fornitore.

Lo SDI non solo facilita lo scambio di fatture, ma fornisce anche servizi gratuiti di conservazione digitale. Questo riduce l’uso della carta e i costi associati, promuovendo una gestione più sostenibile ed efficiente delle operazioni contabili.

Tuttavia, è bene sottolineare l’importanza di scegliere (se possibile) un servizio di conservazione esterno e di aziende private terze. Non sarà gratuito, ma in questo modo eviti di affidare la conservazione delle fatture allo stesso ente deputato al controllo della tua corretta gestione amministrativa e documentale.

SDI e Fatturazione Elettronica: Requisiti e Vantaggi

L’adozione della fatturazione elettronica tramite lo SDI è obbligatoria per le aziende italiane. Questo sistema richiede che tutte le fatture siano emesse in formato XML, garantendo la standardizzazione delle informazioni. Inoltre, le fatture devono contenere dati precisi come codice fiscale e indirizzo corretto del destinatario.

Utilizzare lo SDI comporta diversi benefici significativi. In primo luogo, la digitalizzazione riduce drasticamente l’uso della carta e i relativi costi. Inoltre, automatizza e semplifica la gestione delle fatture, migliorando l’efficienza complessiva del processo contabile.

Grazie al sistema di notifiche dello SDI, le aziende ricevono avvisi immediati su eventuali errori. Questo consente di apportare rapidamente le correzioni necessarie, riducendo così i ritardi nei pagamenti.

Ecco alcuni vantaggi principali dell’uso dello SDI:

  • Riduzione degli errori di fatturazione.
  • Maggiore trasparenza e tracciabilità delle operazioni.
  • Risparmio sui costi di stampa e archiviazione.
  • Conformità alle normative fiscali italiane.

La combinazione di questi fattori rende il SDI uno strumento fondamentale per le aziende che vogliono restare competitive e compliant nell’attuale panorama economico digitale.

Come Ottenere e Gestire il Codice SDI

Ottenere il codice SDI è un passo essenziale per le aziende e i professionisti italiani. Questo codice univoco è necessario per ricevere correttamente le fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio. È composto da 7 caratteri alfanumerici, che devono essere registrati presso l’Agenzia delle Entrate o forniti dal proprio software di fatturazione elettronica.

Per gestire efficacemente il codice SDI, è importante verificare che sia sempre attivo e aggiornato nei propri sistemi contabili. Un codice errato o inesistente potrebbe causare ritardi o problemi nella ricezione delle fatture.

Ecco i passaggi essenziali per ottenere e gestire il codice SDI:

  • Registrarsi sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
  • Fornire tutte le informazioni richieste per l’emissione del codice.
  • Confermare l’associazione del codice SDI con il proprio software di contabilità.

Mantenere il codice SDI attivo e controllato è fondamentale per evitare errori e garantire una gestione fluida e senza intoppi delle fatture elettroniche.

Errori Comuni e Soluzioni nella Gestione dello SDI

Nella gestione del Sistema di Interscambio, possono verificarsi diversi errori. Questi errori spesso derivano da configurazioni errate o dall’uso di dati non aggiornati. È importante identificarli rapidamente per garantire il buon funzionamento del sistema.

Uno degli errori più comuni è l’inserimento errato del codice SDI nelle fatture elettroniche. Un errore di questo tipo può comportare il mancato recapito delle fatture al destinatario corretto. Per evitare questo problema, è cruciale verificare attentamente i dati inseriti.

Ecco alcune soluzioni per risolvere errori comuni:

  • Verifica del Codice: Controlla sempre il codice SDI per garantirne l’accuratezza.
  • Aggiornamento Dati: Mantieni i dati del cliente aggiornati nel sistema.
  • Automazione e Formazione: Cerca sempre di utilizzare strumenti che controllano il codice SDI del cliente in automatico prima dell’invio, e garantisci percorsi di formazione al personale affinché utilizzino correttamente questi strumenti.

SDI: Impatto su Aziende e Professionisti

L’introduzione del Sistema di Interscambio ha portato cambiamenti significativi. Aziende e professionisti hanno dovuto adattare i loro processi di fatturazione. Questo adattamento ha comportato sia sfide sia opportunità di miglioramento.

Lo SDI ha semplificato la gestione delle fatture, riducendo errori e tempi di elaborazione. Inoltre, ha contribuito a una maggiore trasparenza nelle operazioni finanziarie. La digitalizzazione ha migliorato l’efficienza generale.

Ecco alcuni impatti chiave del SDI:

  • Efficienza Operativa: Riduce i tempi amministrativi.
  • Trasparenza: Aumenta la chiarezza nelle transazioni.
  • Conformità: Facilita l’aderenza alle normative fiscali.

Molti si chiedono quale sia il significato di SDI e come funzioni. È importante chiarire questi aspetti per evitare errori nel processo di fatturazione.

Un dubbio comune riguarda il codice destinatario, che è essenziale per la corretta ricezione delle fatture. Capire come ottenere e usare questo codice può semplificare la vita professionale.

Ecco alcune domande frequenti:

  • Qual è lo scopo del codice SDI?
  • Come posso ottenere un codice destinatario SDI?
  • È obbligatorio usare il SDI per tutte le fatture?

Chiarire questi punti aiuta a mantenere i processi contabili regolari. Chi gestisce le fatture dovrebbe essere ben informato su queste questioni comuni.

In conclusione: Perché Comprendere lo SDI è Fondamentale

Il Sistema di Interscambio è un pilastro cruciale per la fatturazione elettronica in Italia. Comprendere il suo funzionamento è essenziale per chiunque gestisca le transazioni commerciali.

Una corretta conoscenza del SDI facilita la conformità normativa e migliora l’efficienza contabile, evitando potenziali sanzioni fiscali.

Richiedi fattura : il pulsante che cambierà per sempre la user experience in Shopify

Ormai da tempo tutti noi sappiamo che Shopify è una tra le piattaforme di e-commerce più diffuse al mondo, con milioni di negozi online costruiti su di essa e una quota di mercato globale impressionante. In Italia, sebbene meno penetrante rispetto ad altre soluzioni, Shopify sta guadagnando terreno tra gli imprenditori che desiderano lanciare o espandere il proprio business online, contando ad oggi più di 54.000 negozi che hanno sede nel Bel Paese. Richiedi fattura Shopify

Le ragioni del suo successo sono piuttosto intuitive: Shopify consente di creare un negozio online in pochi minuti, anche senza competenze tecniche avanzate. La piattaforma è stabile, offre migliaia di app per personalizzare il negozio secondo le proprie esigenze, supportando indistintamente sia microimprese che iniziano a muovere i loro primi passi, che grandi brand internazionali già navigati nel settore e con maggiore esperienza.. La scalabilità e la semplicità di utilizzo la rendono particolarmente attrattiva per chi muove i primi passi nel digitale ma…

 

Ebbene si, anche in una storia di successo come quella di shopify c’è sempre un ma che in Italia prende il nome di fiscalità. Nata in Canada nell’ormai lontano 2006, Shopify ha ben poco a che fare con la fiscalità italiana e adattare la piattaforma alle esigenze dell’imprenditoria locale non è sempre facile. 

Vendere su Shopify è un gioco da ragazzi, emettere un documento fiscale un pò meno! 

 

Ogni vendita, nel nostro Paese, è subordinata all’emissione di un documento fiscale, sia esso una fattura o un corrispettivo e la gestione di questi documenti non è affatto facile se consideriamo il fatto di doverla fare manualmente, la situazione diventa ancora più complessa se abbiamo la fortuna di veder decollare le nostre vendite e ci ritroviamo sommersi da ordini già pagati di cui dobbiamo emettere un documento fiscale.. 

Il fatto che il cliente debba avere la possibilità di richiedere una fattura non migliora di certo le cose, per non parlare dei clienti esteri che hanno bisogno di un’attenzione in più.

Già più di 100 imprenditori in Italia hanno scelto FatturaPRO.click per automatizzare completamente questo processo di emissione di documenti fiscali partendo da Shopify, grazie alla nostra app che, in maniera del tutto autonoma, emette una fattura o un corrispettivo a partire dalle informazioni che il cliente rilascia in fase di acquisto. 

Tutto questo sembra già fantastico… cosa potremmo volere ancora? 

 

Il fatto di poter demandare a un software l’emissione di corrispettivi o fatture già pronte per l’invio a partire dalle vendite fatte in Shopify è indubbiamente un grande passo avanti per la gestione aziendale di qualsiasi imprenditore ma, spesso, per ottenere il risultato sperato si deve incorrere in qualche escamotage.  

Non tutti, infatti, hanno a disposizione un ricavo così elevato da potersi permettere un abbonamento Plus di Shopify ( che ad oggi si attesta intorno ai 2250€ al mese) e di poter godere di checkout personalizzabili.  Il checkout è la parte fondamentale, soprattutto per l’emissione di un documento . 

Il nostro team di sviluppo ha studiato a lungo prima di trovare un escamotage semplice ma efficace per riuscire ad avere tutte le informazioni necessarie all’emissione di una fattura partendo dal checkout standard di Shopify. 

Sebbene nell’80% dei casi questo espediente risulti funzionare perfettamente, resta un 20% di casi in cui un cliente, magari distratto, inserisce un informazione in un campo da non compilare, portando il sistema all’emissione di una fattura senza però avere a disposizione dei dati importanti come il codice fiscale . Quel dato non è stato lasciato dal cliente in quanto non voleva fattura ma un semplice corrispettivo, eppure il campo azienda è lì, compilato e richiede una fattura. 

Cosa fare per evitare questo problema senza dover sborsare più di 2000€ al mese? Una sola risposta : il pulsante richiedi fattura di FatturaPRO.click!

richiedi fattura shopify

Siamo felici di annunciarvi che dopo lunghe settimane di duro lavoro il nostro team di sviluppo ha finalmente rilasciato una nuova integrazione in shopify che risolverà finalmente questo annoso problema : il pulsante “richiedi fattura”. 

Questo pulsante, attivabile in shopify, permette al cliente che ha necessità di richiedere fattura, di inserire e salvare i suoi dati prima di arrivare al checkout. 

Da quel momento, anche se il cliente arrivasse a compilare per errore un campo che prima presupponeva l’emissione della fattura, il sistema ignorerà i dati emettendo un regolare corrispettivo.

Finalmente non dovrete più chiedervi “ ma quel cliente voleva davvero una fattura? devo chiamarlo?” perdendo del tempo prezioso. Con il nuovo tasto “richiedi fattura” non c’è più spazio per l’errore umano e potrete dedicarvi alla vostra azienda mentre noi lavoriamo per darvi flusso di emissione dei documenti sempre più performante.  

Seguirà un articolo di approfondimento su come attivare questo nuovo elemento in Shopify. Nel frattempo il nostro team di supporto è a vostra disposizione per aiutarvi per qualsiasi necessità. 

Intelligenza Artificiale nel lavoro: le nuove linee guida ministeriali

L’intelligenza artificiale nel lavoro assiste a una nuova fase regolatoria con il decreto del Ministro del Lavoro n. 180 del 17 dicembre 2025, che introduce le Linee guida per l’implementazione dell’IA nel mondo del lavoro. Questo documento non prescrittivo, frutto di consultazione pubblica e pubblicato dopo l’iter parlamentare, accompagna imprese, lavoratori e autonomi nella trasformazione digitale responsabile, in armonia con l’AI Act europeo (Reg. UE 2024/1689), la Strategia IA italiana 2024-2026, il Piano G7 Lavoro di Cagliari e la legge 132/2025 che ha istituito l’Osservatorio IA-lavoro. Non si parla più solo di un’opportunità tecnologica, ma questione di diritti, competenze e governance etica. Le linee guida forniscono indicazioni operative aggiornate periodicamente, per un uso consapevole dell’IA in processi di selezione, formazione, valutazione e organizzazione del lavoro.

Il contesto normativo integrato

Le linee guida sull’AI si inseriscono in un ecosistema normativo multilivello. L’AI Act classifica i sistemi IA-lavoro come “alto rischio”, imponendo trasparenza, supervisione umana e mitigazione bias. La legge 132/2025 crea l’Osservatorio ministeriale per monitorare impatti occupazionali e proporre raccomandazioni. La Strategia IA 2024-2026 posiziona l’Italia come hub europeo, enfatizzando formazione e transizione giusta.

Il Piano G7 Lavoro rafforza la cooperazione internazionale su IA etica. Il GDPR tutela dati personali in processi IA. Le linee guida armonizzano questi riferimenti, offrendo orientamenti pratici senza valore cogente, ma con forte potere di orientamento per imprese e giudici del lavoro.

Intelligenza Artificiale nel lavoro: principi guida per l’implementazione

Le linee guida definiscono i principi cardine per l’AI utilizzata sul posto di lavoro:

  • Trasparenza: informare lavoratori su uso IA, algoritmi coinvolti e finalità.
  • Responsabilità umana: decisioni critiche sempre supervisionate da umani.
  • Non discriminazione: audit periodici per bias algoritmici, parità di genere/età/origine.
  • Partecipazione: consultare RSU e sindacati prima implementazione.
  • Formazione: programmi obbligatori su uso IA e rischi etici.

Queste regole applicano a selezione (CV screening, colloqui), formazione (LMS IA), valutazione performance, pianificazione turni e sorveglianza. L’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro deve supportare, non sostituire, il fattore umano.

Applicazioni pratiche settoriali

Le linee guida distinguono le applicazioni possibili:

  • Selezione personale: gli algoritmi CV devono spiegare criteri di rifiuto, consentire il ricorso umano.
  • Formazione: l’IA personalizza i percorsi, ma con la supervisione del formatore.
  • Valutazione: le metriche IA devono essere integrato con ilvgiudizio umano, evitando automatismi punitivi.
  • Organizzazione lavoro: l’IA ottimizza i turni rispettando riposo e salute.

Per quanto riguarda lo smart working, l’ IA ha il compito di monitorare la produttività senza invadere la privacy. 

Intelligenza artificiale nel lavoro: formazione e competenze richieste

Le linee guida enfatizzano upskilling necessari per l’applicazione dell’IA sul posto di lavoro. Le imprese devono:

  • Formare lavoratori su tool IA (prompt engineering, interpretazione output).
  • Sviluppare competenze soft (pensiero critico, etica IA).
  • Prevedere transizioni professionali per ruoli automatizzati.

Il Fondo Nuove Competenze finanzia percorsi IA. L’AI crea nuovi profili (IA ethicist, data steward), ma richiede la riqualificazione continua per evitare obsolescenza.

Tutela Dati e Privacy

Il GDPR  impone alcune regole:

  • DPIA (Data Protection Impact Assessment) per sistemi IA alto rischio.
  • Anonymization dati training.
  • Diritto di opposizione su decisioni automatizzate.

Le violazioni espongono a sanzioni da parte del Garante fino 20M euro. L’IA deve bilanciare innovazione e diritti fondamentali.

Intelligenza artificiale nel lavoro: ruolo dell’Osservatorio e aggiornamenti

L’Osservatorio IA-lavoro ha il compito di monitorare le implementazioni, di raccogliere dati sugli impatti occupazionali, di aggiornare le linee guida. Le imprese sono tenute a segnalare l’uso che fanno dell’ IA annualmente. Le consultazioni pubbliche periodiche avranno il compito di assicurare l’adattamento tecnologico.

Le linee guida sull’ intelligenza artificiale nel lavoro evolveranno con l’AI Act enforcement 2026.