Nessuno si può permettere, oggigiorno, delle dispersioni di tempo simili: né l’imprenditore, né il commercialista
I numeri di cui sopra sono oggettivamente impressionanti.
Nessuno si può permettere di perdere chi 230 ore all’anno, chi 45 minuti a cliente, per gestire le pratiche fiscali.
Purtroppo la complessità in questo Paese è tale, che in assenza di strumenti come FatturaPro questo è ciò che gli attori del tessuto imprenditoriale nostrano si trovano a vivere in alcuni periodi dell’anno, per non dire ogni mese.
Con l’aumento dei costi delle materie prime, con l’isteria collettiva delle banche centrali, l’instabilità dei mercati azionari, e tutte le altre fobie di cui senti parlare ogni giorno, nessuno può permettersi di sostenere queste dispersioni mostruose di risorse e tempo.
Ecco perché l’integrazione tra FatturaPro ed Entratel diventa assolutamente vitale, tanto per chi fa impresa quanto per chi si occupa delle scadenze fiscali.
Non è un caso che FatturaPro sia nato dalla mente di imprenditori, per essere messo al servizio di altri imprenditori.
Conosciamo bene quel ribollire dentro di te, ogni volta che devi sbattere la testa contro l’apparente totale mancanza di buon senso espresse dalle regole fiscali del Bel Paese.
Come gestire il “Login” su Entratel da FatturaPro e tenere aperto l’accesso mentre emetti corrispettivi
Per accedere su Entratel da FatturaPro, è sufficiente cliccare sul profilo e andare nella parte bassa della schermata, dove trovi due voci:
Codice Entratel
PIN Entratel
Naturalmente devi essere già in possesso di entrambi i codici, ma – una volta inseriti – è sufficiente salvare le impostazioni.
Successivamente, vai nella sezione Punto Cassa POS dal Menù di sinistra, cliccando su LOGINCF.
Inserisci la Password di Entratel confermando il login cliccando sull’apposito tasto del Popup che compare in sovrimpressione.
Fatto.
Da questo momento,, puoi emettere i corrispettivi senza la necessità di tornare sul portale Entratel per caricare i documenti.
Commercialisti o Esercenti, procedura e benefici sono uguali per tutti
In questo caso specifico non ci sono differenze procedurali tra commercialisti ed esercenti. Entrambi possono configurare le proprie credenziali di accesso Entratel nella stessa modalità, e beneficiare di questa funzione all’interno di FatturaPro che consente di centralizzare la sincronizzazione dei documenti, lavorando su un unico sistema.
Vuoi conoscere anche tu come gestire velocemente i rapporti con la Pubblica Amministrazione?
Se hai bisogno di supporto per unirti ai tanti nostri clienti che sfruttano i benefici di semplificazione dei processi fiscali, contattaci subito cliccando sul link qui sotto:
Dal 1° aprile 2025, sono operative le nuove specifiche tecniche per la fatturazione elettronica introdotte dall’Agenzia delle Entrate. Tra le principali novità figura il tipo documento TD29, un nuovo codice pensato per semplificare la gestione delle situazioni di omessa o irregolare fatturazione. Questo aggiornamento è stato introdotto per adeguarsi alle modifiche normative apportate dal Decreto Legislativo n. 87/2024 e rappresenta un passo avanti nella digitalizzazione e trasparenza fiscale. Vediamo nel dettaglio come funziona il TD29 e quali sono gli obblighi per i contribuenti.
Cos’è il Codice TD29?
Il TD29 è un tipo documento che consente al cessionario o committente di comunicare all’Agenzia delle Entrate l’omessa o irregolare emissione di una fattura da parte del cedente/prestatore. A differenza del passato, in cui era necessario emettere un’autofattura, il TD29 rappresenta una mera comunicazione senza rilevanza ai fini dell’imposta.
Caratteristiche principali del TD29
Non è un’autofattura vera e propria : Non consente la detrazione dell’IVA relativa all’acquisto.
Obbligo di comunicazione: Deve essere trasmesso entro 90 giorni dal termine in cui la fattura avrebbe dovuto essere emessa.
Formato XML: La comunicazione avviene tramite il Sistema di Interscambio (SdI), utilizzando il file XML con codice TD29.
Quando Utilizzare il TD29?
Il TD29 deve essere utilizzato dal cessionario o committente nei seguenti casi:
Omessa emissione della fattura: Quando il cedente/prestatore non emette la fattura entro i termini previsti.
Irregolarità nella fattura emessa: Ad esempio, errori nei dati riportati che rendono la fattura non conforme.
Questa procedura sostituisce l’obbligo di emettere autofattura, che era in vigore fino al 31 agosto 2024.
Obblighi e Sanzioni
Secondo l’articolo 6, comma 8, del Decreto Legislativo n. 471/97, il cessionario o committente che non adempie agli obblighi di comunicazione tramite TD29 è soggetto a sanzioni amministrative. La violazione è direttamente correlata all’omissione della fatturazione da parte del cedente/prestatore.
Sanzioni previste
Ammenda pari al 90%-180% dell’imposta dovuta.
Esclusione dalla possibilità di esercitare la detrazione IVA sull’acquisto.
Come Compilare e Trasmettere il TD29 con FatturaPRO.click
Creare una TD29 in FatturaPRO.click è molto semplice. Sebbene, come detto prima, la td29 non è di per sé un’autofattura, vista la sua conformazione si dovrà andare nella sezione “Altri documenti” – autofatture e creando la nuova autofattura scegliere la tipologia TD29 come tipo documento. A questo punto è possibile inserire i dati del fornitore nella sezione mittente e compilare il documento. Una volta conclusa l’operazione la fattura potrà essere inviata..
Vantaggi del Nuovo Codice
L’introduzione del TD29 semplifica notevolmente la gestione delle irregolarità fiscali:
Maggiore trasparenza: La procedura digitale consente un monitoraggio più efficace da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Prevenzione delle sanzioni: I contribuenti possono regolarizzare facilmente le omissioni senza incorrere in penalità.
Il nuovo codice rappresenta una soluzione innovativa per gestire le situazioni di omessa o irregolare fatturazione in modo semplice ed efficace. Grazie alle nuove specifiche tecniche introdotte dall’Agenzia delle Entrate, i contribuenti possono adempiere agli obblighi fiscali con maggiore rapidità e precisione, evitando sanzioni amministrative.
Per garantire la conformità normativa, è fondamentale monitorare attentamente le operazioni commerciali e utilizzare strumenti digitali come quelli offerti dal portale Fatture e Corrispettivi. Questo approccio non solo semplifica gli adempimenti ma promuove anche una maggiore trasparenza nel sistema fiscale italiano
https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/04/Immagini-per-blog-1-1.png12602240Angelo Aiellohttps://fatturapro.click/logo_fatturapro.pngAngelo Aiello2025-04-09 13:26:592025-04-09 13:26:59Omessa o Irregolare Fattura: Il Nuovo Codice TD29
NSO è l’acronimo di Nodo Smistamento Ordini. Un nome che già sa di uffici grigi e password dimenticate, nonchè lo spaccato perfetto della burocrazia all’italiana che si è semplicemente spostata dal cartaceo al telematico.
Ma dietro l’acronimo c’è qualcosa di interessante: è lo specchio fedele di come la Pubblica Amministrazione affronta la transizione digitale. Ovvero, male.
Il problema non è il sistema in sé. È la logica con cui ti obbligano a fare impresa: un passo dentro il portale del MEF, uno fuori. Un documento caricato, poi scaricato, poi ricontrollato.
E non riguarda solo chi fornisce prodotti o servizi a ospedali o ad altre strutture del Sistema Sanitario. Anche un negozio di alimenti senza glutine, oggi, si trova a dover gestire ordini NSO.
Ma torniamo a te. Anche se non hai mai ricevuto un ordine dalla PA, quante volte hai vissuto un’esperienza analoga?
Accedi a un portale ministeriale
Cerchi il documento
Compili un form con 27 campi
Speri che venga accettato
Senza accorgertene, sei già dentro una gestione telematica.
Come FatturaPRO.click ti conferma le sue prerogative di digitalizzazione e di vera trasformazione digitale
Mentre là fuori ti fanno lavorare come un impiegato ministeriale, noi abbiamo costruito una funzione NSO che è tutto l’opposto.
Con FatturaPRO.click:
ti basta fornire il codice R78VE0XH;
gli ordini NSO arrivano automaticamente nella tua interfaccia;
compili 5 campi, non 50;aggiungi una nota se serve;
Ogni processo che abbiamo toccato, lo abbiamo riscritto. Perché anche se non puoi cambiare la burocrazia, puoi scegliere di non subirla.
Da giugno 2026 la gestione degli ordini NSO con FatturaPRO.click diventa più completa
Quando abbiamo introdotto la gestione degli ordini NSO con FatturaPRO.click, l’obiettivo era chiaro: evitare all’utente di saltare da un portale all’altro solo per ricevere un ordine e trasformarlo in fattura.
Fino a oggi il flusso era semplice: ricevevi l’ordine NSO in piattaforma e da lì emettevi la fattura. Utile, certo. Ma non sempre sufficiente.
Perché nella pratica quotidiana un ordine raramente segue un percorso lineare. A volte viene evaso solo in parte. A volte prima della fattura serve un DDT. A volte l’ordine NSO non arriva direttamente in FatturaPRO.click, ma tramite un altro canale, e deve comunque essere gestito.
Per questo, da giugno 2026, FatturaPRO.click amplia la gestione degli ordini NSO con tre nuove possibilità:
importare manualmente un file XML di ordine NSO;
evadere parzialmente un ordine NSO;
creare un DDT partendo da un ordine NSO.
Non si tratta di un dettaglio tecnico. Si tratta di rendere l’ordine NSO un documento davvero gestibile, integrato nel resto del flusso aziendale.
Importazione XML di un ordine NSO ricevuto fuori da FatturaPRO.click
Da giugno 2026 puoi caricare in FatturaPRO.click anche il file XML di un ordine NSO ricevuto fuori dalla nostra piattaforma — utile quando l’ordine arriva tramite un canale diverso e vuoi comunque gestirlo nel gestionale senza reinserire tutto a mano.
Per farlo, vai nella sezione Ordini > Nuovi e clicca su “IMPORTA XML ORDINE” in alto a destra. Una volta caricato, l’ordine entra nel flusso standard: niente doppi inserimenti, niente lavoro manuale inutile.
Evasione parziale dell’ordine NSO
Prima, dall’ordine NSO era possibile emettere solo la fattura completa. Con la nuova gestione puoi invece lavorare l’ordine in modo progressivo: evadere solo alcune righe o parte delle quantità previste.
È una funzione concreta per chi gestisce forniture progressive, consegne separate, disponibilità parziali di magazzino o accordi in più tranche. L’ordine smette di essere un blocco unico e si adatta alla realtà operativa.
Creazione DDT da ordine NSO
Da giugno 2026 puoi inserire un passaggio intermedio tra ordine e fattura: il documento di trasporto. Il funzionamento segue la stessa logica già adottata per gli ordini ordinari — dall’ordine generi il DDT, e dal DDT la fattura.
Il flusso completo diventa:
Ordine NSO ricevuto o importato
Evasione totale o parziale
Creazione del DDT
Emissione della fattura
Meno passaggi manuali, meno margine di errore, più coerenza tra i documenti.
Perché questa novità è importante per chi lavora con la Pubblica Amministrazione
Con la PA ogni documento deve essere coerente con quello precedente. L’ordine deve richiamare i dati giusti, la fattura deve riportare i riferimenti corretti, e quando entrano in gioco Codice CIG o Codice CUP, il margine di errore deve essere zero.
Più passaggi fai manualmente, più cresce il rischio di sbagliare. La nuova gestione degli ordini NSO con FatturaPRO.click serve esattamente a questo: collegare ordine, evasione, DDT e fattura in un unico flusso, riducendo il lavoro ripetitivo e mantenendo le informazioni allineate.
Imprenditore sì, impiegato no
Chi fa impresa in Italia sa bene cosa significa combattere contro il tempo. E quando ci si mette anche un’amministrazione lenta, fatta di procedure telematiche travestite da innovazione, ogni minuto risparmiato diventa prezioso.
Per questo la gestione degli ordini NSO con FatturaPRO.click non si limita più a “ricevere un ordine e fare una fattura”. Da giugno 2026 ti permette di importare ordini NSO ricevuti fuori dalla piattaforma, evaderli parzialmente, trasformarli in DDT e arrivare alla fattura con un flusso più completo.
Perché il punto non è solo digitalizzare un documento. È evitare che un obbligo digitale diventi l’ennesima perdita di tempo.
Gestione degli ordini NSO con FatturaPRO.click: cosa puoi fare oggi
Con FatturaPRO.click puoi ricevere automaticamente gli ordini NSO usando il codice R78VE0XH, visualizzarli in piattaforma ed emettere la fattura direttamente dall’ordine.
E, da giugno 2026, puoi fare anche di più:
importare manualmente un file XML di ordine NSO ricevuto fuori da FatturaPRO.click;
effettuare l’evasione parziale dell’ordine;
creare un DDT da ordine NSO;
generare la fattura dopo il DDT;
gestire tutto senza passare continuamente da portali esterni.
Prima l’ordine NSO era soprattutto un punto di partenza per arrivare alla fattura. Ora è parte di un flusso più completo: ordine, evasione, DDT e fattura.
E se abbiamo fatto tutto questo per una funzione di nicchia come l’NSO, prova a immaginare cosa possiamo fare per il 100% delle tue attività quotidiane.
Vuoi capire come gestire velocemente gli ordini NSO e i rapporti con la Pubblica Amministrazione? Se hai bisogno di supporto o stai utilizzando una versione della piattaforma che non permette ancora questa gestione, contattaci: siamo qui per aiutarti.
https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/04/Immagini-per-blog-1.png12602240Angelo Aiellohttps://fatturapro.click/logo_fatturapro.pngAngelo Aiello2025-04-02 12:23:502026-06-24 13:49:49Gestione degli ordini NSO con FatturaPRO.click
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 28 marzo 2025, ha approvato un decreto-legge che proroga l’obbligo di stipulare polizze assicurative contro i rischi catastrofali per le imprese italiane. L’obbligo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023), ha subito modifiche nei termini di applicazione, differenziati in base alla dimensione aziendale. Questa misura mira a garantire una maggiore protezione contro calamità naturali come terremoti, alluvioni e frane, ma anche a sostenere le imprese nel processo di adeguamento.
Cos’è una Polizza Rischi Catastrofali?
Le polizze rischi catastrofali sono contratti assicurativi che coprono i danni derivanti da eventi naturali di grande impatto, come:
Terremoti
Alluvioni
Frane
Inondazioni
Questi strumenti assicurativi proteggono i beni aziendali, inclusi terreni, edifici, impianti e macchinari. L’obbligo di stipula è stato introdotto per aumentare la resilienza delle imprese italiane di fronte a eventi calamitosi sempre più frequenti.
Chi È Soggetto all’Obbligo?
L’obbligo riguarda:
Imprese con sede legale in Italia
Imprese estere con stabile organizzazione in Italia, iscritte al Registro delle Imprese.
Sono escluse dall’obbligo:
Imprese agricole, che beneficiano del Fondo mutualistico nazionale per danni meteoclimatici.
Imprese con immobili abusivi o privi delle autorizzazioni edilizie necessarie.
Proroga dei Termini: Cosa Cambia?
Il decreto-legge del 28 marzo 2025 ha introdotto una proroga differenziata per le imprese:
Grandi Imprese: L’obbligo decorre dal 1° aprile 2025, con una moratoria di 90 giorni senza sanzioni.
Medie Imprese: La scadenza è prorogata al 1° ottobre 2025.
Piccole e Micro Imprese: Il termine slitta al 1° gennaio 2026.
Questa proroga risponde alle richieste delle associazioni imprenditoriali, che avevano segnalato difficoltà nell’adeguarsi entro la scadenza originaria del 31 marzo 2025.
Regole Attuative: Decreto MEF
Il Decreto Ministeriale n. 18 del 30 gennaio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 febbraio, stabilisce le modalità operative per l’applicazione dell’obbligo assicurativo. Tra le disposizioni principali:
Calcolo dei premi assicurativi basato sul valore dei beni aziendali.
Definizione dei limiti di indennizzo e delle franchigie.
Identificazione degli eventi catastrofici che rientrano nella copertura.
Le polizze già in essere devono essere adeguate entro il rinnovo annuale.
Esempio Pratico: Applicazione dell’Obbligo
Un’impresa manifatturiera di medie dimensioni con sede legale a Milano possiede:
Edifici produttivi valutati €2.000.000
Macchinari industriali per €1.000.000
Secondo il Decreto MEF, l’azienda deve stipulare una polizza che copra questi beni contro rischi catastrofali entro il nuovo termine del 1° ottobre 2025. Il premio assicurativo sarà calcolato in base al valore totale dei beni (€3.000.000) e alle condizioni specificate dalla compagnia assicurativa.
Sanzioni per Inadempienza
La mancata stipula della polizza entro i termini previsti comporta:
Esclusione dai contributi pubblici relativi a eventi calamitosi.
Sanzioni amministrative applicate dall’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni).
Per le grandi imprese, la moratoria di 90 giorni consente di evitare penalità fino al completamento dell’adeguamento.
Obiettivo della Misura
L’introduzione dell’obbligo assicurativo mira a:
Ridurre l’impatto economico degli eventi catastrofali sulle imprese.
Garantire una maggiore stabilità finanziaria nel tessuto imprenditoriale italiano.
Promuovere la cultura della prevenzione e della gestione del rischio.
Secondo dati recenti, solo il 30% delle imprese italiane disponeva di coperture adeguate contro calamità naturali prima dell’introduzione della normativa.
La proroga dell’obbligo di stipula delle polizze rischi catastrofali offre alle imprese italiane più tempo per adeguarsi a una misura cruciale per la loro protezione economica e operativa. Tuttavia, è fondamentale che le aziende inizino subito il processo di valutazione dei beni da assicurare e scelgano polizze conformi alle regole stabilite dal Decreto MEF.
Questa normativa rappresenta un passo importante verso una maggiore resilienza del sistema imprenditoriale italiano, in un contesto globale caratterizzato da eventi climatici sempre più estremi e frequenti.
https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/04/Immagini-per-blog-.png12602240Angelo Aiellohttps://fatturapro.click/logo_fatturapro.pngAngelo Aiello2025-04-02 12:06:372025-04-02 12:06:37Polizze Rischi Catastrofali: Tutto quello che bisogna sapere
I fattori ESG (Environmental, Social, Governance) stanno diventando un elemento centrale nella valutazione aziendale e nell’accesso a finanziamenti agevolati. Le imprese che adottano pratiche sostenibili non solo migliorano la propria reputazione, ma possono anche beneficiare di condizioni più favorevoli per l’ottenimento di capitali.
Cosa Sono i Fattori ESG?
I fattori ESG rappresentano tre pilastri fondamentali per valutare la sostenibilità di un’azienda:
Environmental (Ambiente): Include l’impatto ambientale dell’azienda, come la riduzione delle emissioni di CO2, l’efficienza energetica e la gestione dei rifiuti.
Social (Sociale): Riguarda il trattamento dei dipendenti, la diversità, l’inclusione e le relazioni con le comunità locali.
Governance: Si riferisce alla struttura di gestione aziendale, alla trasparenza e all’etica negli affari.
Questi parametri sono sempre più utilizzati da banche e investitori per valutare il rischio e il potenziale di crescita delle aziende.
ESG e Accesso ai Finanziamenti
Le imprese con alti punteggi ESG possono accedere a finanziamenti a condizioni vantaggiose grazie alla crescente attenzione delle istituzioni finanziarie verso la sostenibilità. Secondo uno studio pubblicato dal Corporate Management Review (2022), le aziende con buone performance ESG ottengono tassi di interesse più bassi sui prestiti bancari. Questo avviene perché:
Riduzione del rischio percepito: Le imprese sostenibili sono considerate meno esposte a rischi legali, regolatori e reputazionali.
Migliore trasparenza: Le aziende con alti standard ESG offrono maggiore chiarezza sulle proprie operazioni, aumentando la fiducia degli investitori.
Allineamento agli SDG (Sustainable Development Goals): Le banche premiano le aziende che contribuiscono agli obiettivi globali di sviluppo sostenibile.
Ad esempio, i prestiti legati alla sostenibilità (Sustainability-Linked Loans, SLLs) prevedono tassi di interesse ridotti per le imprese che raggiungono specifici obiettivi ESG.
Metodi di Valutazione: Approccio del Reddito e di Mercato
L’impatto dei fattori ESG sulla valutazione aziendale può essere analizzato attraverso due approcci principali:
Approccio del Reddito: Utilizza il metodo del Discounted Cash Flow (DCF) per attualizzare i flussi di cassa futuri. Le aziende con solide performance ESG possono beneficiare di una crescita del fatturato grazie all’attrazione di clienti attenti alla sostenibilità e all’accesso a nuovi mercati.
Approccio di Mercato: Confronta l’azienda con attività comparabili per determinarne il valore equo. Le imprese con alti punteggi ESG tendono ad avere multipli più elevati rispetto ai competitor meno sostenibili.
Ad esempio, un’impresa impegnata nella produzione sostenibile potrebbe attrarre consumatori attenti all’ambiente, aumentando così i ricavi e migliorando la propria valutazione complessiva.
Vantaggi Economici dell’Implementazione dei Fattori ESG
Oltre all’accesso a finanziamenti agevolati, le aziende che integrano i fattori ESG nelle proprie strategie possono ottenere numerosi benefici economici:
Riduzione dei costi operativi: L’efficienza energetica e la riduzione degli sprechi consentono risparmi significativi.
Aumento della produttività: Politiche sociali inclusive migliorano la soddisfazione dei dipendenti e riducono il turnover.
Accesso a nuovi mercati: La sostenibilità è un requisito sempre più richiesto nei mercati internazionali.
Miglioramento della reputazione: Una solida performance ESG rafforza l’immagine aziendale, attirando clienti e partner commerciali.
Secondo uno studio dell’Università di Vaasa (2023), le aziende con alti punteggi ESG registrano una riduzione media del 10% nei costi di finanziamento rispetto alle controparti meno sostenibili.
Esempio Pratico: Un Circolo Virtuoso
Un’azienda manifatturiera italiana decide di investire in tecnologie a basso impatto ambientale per ridurre le emissioni di CO2. Grazie a questi interventi:
Ottiene un punteggio ESG elevato certificato da un ente indipendente.
Accede a un prestito SLL con un tasso d’interesse ridotto del 1%.
Riduce i costi operativi grazie all’efficienza energetica.
Questo approccio non solo migliora la redditività dell’impresa ma rafforza anche la sua competitività sul mercato globale.
Strumenti per Implementare i Fattori ESG
Per integrare efficacemente i fattori ESG nella strategia aziendale è possibile utilizzare strumenti specifici:
Software di Reporting ESG: Permettono di monitorare le performance ambientali, sociali e di governance.
Certificazioni Ambientali: Come ISO 14001 o EMAS, che attestano l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità.
Consulenze Specializzate: Per identificare gli indicatori chiave di performance (KPI) rilevanti per il settore.
Inoltre, molte banche offrono supporto tecnico alle imprese interessate a migliorare i propri punteggi ESG, facilitando l’accesso a strumenti finanziari innovativi.
Integrare i fattori ESG nella strategia aziendale non è solo una scelta etica ma anche un vantaggio competitivo. Le imprese che dimostrano un forte impegno verso la sostenibilità possono accedere a finanziamenti agevolati, migliorare la propria reputazione e ridurre i costi operativi. Tuttavia, per massimizzare questi benefici è fondamentale adottare un approccio strutturato, utilizzando strumenti adeguati e monitorando costantemente le performance.
In un contesto economico sempre più orientato alla sostenibilità, i fattori ESG rappresentano una leva strategica indispensabile per garantire il successo a lungo termine delle imprese.
https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/03/esg.png12602240Angelo Aiellohttps://fatturapro.click/logo_fatturapro.pngAngelo Aiello2025-03-26 09:30:342025-03-26 09:30:34Fattori ESG e Finanziamenti: Un Vantaggio per le Imprese
La gestione della fatturazione elettronica con San Marino è regolata da normative specifiche che disciplinano gli scambi commerciali tra Italia e la Repubblica di San Marino. Dal 1° luglio 2022, l’obbligo di emettere fatture elettroniche per le cessioni di beni tra i due Paesi ha introdotto nuovi standard operativi, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e controllo fiscale. Tuttavia, in alcune casistiche particolari, come gli acquisti senza IVA o l’acquisto di servizi, è necessario emettere un’autofattura. In questo articolo analizziamo in dettaglio le regole generali, le eccezioni e le modalità operative per una corretta emissione di autofatture per fatture passive da San Marino.
Fatturazione Elettronica: Regole Generali per gli Scambi con San Marino
Dal 1° luglio 2022, tutte le operazioni di cessione di beni tra operatori economici italiani e sammarinesi devono essere documentate tramite fattura elettronica, utilizzando il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate. Le prestazioni di servizi, invece, non sono soggette a obbligo di fatturazione elettronica ma possono essere gestite in modalità elettronica su base volontaria.
Emissione della Fattura verso San Marino
Come molti già sapranno, l’invio della fattura verso San Marino segue delle precise regole e sebbene il focus di questo articolo siano le fatture passive, è sempre bene fare un piccolo ripasso anche sul ciclo attivo legato a questa nazione.
Per inviare una fattura elettronica a un operatore sammarinese è necessario:
Inserire il codice destinatario 2R4GTO8, che identifica l’Ufficio Tributario di San Marino.
L’Ufficio Tributario di San Marino verifica la correttezza della fattura e la inoltra al destinatario.
Ricezione della Fattura da San Marino
Gli operatori sammarinesi inviano le loro fatture elettroniche tramite SdI. Il cessionario italiano può visualizzare i documenti ricevuti sul portale “Fatture e Corrispettivi” o nel proprio gestionale di fatturazione elettronica. In caso di acquisti senza IVA o relativi a servizi, il cessionario italiano deve regolarizzare l’operazione emettendo un’autofattura.
Quando Emettere un’Autofattura per Operazioni con San Marino
L’autofattura è necessaria in alcune situazioni specifiche per garantire il corretto assolvimento dell’IVA. Le principali casistiche sono:
Acquisti di beni senza addebito IVA
Se la fattura ricevuta non presenta IVA (ad esempio, una fattura cartacea vidimata dall’Agenzia delle Entrate), l’acquirente italiano deve emettere un’autofattura utilizzando il tipo documento TD19.
Acquisti di servizi
Per i servizi acquistati da operatori sammarinesi, indipendentemente dal formato della fattura ricevuta (cartacea o elettronica), è obbligatorio emettere un’autofattura con tipo documento TD17.
Acquisti istituzionali
Per enti non commerciali o enti locali che acquistano beni o servizi da San Marino, l’imposta deve essere assolta tramite autofatturazione o integrazione del documento ricevuto.
Sanzioni per Mancata Emissione dell’Autofattura
La mancata emissione dell’autofattura entro i termini previsti può comportare sanzioni amministrative pari al 90%-180% dell’imposta dovuta (articolo 6, comma 9-bis, D.Lgs. n. 471/97). È fondamentale rispettare le seguenti scadenze:
Entro 4 mesi dalla data dell’operazione, emettere l’autofattura.
Entro i successivi 30 giorni, inviare il documento tramite SdI.
La gestione delle autofatture per operazioni con San Marino richiede attenzione alle normative fiscali e alla corretta compilazione dei documenti elettronici. L’utilizzo dei tipi documento TD17 e TD19 garantisce la conformità fiscale ed evita sanzioni amministrative.
Seguire queste procedure consente alle aziende italiane di gestire in modo trasparente ed efficiente gli scambi commerciali con operatori sammarinesi, rispettando le normative vigenti sulla fatturazione elettronica e sull’assolvimento dell’IVA. Per semplificare ulteriormente il processo, è consigliabile affidarsi a software gestionali integrati con il Sistema di Interscambio (SdI) e consultare esperti fiscali per eventuali dubbi o casistiche particolari.
https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/03/Immagini-per-blog-1.png12602240Angelo Aiellohttps://fatturapro.click/logo_fatturapro.pngAngelo Aiello2025-03-19 09:30:522025-03-19 09:30:52Autofatture San Marino: la guida rapida
Il Bonus Assunzione Giovani Under 35, introdotto dal Decreto Coesione 60/2024 e rafforzato dal decreto attuativo del 27 febbraio 2025, rappresenta un’importante opportunità per le imprese italiane, soprattutto per le PMI. Tuttavia, le modifiche apportate al testo normativo hanno introdotto alcune limitazioni che stanno generando dibattiti e incertezze.
Cosa Prevede il Bonus?
Il bonus consiste in un esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le assunzioni di giovani under 35 con contratto a tempo indeterminato. L’incentivo è valido per un periodo massimo di 24 mesi ed è limitato a:
500 euro mensili per ogni lavoratore assunto;
650 euro mensili per le assunzioni nelle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
L’esonero non include i premi e i contributi dovuti all’INAIL. Inoltre, il beneficio è subordinato al rispetto di un limite di spesa complessivo fissato dal Programma Nazionale “Giovani Donne e Lavoro” 2021-2027.
Chi Può Accedere al Bonus Assunzione Giovani Under 35?
Il bonus è destinato ai datori di lavoro privati che assumono giovani con le seguenti caratteristiche:
Età inferiore ai 35 anni (fino a 34 anni e 364 giorni al momento dell’assunzione).
Non devono aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato, salvo eccezioni specifiche (ad esempio, un precedente contratto di apprendistato non trasformato in tempo indeterminato).
Non devono essere stati licenziati nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva.
Sono esclusi dal beneficio:
I contratti dirigenziali;
I rapporti di lavoro domestico;
Le assunzioni effettuate prima del 31 gennaio 2025, data dell’autorizzazione della Commissione Europea.
Le Novità del Decreto Attuativo
Il decreto attuativo ha introdotto alcune modifiche significative rispetto alla norma originaria:
Decorrenza delle Assunzioni: Il bonus si applica solo alle assunzioni effettuate dal 31 gennaio 2025 al 31 dicembre 2025. Questa limitazione ha escluso retroattivamente le assunzioni effettuate tra settembre 2024 e gennaio 2025, creando disagi per molte imprese che avevano già pianificato nuove assunzioni.
Obbligo di Domanda Preventiva: Le imprese devono presentare la domanda all’INPS prima dell’assunzione per accedere al beneficio. In caso contrario, l’agevolazione non sarà concessa.
Revoca del Bonus: Il licenziamento del lavoratore assunto con il bonus o di un altro dipendente con la stessa qualifica entro sei mesi dall’assunzione comporta la revoca dell’esonero e il recupero delle somme già fruite.
Bonus Assunzione Giovani Under 35: esempio Pratico
Un’azienda manifatturiera assume un giovane di 30 anni con contratto a tempo indeterminato il 15 febbraio 2025. Prima dell’assunzione, presenta la domanda all’INPS e ottiene l’autorizzazione. Grazie al bonus, l’azienda beneficia di un esonero contributivo pari a:
500 euro mensili, per un totale di 12.000 euro in due anni.
Se l’azienda licenzia il lavoratore entro sei mesi dall’assunzione o non rispetta i requisiti previsti (ad esempio, effettua licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva), perderà il diritto al beneficio e dovrà restituire gli importi già fruiti.
Limiti di Spesa e Monitoraggio
Il bonus è soggetto a un limite di spesa annuale definito dal Programma Nazionale “Giovani Donne e Lavoro”:
34,4 milioni di euro per il 2024;
458,3 milioni per il 2025;
682,5 milioni per il 2026;
254,1 milioni per il 2027.
L’INPS è incaricata del monitoraggio delle risorse disponibili. Qualora si raggiunga il limite di spesa previsto, l’Istituto non accoglierà ulteriori domande.
Critiche e Incertezze
Le modifiche introdotte dal decreto attuativo hanno suscitato critiche da parte delle associazioni datoriali e dei sindacati. La limitazione alle assunzioni effettuate dopo il 31 gennaio 2025 ha escluso molte imprese che avevano già assunto giovani contando sull’incentivo. Inoltre, l’obbligo di domanda preventiva rappresenta un cambiamento rispetto alle agevolazioni precedenti, che spesso consentivano l’accesso retroattivo ai benefici.
Il Bonus Assunzione Giovani Under 35 rappresenta un’opportunità importante per favorire l’occupazione giovanile e sostenere le imprese italiane. Tuttavia, le limitazioni introdotte dal decreto attuativo richiedono una pianificazione attenta da parte dei datori di lavoro per evitare esclusioni o revoche del beneficio. È fondamentale monitorare le comunicazioni dell’INPS e rispettare rigorosamente i requisiti previsti dalla normativa per accedere all’incentivo senza rischi.
https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/03/Immagini-per-blog-1-1.png12602240Adminhttps://fatturapro.click/logo_fatturapro.pngAdmin2025-03-11 17:07:422025-03-11 17:07:42Aggiornamenti Bonus Assunzione Giovani Under 35
Il Decreto Energia 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 febbraio 2025, introduce un pacchetto di misure straordinarie per contrastare il caro energia e sostenere le imprese italiane, in particolare le PMI e le aziende energivore. Con uno stanziamento complessivo di 1,2 miliardi di euro, il decreto mira a ridurre i costi energetici e promuovere la transizione verso un sistema produttivo più sostenibile attraverso un bonus bollette da erogare durante l’anno. Di seguito, un’analisi approfondita delle principali disposizioni e dei benefici previsti.
Le Principali Misure del Decreto
Il decreto prevede due interventi distinti per le imprese:
Fondo per la Transizione Energetica nel Settore Industriale
Stanziamento: 600 milioni di euro.
Destinatari: Imprese energivore, ovvero quelle che consumano grandi quantità di energia e sono maggiormente esposte agli aumenti dei costi energetici.
Obiettivo: Supportare la transizione verso tecnologie più efficienti e sostenibili, riducendo l’impatto ambientale.
Copertura Finanziaria: I fondi derivano dai proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 del 2024.
Azzeramento degli Oneri di Sistema per le PMI
Stanziamento: 600 milioni di euro.
Destinatari: PMI non domestiche con potenza disponibile superiore a 16,5 kW.
Misura: Azzeramento per sei mesi della componente ASOS (oneri legati al sostegno delle fonti rinnovabili e alla cogenerazione).
Beneficio Atteso: Una significativa riduzione dei costi fissi in bolletta, migliorando la competitività delle aziende.
Come Accedere al bonus bollette
Requisiti per le Imprese Energivore
Le imprese energivore devono:
Dimostrare un consumo energetico elevato secondo i parametri stabiliti dal decreto.
Essere iscritte nell’elenco annuale delle imprese energivore pubblicato dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA).
Requisiti per le PMI
Le PMI devono:
Verificare che la potenza disponibile del contratto di fornitura superi i 16,5 kW.
Attendere i dettagli operativi che saranno pubblicati dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) entro marzo 2025.
Esempio Pratico: Risparmio per una PMI
Un’azienda manifatturiera con una potenza disponibile di 20 kW e un consumo annuo di 50.000 kWh paga attualmente circa 5.000 euro all’anno in bollette, di cui il 10% è rappresentato dagli oneri ASOS. Con l’azzeramento degli oneri per sei mesi, l’azienda risparmierebbe circa 250 euro nel periodo considerato.
Trasparenza nel Mercato dell’Energia
Oltre agli incentivi economici, il decreto introduce misure volte a migliorare la trasparenza nel mercato dell’energia:
L’ARERA definirà entro 30 giorni nuovi standard per rendere più leggibili e confrontabili le offerte di energia elettrica e gas.
Saranno introdotti documenti tipo obbligatori per i fornitori, con l’obiettivo di semplificare i contratti.
Verranno razionalizzati i parametri utilizzati nei contratti al dettaglio.
In caso di inosservanza, l’ARERA potrà applicare sanzioni agli operatori non conformi.
Perché il Bonus Bollette è Importante
Le piccole e medie imprese rappresentano il cuore pulsante dell’economia italiana e sono tra le più colpite dagli aumenti dei costi energetici. Questo pacchetto di misure:
Riduce i costi fissi delle bollette, aumentando la competitività delle aziende.
Promuove soluzioni sostenibili attraverso incentivi alla transizione energetica.
Migliora la trasparenza del mercato energetico, consentendo alle imprese di scegliere le offerte più vantaggiose.
Il Bonus Bollette Imprese 2025 rappresenta un sostegno concreto alle aziende italiane in un contesto economico segnato da forti rincari energetici. Con uno stanziamento complessivo di 1,2 miliardi di euro, il Governo non solo allevia i costi immediati delle bollette ma incentiva anche una transizione verso modelli produttivi più sostenibili. Le imprese interessate devono monitorare attentamente i requisiti e le scadenze operative per accedere ai benefici previsti dal decreto.
https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/03/Immagini-per-blog-.png12602240Adminhttps://fatturapro.click/logo_fatturapro.pngAdmin2025-03-04 10:46:262025-03-04 10:46:26Bonus Bollette 2025: Misure per le PMI
I content creator sono dei personaggi pubblici come influencer, youtuber, streamer, podcaster e blogger che producono contenuti digitali destinati a piattaforme online come Youtube, Instagram e Tiktok. Questi professionisti, che fanno sempre più parte della quotidianità collettiva, mostrando nuovi prodotti sul mercato o semplicemente portando i loro followers con sé durante la giornata, monetizzano attraverso sponsorizzazioni, pubblicità, donazioni dai follower o vendita di prodotti. Ad esempio, un tiktoker può guadagnare promuovendo un prodotto in un video o ricevendo compensi diretti dalla piattaforma in base alle visualizzazioni
Nuove regole INPS per la categoria dei Content Creator
Con la Circolare n. 44/2025, l’INPS ha introdotto un importante aggiornamento normativo per il settore dei content creator e degli influencer, figure sempre più centrali nell’economia digitale italiana. Dal 1° gennaio 2025, è operativo il codice ATECO 73.11.03, specificamente dedicato alle attività di influencer marketing e creazione di contenuti digitali. Questo cambiamento rappresenta una svolta significativa, fornendo un riconoscimento formale a professioni che fino a poco tempo fa mancavano di una regolamentazione chiara.
Il nuovo codice ATECO è stato sviluppato in collaborazione con ISTAT, Eurostat, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e associazioni di categoria come l’Associazione Italiana Content & Digital Creators (AICDC). L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza fiscale e previdenziale, semplificando la gestione amministrativa per i professionisti del digitale. La regolamentazione non si limita a definire le attività economiche, ma affronta anche aspetti contributivi e fiscali, adattandosi alla rapida evoluzione della “creator economy”.
Inquadramento Previdenziale
L’inquadramento previdenziale varia in base all’attività:
Gestione Separata INPS: Per chi opera come libero professionista senza struttura organizzativa.
Gestione Commercianti: Per chi gestisce attività strutturate come vendita di merchandising o banner pubblicitari.
Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (FPLS): Per chi svolge attività artistiche o promozionali legate a produzioni audiovisive.
Ad esempio, un influencer che partecipa a uno spot pubblicitario dovrà iscriversi al FPLS. Un blogger che vende prodotti personalizzati rientra invece nella Gestione Commercianti.
Esempi Pratici
Obbligo Contributivo: Un podcaster che realizza contenuti sponsorizzati per un’azienda deve iscriversi alla Gestione Separata se opera come libero professionista.
Esclusione: Un creator che pubblica contenuti senza finalità commerciali non ha obblighi contributivi fino a 5.000 euro annui di reddito.
Regime Forfettario: Per chi inizia questa attività abitualmente ma con ricavi limitati (sotto gli 85.000 euro), il regime forfettario offre vantaggi fiscali grazie alla tassazione agevolata.
Impatto Economico
Secondo i dati del settore, nel 2024 l’economia legata ai content creator ha generato in Italia un giro d’affari di oltre 4 miliardi di euro. La spesa per l’influencer marketing è cresciuta del 33% dal 2020 al 2023, raggiungendo i 323 milioni di euro solo nel 2023. Questi numeri evidenziano l’importanza di regolamentare un comparto in forte espansione.
Le nuove regole INPS rappresentano un passo avanti nella formalizzazione della “creator economy”. Per i content creator è essenziale comprendere il proprio regime fiscale e previdenziale per rispettare gli obblighi contributivi ed evitare problematiche legali o amministrative. Affidarsi a un consulente esperto può fare la differenza per gestire al meglio questa transizione normativa.
https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/02/Immagini-per-blog-2.png12602240Adminhttps://fatturapro.click/logo_fatturapro.pngAdmin2025-02-26 13:58:322025-02-26 13:58:32Content Creator e Influencer: Le Nuove Regole INPS del 2025
L’Unione Europea (UE) è pronta a una rivoluzione del sistema dell’IVA, con l’obiettivo di modernizzare e digitalizzare le procedure fiscali, contrastare l’evasione, ridurre gli oneri amministrativi e promuovere un mercato unico più equo e trasparente. La fatturazione elettronica obbligatoria e la rendicontazione in tempo reale emergono come pilastri fondamentali di questa ambiziosa riforma, proiettando il sistema fiscale europeo nel cuore del XXI secolo.
Le piattaforme digitali al centro della riforma
Un elemento cardine di questa trasformazione riguarda le piattaforme digitali. Entro la fine del decennio, le imprese che operano attraverso piattaforme digitali saranno soggette a nuovi obblighi fiscali. In particolare, qualora i fornitori di servizi che utilizzano tali piattaforme non provvedano all’applicazione dell’IVA, sarà responsabilità diretta delle piattaforme stesse assicurare il versamento dell’imposta.
Questa misura si propone di eliminare le disparità concorrenziali presenti nel mercato, poiché ad oggi numerosi servizi digitali sfuggono all’imposizione fiscale rispetto alle attività economiche tradizionali. Settori come gli affitti di breve durata e il trasporto di passeggeri tramite app (ad esempio, Uber) saranno tra i principali destinatari di questa riforma.
È importante sottolineare che gli Stati membri avranno la facoltà di esentare le piccole e medie imprese (PMI) da questi nuovi obblighi, una possibilità che ha ricevuto il sostegno anche da parte del Parlamento Europeo.
Fatturazione elettronica obbligatoria e monitoraggio in tempo reale: un nuovo paradigma fiscale
A partire dal 2030, la fatturazione elettronica diventerà obbligatoria per tutte le imprese che operano a livello transfrontaliero. Addio ai registri cartacei e alle dichiarazioni tradizionali: i dati relativi alle transazioni saranno trasmessi direttamente alle autorità fiscali in tempo reale, eliminando la possibilità di manipolazioni o ritardi strategici.
Grazie a un sistema di monitoraggio digitale avanzato, le amministrazioni finanziarie potranno disporre di una visione chiara e immediata di ogni transazione, rendendo il sistema fiscale più equo e meno vulnerabile a pratiche elusive.
Per semplificare ulteriormente gli adempimenti, gli sportelli unici per l’IVA saranno potenziati, consentendo alle imprese di gestire tutte le operazioni online attraverso un’unica interfaccia disponibile nella propria lingua. Inoltre, la riforma estenderà questa semplificazione anche alle vendite nazionali di beni strategici come gas ed energia elettrica, superando le complessità che finora hanno gravato sulla gestione fiscale delle aziende.
Benefici economici attesi dalla riforma dell’IVA
La Commissione Europea ha posto l’accelerazione della riforma fiscale come priorità, rafforzando gli strumenti per contrastare sprechi ed elusioni. Grazie a un piano volto a colmare le lacune del sistema, Bruxelles prevede di recuperare fino a 11 miliardi di euro all’anno, intercettando risorse che attualmente si disperdono a causa dell’evasione fiscale.
Anche per le imprese i vantaggi sono significativi: si stimano risparmi annuali per 4,1 miliardi di euro in oneri normativi e una riduzione di 8,7 miliardi di euro nei costi amministrativi nell’arco di un decennio.
Verso una dichiarazione fiscale unica per le multinazionali
Oltre alla digitalizzazione dell’IVA, il Parlamento Europeo ha stabilito di regolamentare anche i gruppi multinazionali, introducendo una dichiarazione fiscale unica per le aziende che operano in diversi paesi2. Questa misura mira a superare la frammentazione degli obblighi fiscali tra le diverse giurisdizioni, imponendo ai grandi operatori del mercato una rendicontazione più trasparente e centralizzata.
In questo modo, le multinazionali non potranno più sfruttare le differenze tra le legislazioni nazionali per minimizzare il carico fiscale. Una dichiarazione unica semplifica le procedure, riduce i costi burocratici e previene le scappatoie che finora hanno consentito a molte aziende di alleggerire eccessivamente il proprio conto fiscale.
Superare gli ostacoli legali per una piena implementazione
Per agevolare una rapida adozione della fatturazione elettronica, la Commissione Europea ha proposto di riformare gli ostacoli legali (Articoli 218 e 232, Direttiva IVA dell’UE) che gli stati membri devono affrontare per imporre i requisiti. Come parte del pilastro dei Requisiti di segnalazione digitale delle riforme IVA nell’era digitale (ViDA), la CE imporrà l’uso della fatturazione elettronica per tutte le transazioni B2B intracomunitarie a partire da luglio 2030. Questo, e qualsiasi regime di rendicontazione digitale delle transazioni degli Stati membri, sarà conforme alla EN-16931, lo standard UE per la fatturazione elettronica, che richiede una e-fattura strutturata di nuova definizione per le forniture intracomunitarie.
Due restrizioni esistenti della Direttiva IVA sulla fatturazione elettronica da riformare a partire dall’inizio del 2025 sono:
La Direttiva IVA dell’UE (Articolo 218) attualmente impone agli stati membri di accettare la fatturazione cartacea o elettronica. Le fatture cartacee ed elettroniche hanno pari valore legale. Gli stati membri devono pertanto innanzitutto richiedere una valutazione e un’approvazione dalla CE prima di imporre la sola fatturazione elettronica all’interno del loro stato. Ciò è soggetto all’accordo unanime del Consiglio sulla base di una proposta della Commissione. La Direttiva IVA sarà modificata per ritirare questa preventiva autorizzazione a derogare alla Direttiva IVA dell’UE. A più lungo termine, verrà imposta la preminenza della fatturazione elettronica rispetto alle fatture cartacee.
Oggi i fornitori sono liberi di introdurre la fatturazione elettronica nell’UE, ma devono chiedere il permesso ai clienti se desiderano che tali fatture sostituiscano il ruolo delle fatture emesse su carta – Articolo 232, Direttiva IVA dell’UE. Anche questo obbligo sarà ritirato nella Direttiva.
Impatto sulle piccole imprese e scenari futuri
A partire dal 1° gennaio 2025, l’Unione Europea consentirà agli Stati membri di esentare dall’obbligo di applicazione dell’IVA le piccole imprese con ricavi lordi annui fino a 85.000 euro, stabilite in un punto qualsiasi dell’UE. Sebbene queste modifiche siano rivolte alle piccole imprese dell’UE, potrebbero interessare anche le imprese non residenti e dell’UE che forniscono servizi o acquistano da tali piccole imprese.
La riforma dell’IVA promossa dall’Unione Europea rappresenta una svolta epocale per il sistema fiscale europeo. Grazie alla digitalizzazione, alla fatturazione elettronica obbligatoria e alla cooperazione tra gli Stati membri, si punta a contrastare l’evasione, semplificare gli adempimenti e creare un mercato più equo e competitivo. Questa trasformazione avrà un impatto significativo su tutte le imprese, offrendo nuove opportunità ma richiedendo anche un adeguamento alle nuove regole e tecnologie.
https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/02/Immagini-per-blog-1.png12602240Adminhttps://fatturapro.click/logo_fatturapro.pngAdmin2025-02-19 16:30:212025-02-19 16:30:21Rivoluzione IVA e Fatturazione Elettronica: UE verso la Digitalizzazione Fiscale
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.