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Archivio per categoria: Conservazione

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ESRS 1: come cambiano le regole della sostenibilità.

5 Agosto 2025/in Conservazione

L’ESRS 1 è il cuore dei nuovi standard europei sulla sostenibilità: definisce i principi generali, la struttura dei report e il metodo di valutazione della doppia materialità che le imprese dovranno applicare per rispettare la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Dal 2023 è norma cogente, ma dal 2025 è in corso una profonda revisione che dimezza oneri e lunghezza degli standard senza sacrificare trasparenza e credibilità.

Perché l’ESRS 1 è centrale nella CSRD

Il pacchetto ESRS comprende 12 standard; i primi due, ESRS 1 (requisiti generali) ed ESRS 2 (informative di base), sono trasversali a tutti i temi ESG. ESRS 1 fissa dieci capitoli che vanno dall’obiettivo e dalle caratteristiche qualitative dell’informazione alla presentazione dei dati lungo l’intera catena del valore, includendo disposizioni transitorie per favorire una transizione graduale. In questo modo l’Unione Europea punta a rendere i bilanci di sostenibilità affidabili e comparabili quanto quelli finanziari.

La doppia materialità vista dall’ESRS 1

Il principio di doppia materialità obbliga le aziende a rendere conto sia dell’impatto delle proprie attività su ambiente e società (inside-out) sia degli effetti finanziari che i fattori ESG possono avere sull’impresa (outside-in). L’ESRS 1 integra questo concetto sin dal capitolo 3 e fornisce linee guida per identificare, valutare e divulgare gli IRO (Impacts, Risks, Opportunities) lungo tutta la catena del valore. Il risultato è un’informativa più completa per investitori, banche e stakeholder.

Chi deve applicare l’ESRS 1 e con quali scadenze

La CSRD estende l’obbligo di rendicontazione da 11.000 a circa 50.000 imprese europee.

  • Dal 2025: enti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti (già soggetti alla NFRD) devono pubblicare il primo report secondo gli ESRS sul bilancio 2024.
  • Dal 2026: grandi imprese non quotate che superano due delle soglie 250 dipendenti, €40 milioni di fatturato o €20 milioni di attivo.
  • Dal 2027–28: PMI quotate e grandi imprese non quotate con oltre 1.000 dipendenti, dopo il rinvio di due anni approvato nel “pacchetto Omnibus”.
    Anche le multinazionali extra-UE con oltre €150 milioni di fatturato in Europa dovranno adeguarsi entro il 2029.

La svolta 2025: semplificazione senza rinunce

Su mandato della Commissione, l’EFRAG ha pubblicato il 31 luglio 2025 un set di Exposure Drafts che taglia del 57% i datapoint obbligatori e del 68% le disclosure totali.
Le leve principali della semplificazione sono:

  • eliminazione di datapoint ridondanti;
  • distinzione netta tra requisiti shall (obbligatori) e may (volontari);
  • esenzioni se costi o sforzi risultano eccessivi;
  • appendici illustrative per agevolare l’applicazione.

Il periodo di consultazione pubblica dura dal 31 luglio al 29 settembre 2025; la versione finale sarà inviata alla Commissione entro il 30 novembre.

Come prepararsi all’ESRS 1 in cinque mosse

  1. Mappare la catena del valore per estendere la raccolta dati a fornitori e clienti, requisito esplicito di ESRS 1.
  2. Integrare la doppia materialità nei processi di risk management, usando workshop con stakeholder interni ed esterni.
  3. Digitalizzare il reporting: dal 2024 i dati dovranno essere taggati in formato ESEF per la lettura automatica.
  4. Snellire le policy: con la nuova versione gran parte delle disclosure narrative diventa opzionale; puntare su indicatori quantitativi chiave.
  5. Pianificare assurance graduale: l’audit limitato è già obbligatorio dal primo anno di reporting, ma passerà a garanzia ragionevole nei cicli successivi.

ESRS 1 e PMI: che cosa cambia

Per le PMI non quotate l’EFRAG ha elaborato uno standard volontario VSME proporzionato alle loro dimensioni. L’obiettivo è evitare che gli obblighi dei grandi clienti ricadano in maniera eccessiva sui piccoli fornitori, mantenendo però la coerenza con l’architettura ESRS. La Commissione ne raccomanda l’adozione dal 2025, facilitando l’accesso a finanziamenti sostenibili e a nuove catene di fornitura responsabili.

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/08/ESRS-1-blog.png 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-08-05 15:06:302025-08-05 15:06:30ESRS 1: come cambiano le regole della sostenibilità.

Documento Commerciale Online, cos’è e come si gestisce al meglio attraverso un processo semplice e totalmente a norma

30 Luglio 2025/in Conservazione

Con l’entrata in vigore delle nuove regole sui corrispettivi elettronici, scontrino fiscale e ricevuta fiscale hanno cessato di esistere come documenti autonomi, lasciando spazio a un unico strumento: il documento commerciale. Questo documento certifica ogni operazione di vendita o prestazione di servizi effettuata nei confronti di un privato consumatore, ovvero di chiunque non richieda l’emissione di una fattura elettronica.

Si tratta di un documento fiscale generato e trasmesso digitalmente all’Agenzia delle Entrate tramite appositi software certificati o direttamente attraverso il portale istituzionale “Fatture e Corrispettivi”, accessibile gratuitamente a tutti i titolari di partita IVA.

Cos’è un documento commerciale online?

È importante chiarire che il documento commerciale online non è uno scontrino emesso da un registratore telematico, né un suo equivalente digitale: sono due strade distinte, entrambe messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per assolvere all’obbligo di certificazione dei corrispettivi. Chi ha un punto vendita fisico solitamente utilizza il registratore telematico (RT), un dispositivo hardware certificato che memorizza le transazioni e le trasmette automaticamente al Fisco a fine giornata.

L’esercente può assolvere allo stesso obbligo tramite il documento commerciale online, senza acquistare alcun hardware e compilando questo documento direttamente sul portale dell’Agenzia delle Entrate o attraverso software debitamente predisposti alla sua emissione.

Il documento commerciale online risulta estremamente utile quando l’acquisto avviene su un canale digitale: siti e-commerce, marketplace, ordini tramite app, pagamenti elettronici. 

Ed ecco perché viene così tanto utilizzato all’interno dei sistemi FatturaPRO.click.

Se parliamo di acquisti online, la generazione e l’invio del documento non possono più passare dal registratore fisico del punto vendita, o meglio possono ma questo porta inevitabilmente a un’enorme perdita di tempo e rischio di errori in fase di emissione.

Serve un sistema integrato che lo produca in formato digitale, lo associ alla vendita, e lo invii sia al cliente che all’Agenzia delle Entrate.

Quando è obbligatorio emettere un documento commerciale online?

 

Se vendi beni o servizi a un consumatore finale (quindi senza emissione di fattura), sei tenuto a rilasciare un documento commerciale. Quando avviene online, le opzioni sono due:

1   Utilizzi un gestionale compatibile – come FatturaPRO.click – che genera automaticamente il documento commerciale e lo trasmette.

2   Registri manualmente la vendita attraverso la procedura online messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. 

 

Il documento commerciale online diventa obbligatorio in tutti quei casi in cui:

  • Vendi da sito e-commerce a privati (anche se pagano in contanti alla consegna)
  • Vendi sul posto e non hai un RT
  • Acquisisci ordini tramite app o marketplace
  • Acquisisci prenotazioni e pagamenti anticipati per servizi
  • Acquisisci abbonamenti digitali con pagamento periodico

Naturalmente, se emetti regolarmente fattura per ogni vendita, invece, devi gestire la Fattura Elettronica.

Qual è la differenza tra fattura e documento commerciale?

Molti pensano che il documento commerciale sia una “fattura semplificata”. Ma, in realtà, non è così.

Qui sotto trovi una comparativa tra i due documenti, che ti aiuterà a fare maggiore chiarezza:

Documento Commerciale Fattura Elettronica
Emesso verso consumatori finali Emessa verso aziende/professionisti o su richiesta
Non comporta IVA detraibile Permette la detrazione dell’IVA
Non ha bisogno di partita IVA cliente Richiede partita IVA e dati fiscali completi
Più semplice da gestire Più complesso ma fiscalmente rilevante

 

In ambito e-commerce, il documento commerciale è il documento “standard”. La fattura si emette solo su esplicita richiesta del cliente, o in caso di vendite “B2B” (cioè, tipicamente, ad un’altra azienda o partita IVA).

Come si genera un documento commerciale online?

Per emettere un documento commerciale online in regola, servono due requisiti:

1   Sistema abilitato: non basta stampare un PDF o inviare un’e-mail. Devi usare un gestionale o un plugin che genera un documento conforme e trasmetta i dati all’Agenzia delle Entrate.

2   Integrazione con i canali di vendita: il documento deve essere creato automaticamente all’atto del pagamento, anche se il cliente compra da Shopify, WooCommerce, o da una landing page.

FatturaPRO.click è uno strumento progettato per fare tutto questo, integrandosi con il tuo e-commerce o gestionale e automatizzando l’intero flusso.

Cosa deve contenere un documento commerciale valido?

Per essere a norma, il documento commerciale online deve contenere:

• Data e ora dell’operazione

• Numero progressivo

• Descrizione dei beni/servizi venduti

• Totale pagato e modalità di pagamento

 

Un PDF generico o una mail con “ricevuta di pagamento” non è un documento commerciale valido, e può quindi causare problemi in caso di controlli o contestazioni.

Perché è importante digitalizzare i documenti commerciali (e perché è importante farlo nel modo giusto)?

La gestione dei documenti fiscali è ormai entrata in una nuova dimensione digitale. Nei prossimi anni le imprese che non si adegueranno rischiano:

• Sanzioni fiscali (anche per mancanza di tracciabilità). Ricordiamo che i documenti commerciali online emessi hanno una loro sezione sul sito di AdE e non vanno ricercati sotto la voce RT in quanto, come abbiamo spiegato abbondantemente prima, non sono la stessa cosa. 

• Difficoltà nei rimborsi o nei resi

• Complessità nella gestione contabile

• Perdita di fiducia da parte dei clienti

Digitalizzare il processo in modo efficace significa:

• automatizzare l’emissione in tempo reale

• inviare subito il documento via mail o altri strumenti di condivisione.

• archiviare tutto in modo ordinato e facilmente rintracciabile negli anni

• evitare errori manuali o dimenticanze

 

Soluzioni pratiche per la tua attività

Se gestisci un piccolo e-commerce, un punto vendita o vendi online tramite canali multipli (esempio Shopify + Amazon + PayPal + POS), hai due strade:

  • Gestire ogni ordine “a mano”: Registrare manualmente ogni transazione su registratore telematico o emettendo manualmente un documento commerciale online sul sito dell’Agenzia delle Entrate. È fattibile, ma a condizione di gestire un numero di vendite inferiore alle  10 giornaliere.

 

  • Soluzione automatizzata: Sfruttare un sistema come FatturaPRO.click che:
    •  si integra con WooCommerce, Prestashop, Shopify e con qualunque altra piattaforma per il commercio online e per la gestione fiscale
    •  genera e invia automaticamente i documenti commerciali
    •  si collega al tuo commercialista
    • ti protegge da errori, omissioni e sanzioni

 

Documento commerciale online e collegamento al POS

 

Come ben sappiamo la nuova direttiva dell’Agenzia delle Entrate prevede un collegamento a livello logico sul cassetto fiscale dell’esercente non solo per quanto riguarda POS e RT ma anche POS e documento commerciale online.

Se non sai ancora come fare ti invitiamo a leggere il nostro articolo dedicato.

 

Documento commerciale in un click?

 

Con FatturaPRO.click non è mai stato cosi semplice! Puoi emettere un documento commerciale online dalla nostra piattaforma o da app dedicata. Vuoi sapere come? Scoprilo QUI.

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/07/documento-commerciale-online-blog.png 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-07-30 10:34:562026-03-17 09:22:36Documento Commerciale Online, cos’è e come si gestisce al meglio attraverso un processo semplice e totalmente a norma

TCF: dalla grande impresa alle PMI, una rivoluzione fiscale

29 Luglio 2025/in Conservazione

Il decreto del 9 luglio 2025 del Viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha reso operativo il Tax Control Framework (TCF) opzionale per le piccole e medie imprese. Questa novità rappresenta un’importante evoluzione nel rapporto tra fisco e contribuenti, estendendo alle PMI strumenti di controllo del rischio fiscale finora riservati alle grandi aziende.

Un sistema di controllo accessibile alle PMI

L’introduzione dell’articolo 7-bis del D.Lgs. 128/2015 permette alle imprese che non possiedono i requisiti dimensionali per l’adempimento collaborativo ordinario di adottare volontariamente un sistema strutturato di rilevazione, misurazione e gestione del rischio fiscale. Il TCF opzionale si rivolge a una platea ampia di imprese, in particolare quelle con volume d’affari o ricavi inferiori ai 750 milioni di euro, soglia che scenderà a 500 milioni dal 2026 e a 100 milioni dal 2028.

L’accesso al regime richiede la predisposizione di una documentazione strutturata che comprende:

  • Un documento descrittivo dell’attività d’impresa
  • Una strategia fiscale approvata dagli organi sociali
  • Una mappa dei processi aziendali e dei rischi fiscali
  • Un sistema di controlli interni integrato con i presìdi contabili
  • Una certificazione di conformità rilasciata da un soggetto terzo indipendente

Benefici concreti ma limitati del TCF

Le PMI che aderiscono al TCF opzionale possono beneficiare di importanti agevolazioni sanzionatorie. I vantaggi principali includono:

  • Disapplicazione delle sanzioni amministrative per violazioni relative a rischi previamente comunicati tramite interpello
  • Esclusione della rilevanza penale per elementi attivi inesistenti comunicati preventivamente all’Agenzia delle Entrate

Tuttavia, il regime opzionale non comprende alcune agevolazioni previste per l’adempimento collaborativo ordinario, come la riduzione dei termini di accertamento, l’esenzione dalle garanzie per i rimborsi IVA e l’accesso all’interpello abbreviato.

Le sfide per le PMI

L’implementazione del TCF rappresenta una sfida organizzativa significativa per le PMI. Il sistema richiede l’adozione del modello delle “tre linee di difesa”: controlli operativi di prima linea, funzione di tax risk management di seconda linea e audit indipendente di terza linea. Per le PMI prive di funzione di audit interna, è ammessa l’esternalizzazione dell’attività.

Le difficoltà principali derivano non solo dai costi per consulenti, certificatori e formazione, ma anche dall’insufficienza di strutture interne adeguate. Il rischio è lo sviluppo di una compliance meramente formale, senza un reale presidio del rischio fiscale.

Il ruolo strategico del commercialista

In questo contesto, il commercialista assume un ruolo centrale nella progettazione e attuazione di un TCF efficace. Il professionista non si limita più a una logica dichiarativa, ma deve guidare le PMI verso una governance fiscale strutturata, orientata alla prevenzione e alla trasparenza.

Il commercialista moderno diventa:

  • Architetto della governance fiscale
  • Facilitatore del cambiamento organizzativo
  • Interlocutore tecnico tra impresa e Amministrazione finanziaria

TCF: Un investimento per il futuro

Nonostante le complessità, il TCF può contribuire alla valorizzazione dell’impresa attraverso la riduzione delle passività potenziali, il miglioramento dell’affidabilità dell’informativa contabile e un’immagine più solida in sede di due diligence. Una governance fiscale robusta è sempre più considerata un indicatore di responsabilità sociale e di approccio sostenibile al business.

Il TCF opzionale rappresenta un’opportunità per le PMI che intendono investire in trasparenza e governance fiscale. Sebbene non sia un percorso semplice, può diventare un pilastro della compliance fiscale del futuro, indispensabile per la competitività e la sostenibilità di lungo periodo delle imprese italiane.

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/07/tfc-blog.png 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-07-29 11:27:562025-07-29 11:33:46TCF: dalla grande impresa alle PMI, una rivoluzione fiscale

Automazione fiscale: quanti soldi ti costa la fatturazione elettronica?

23 Luglio 2025/in Conservazione

Il report della Commissione Europea che OGNI imprenditore dovrebbe leggere sotto all’ombrellone, prima di considerare l’automazione fiscale un di più

 

Vat in the Digital Age, questo è il titolo di un report che io stesso ho letto sotto all’ombrellone ormai 3 anni fa, prima di costruire un’Automazione Fiscale per la mia azienda.

E, te lo dico senza mezzi termini, nel leggerlo mi sono venuti i brividi. Motivo per cui sono partito con la creazione dei sistemi che oggi sono la colonna portante di FatturaPro, creati prima a beneficio di noi stessi, poi per tutti gli imprenditori che si trovano nella mia stessa situazione di allora.

L’ Automazione Fiscale è di gran lunga la funzionalità più utilizzata dai nostri clienti: ecco il motivo, e perché è interessante per te

L’elemento centrale, attorno al quale ruota tutto il report della commissione europea di cui facevo cenno poche righe fa, ruota attorno a un dato che vale 32.000 euro.

Attenzione: adesso ti fornirò tutti i particolari di questo dato economico, ma so già cosa potresti pensare: “ecco, i soliti dati-fuffa dei vari osservatori che cercano di spaventare il lettore con costi occulti da capogiro, e soluzioni miracolose per evitarli”.

Ma non è così. Se sai di chi stiamo parlando, ovvero la commissione europea, sei perfettamente consapevole che non siamo in presenza di un osservatorio interessato a generare domande e aggregare fornitori abilitati a venderti la risposta.

Anzi! Stiamo parlando di un ambiente tra i più lenti e meno reattivi al mondo nel saper cogliere trend e criticità nei sistemi.

Quindi dovresti proprio pensare all’opposto! Della serie “se ci sono arrivati loro, significa che siamo nei guai”.

32.000 euro è la spesa media annua che un’impresa europea sostiene per gestire i processi di fatturazione

 

 

Sono soldi che vengono depennati direttamente dal tuo conto economico e dal tuo bilancio annuale.

Sì, lo so, si tratta di analisi e costi dedotti da prestazioni in opera. Cioè da attività interne all’azienda, che generano un costo occulto e implicito.

E anche questo dato potrebbe indurti a sottovalutare la questione. Non sono soldi che escono dal tuo conto corrente aziendale, né tantomeno da quello personale, quindi potresti pensare che semplicemente il problema non esiste.

O che sia poco importante.

Ma sarebbe un errore imperdonabile, nell’epoca della competizione globale e delle marginalità sempre più difficili da proteggere, tra dazi, instabilità geopolitica e – appunto – normative telematiche capaci di rendere la tua vita imprenditoriale impossibile.

Cosa c’è dentro questo report, e che impatto può avere l’Automazione Fiscale sul problema?

Concretamente, la Commissione mostra quali sono le ricadute economiche medie stimabili per un’attività europea ai tempi della compliance fiscale e dei processi telematici, ben lontani dal poter essere definiti come processi “digitali”.

Infatti, se con la parola “digitale” siamo propensi a definire tutti quei processi che non solo prendono vita in una dimensione opposta alla carta, al lavoro manuale e alla ripetizione costante di attività soggette a sviste ed errori, con la parola “telematico” – invece – ci riferiamo a una dimensione ibrida.

Dove la sostanza è portare su uno schermo tutto ciò che precedentemente veniva fatto su un foglio, o andando a fare la coda presso uno sportello pubblico.

In questo caso, economisti e professori universitari che occupano posizioni di prestigio, si sono trovati insieme per stilare un documento allarmante sui rischi che corrono gli imprenditori del nostro continente, nel caso finissero per sottovalutare i costi occulti di fatturazione, nell’epoca delle fatture elettroniche e di tanti adempimenti fiscali, procedurali e – per l’appunto – telematici.

In che modo i processi telematici impattano su fatturazione e automazione fiscale?

Il report analizza proprio l’impatto reale delle normative sulla fatturazione elettronica e sugli obblighi di trasmissione dei dati IVA, con particolare attenzione a:

  • Obblighi di fatturazione elettronica (e-invoicing)
  • Trasmissione telematica dei corrispettivi e dei dati IVA
  • Costi e benefici per imprese, soprattutto PMI e microimprese
  • Effetti sulla gestione interna e sull’automazione dei processi fiscali.

Il report quantifica, con dettagli e particolari, gli impatti amministrativi e i costi occulti che colpiscono le piccole imprese a causa della fatturazione elettronica obbligatoria, inclusa quella imposta dai sistemi nazionali (come in Italia).

Pone, inoltre, in evidenza come l’introduzione di sistemi automatizzati può ridurre l’impatto economico negativo per le imprese, che altrimenti devono sobbarcarsi procedure manuali, verifiche e controlli di fatture, corrispettivi e adempimenti fiscali.

E, infine, spiega perché, senza automazione, le imprese — soprattutto le più piccole — finiscono per pagare un prezzo in tempo e denaro, che la burocrazia tende a mascherare dietro l’obbligo normativo.

Automazione fiscale: l’antidoto contro i costi di compliance e di fatturazione

Come ti dicevo, anche questa settimana il tema dell’Automazione Fiscale domina in lungo e in largo i trend di utilizzo delle funzionalità presenti su FatturaPro.

E hai potuto leggere alcune chiavi di lettura che ci inducono a capire perché, da settimane, questo genere di funzionalità continua a vincere le graduatorie di utilizzo degli utenti FatturaPro.

I costi occulti che si celano dietro alla scelta di non investire sull’automazione fiscale stano diventando troppo difficili da digerire.

E, come ti ho già spiegato, non lo diciamo noi.

Lo dicono i consulenti che lavorano per la Commissione Europea: senza automazione, le PMI ci rimettono fino a decine di migliaia di euro l’anno in costi amministrativi, e te lo spiegano in un report che ha già ben 3 anni.

Al ritmo con cui vanno veloci le cose oggi, puoi solo vagamente immaginare cosa significhi questo lasso di tempo. Quante cose sono cambiate?

Di certo le normative non sono più semplici. Anzi! Con l’attesa della nova fattura elettronica europea, cominciare a orientare le tue scelte verso una maggiore conoscenza è solo buon senso!

La fine dell’estate si avvicina a piccoli passi, questo è il momento ideale per dei buoni propositi strategici

Come hai visto, c’è tanto fermento nel tessuto imprenditoriale italiano. E, in modo particolare, nel mondo del commercio elettronico.

Siamo a fine luglio, agosto è alle porte e – come sai – scorre via in un attimo. La maggiore calma, la distrazione della gente, impegnata a ricaricarsi nei luoghi di villeggiatura, e la mente che si proietta al futuro, alle nuove sfide e a nuove speranze.

Questo è il momento per pianificare novità, cambiamenti, da realizzare a fine estate, quando si torna ai posti di combattimento e ci si prepara al momento più tosto per chi fa impresa e per chi è nel commercio.

Ovvero, il periodo di fine anno. Quando si decidono gran parte dei giochi. Si va verso Natale e le chiusure fiscali, ed ecco che i tuoi clienti hanno fretta di definire ordinativi e consegne.

Film già visto mille e mille volte.

Se, dopo aver letto questo articolo, avessi voglia di esplorare cosa l’automazione fiscale può fare per te, non resta che contattare il nostro support e raccontarci la tua storia.

Compila subito il form qui sotto e approfitta degli ultimi giorni “a regime” del nostro team, prima che anche loro inizino il turnover delle meritatissime ferie, e prima che arrivi settembre.

 

Contattaci

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/07/blog-automazione-fiscale.png 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-07-23 11:27:182025-07-23 11:27:18Automazione fiscale: quanti soldi ti costa la fatturazione elettronica?

Anticipazioni in fattura e come gestirle

23 Luglio 2025/in Conservazione

Se c’è qualcosa che abbiamo imparato negli anni è che non importa che tu sia un avvocato, un agente di vendita o un possessore di p.iva in genere, ci sarà sempre una cosa che, nel momento di redigere una fattura, riuscirà a metterti in crisi: inserire le anticipazioni.

Ma cosa sono le anticipazioni? 

Le anticipazioni in fattura sono somme che un professionista o un’impresa anticipa per conto di un cliente, ad esempio per pagamenti di tasse, bolli, o spese espressamente riferite a quel cliente. Questi importi vengono poi fatturati separatamente e non concorrono alla base imponibile IVA, cioè sono esclusi dall’applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/72,

Già dalla definizione del termine anticipazioni abbiamo molti punti utili su cui riflettere, come somme anticipate, bolli ( che fa entrare spesso in confusione alcuni professionisti) e art.15. 

Un’anticipazione è una somma di denaro che anticipiamo per il nostro cliente e che dobbiamo inserire in fattura in modo da essere rimborsati. A differenza di una normale riga della fattura però, che concorre all’imponibile e alla nostra cassa previdenziale, le anticipazioni sono un semplice rimborso che dobbiamo avere dal nostro cliente che non deve figurare nel calcolo dell’imponibile o della cassa della nostra fattura.

Come funziona la gestione delle anticipazioni con FatturaPRO.click??? 

 

Con FatturaPRO.click la gestione delle anticipazioni è davvero semplicissima e come sempre a portata di click! Tutto quello che bisognerà fare, in fase di redazione della fattura, sarà aggiungere una riga e scegliere come tipo riga “anticipazioni”. Da li la piattaforma inserirà tutte le specifiche del caso come “Anticipazioni esc. art. 15/3 D.P.R. Nr. 633/72” nella descrizione della riga, “Escluse ex, art. 15” alla voce esenzioni e “0%” nell’aliquota iva da applicare. 

 

In questo modo la fattura rispetterà tutte le regole imposte dall’Agenzia delle Entrate e dallo SDI e le somme anticipate per i clienti non concorrono né nell’imponibile da pagare né nel computo della cassa.

 

A proposito di anticipazioni: che si fa con il bollo dei forfettari?

Quella del bollo dei forfettari e delle anticipazioni è una domanda che ci capita spessissimo di ricevere dai nostri clienti e notiamo che pochi sanno che, ad oggi, il bollo assolto da 2 euro NON FA PARTE  delle anticipazioni.

 

Ebbene si, l’AdE ha da molto tempo messo in chiaro il fatto che il bollo da due euro in fattura non può essere una tassa a carico del committente ma è un’imposta esclusiva a carico del prestatore. Bisognerà, quindi, inserire l’importo 2.00 alla voce “bollo assolto” nelle impostazioni in modo che, superando la cifra stabilità dall’AdE in fattura verrà aggiunta la dicitura bollo assolto. 

Quello che bisognerà fare è pagare i bolli tramite F24 trimestralmente. Anche per quello non aver paura, è nostra consuetudine inviare un reminder in prossimità delle scadenze indicandoti la cifra da pagare per le fatture emesse, un avviso in più oltre a quello che sicuramente ti da il tuo commercialista. 

Speriamo che, come sempre, questa nostra rubrica ti sia stata d’aiuto. Qualora avessi ulteriori domande non esitare a contattarci, siamo sempre pronti ad aiutarti nelle sfide quotidiane della vita imprenditoriale!

 

Il team di supporto

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/06/21892036-6975-474E-A918-B5F3AA304D81.png 1024 1024 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-07-23 09:08:192025-07-23 09:11:02Anticipazioni in fattura e come gestirle

Controllo di gestione 4.0: strategie e normative per la PMI digitale

21 Luglio 2025/in Conservazione

Il controllo di gestione è ormai il cuore pulsante del decision-making aziendale, capace di trasformare numeri e report in valore competitivo. In questa guida approfondita mostreremo come il controllo di gestione stia evolvendo verso un modello “Next Gen” basato su tecnologie avanzate, cultura data-driven e nuovi obblighi normativi. 

Contesto e rilevanza del controllo di gestione

Nel panorama competitivo attuale, caratterizzato da volatilità dei mercati e digitalizzazione dei processi, il controllo di gestione funge da sistema nervoso centrale dell’impresa. Grazie a un monitoraggio costante di costi, ricavi e flussi finanziari, esso consente di:

  • allineare le decisioni operative agli obiettivi strategici;
  • individuare tempestivamente scostamenti e rischi;
  • supportare la compliance al Codice della Crisi d’Impresa (CCII).

Controllo di gestione: definizione, scopi e benefici

Il controllo di gestione è l’insieme di strumenti tecnico-contabili che supporta la direzione aziendale nella ricerca di efficienza ed efficacia, misurando risultati economico-finanziari e trasformando i dati in scelte consapevoli. I benefici chiave includono:

  • maggiore qualità del processo decisionale;
  • responsabilizzazione dei centri di responsabilità;
  • prevenzione di squilibri economico-finanziari;
  • creazione di valore attraverso l’analisi predittiva.

Controllo di gestione Next Gen: perché serve un salto di paradigma

Il “Controllo di Gestione Next Gen” trasforma la funzione da analisi retrospettiva a leva proattiva di crescita, grazie a dashboard in tempo reale, AI e Self-BI. Le imprese chiedono professionisti capaci di:

  • interpretare big data con logiche predittive;
  • fungere da ponte tra numeri e strategia aziendale;
  • lavorare in team multifunzionali, abbandonando un approccio puramente contabile.

Competenze del controller di nuova generazione

Il controller “next gen” deve integrare hard e soft skill:

  • data analytics, Business Intelligence e visualizzazione dati;
  • conoscenza dei processi operativi e della supply chain;
  • sensibilità ESG e gestione dei rischi fiscali tramite Tax Control Framework;
  • capacità di storytelling finanziario per facilitare il change management.

Strumenti e tecnologie a supporto

Contabilità analitica e cost accounting

Metodologie come full costing, direct costing e activity-based costing permettono di attribuire costi diretti e indiretti con precisione, valutando la redditività di prodotti e clienti.

Business Intelligence (BI) e Self-BI

Soluzioni come Power BI e moduli integrati nei software di fatturazione elettronica consentono di creare cruscotti interattivi che combinano dati contabili, logistici e di fatturazione in tempo reale.

Automazione e Intelligenza Artificiale

Robot Process Automation (RPA) libera il controller da attività ripetitive di riconciliazione, mentre algoritmi di machine learning migliorano l’accuratezza delle previsioni.

Moduli di controllo di gestione nativi nei gestionali di fatturazione elettronica

L’integrazione diretta con i flussi XML delle e-invoice velocizza la raccolta dati e riduce errori di imputazione.

Controllo di gestione e fatturazione elettronica

L’adozione massiva della fatturazione elettronica genera grandi volumi di dati strutturati che, se inseriti in tempo reale nei sistemi di controllo di gestione, migliorano:

  • la tempestività del monitoraggio dei flussi di cassa;
  • l’analisi dei tempi medi d’incasso (DSO) e di pagamento (DPO);
  • il calcolo di marginalità per cliente e per prodotto su base quotidiana.

Obblighi normativi e continuità aziendale

Il DL 14/2019 (CCII) impone a tutte le imprese di dotarsi di assetti organizzativi e contabili adeguati per rilevare squilibri economici e finanziari. Un sistema avanzato di controllo di gestione soddisfa tali requisiti garantendo:

  • identificazione tempestiva degli indici di allerta;
  • predisposizione di scenari prospettici su sostenibilità dei debiti;
  • tracciabilità delle azioni correttive grazie a workflow digitali.

Implementazione del sistema nelle PMI

  1. Assessment iniziale: mappatura processi, sistemi informativi e fabbisogni decisionali.
  2. Selezione degli strumenti: scelta di moduli integrati nel gestionale di fatturazione elettronica.
  3. Design di KPI e report: definizione di metriche rilevanti per area funzionale, con dashboard intuitive.
  4. Formazione del personale: sviluppo competenze di data literacy e change management.
  5. Go-live e tuning: avvio in modalità pilota, verifica scostamenti, fine-tuning dei modelli.

Trend emergenti: sustainability controlling e integrazione ESG

Il controllo di gestione si estende agli indicatori ambientali, sociali e di governance per valutare la creazione di valore a lungo termine. Dashboard unificate combinano KPI finanziari, carbon footprint e gender diversity, allineando l’impresa alle direttive CSRD.

 

Il controllo di gestione Next Gen non è più un mero strumento di verifica, ma un sistema dinamico che guida innovazione, resilienza e crescita. L’integrazione con la fatturazione elettronica, la diffusione della BI self-service e l’obbligo di adeguati assetti organizzativi rendono prioritario investire in competenze, tecnologie e cultura data-driven. Le imprese che sapranno sfruttare appieno questi strumenti trasformeranno i numeri in decisioni rapide, mitigando i rischi e cogliendo nuove opportunità di mercato.

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/07/blog-controllo.png 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-07-21 16:30:102025-07-21 16:30:10Controllo di gestione 4.0: strategie e normative per la PMI digitale

Marketing Automation e Automazione Fiscale: presente e futuro

16 Luglio 2025/in Conservazione

Web Agency, e-commerce e automazione fiscale: dalla Marketing Automation alla “Fiscal Automation” il passo è davvero corto

 

Uno dei fattori che porta ad una costante presenza delle funzioni legate alla generazione automatica dei corrispettivi, è la crescita pazzesca delle web agency non solo nel nostro portafoglio clienti, ma più in generale a livello italiano.

Dopo il covid-19 questa crescita è diventata inarrestabile. Negli scorsi numeri abbiamo visto quante imprese, negli ultimi 4-5 anni, abbiano investito nella creazione di canali online per vendere.

Tipicamente si tratta di e-commerce che vendono prodotti, ma anche servizi.

I dati ISTAT, dal 2020, mostrano come la quota di operatori che vendono online (sia B2C che cross‑border) sia costantemente salita, passando dal 65 % al 75 % circa, con più del 50 % delle imprese attive sull’e‑commerce internazionale.

Numeri davvero incredibili, che determinano la crescita delle web agency in Italia, a supporto di questo sviluppo pazzesco dell’e-commerce in Italia.

In meno di 5 anni, le agenzie digitali sono più che raddoppiate di numero

Meno di cinque anni fa, erano operative circa 18.000 imprese legate alla consulenza e allo sviluppo di servizi per il settore e-commerce.

Piccole, medie e grandi attività che nascono proprio con l’intento di aiutare le imprese a sviluppare sistemi e-commerce.

Oggi il numero è più che raddoppiato, passando a 39.000 attività aperte in questo campo!

Per lo più sono un insieme di consulenti e sviluppatori che portano sul mercato le loro competenze nella creazione di siti, e nella gestione di sistemi per la Marketing Automation.

Ovvero ecosistemi e tecnologie che accompagnano un utente verso l’acquisto di un prodotto, attraverso un’analisi dei suoi comportamenti online e percorsi (chiamati in gergo Funnel).

Servono a instradare il potenziale cliente da un punto A ad un punto B.

Dove il Punto A, tipicamente, è una situazione in cui l’utente sta cercando la soluzione ad un problema.

Il Punto B è il traguardo verso cui il “sistema E-commerce” lo porta a completare l’acquisto di un prodotto o di un servizio come soluzione.

Questa è la nuova frontiera del commercio: individuare utenti bisognosi di un prodotto, e spingerli verso l’acquisto, eliminando – per quanto possibile – azioni invasive, come telefonate “a freddo”, visite porta a porta.

E tutto ciò che riguarda la “vecchia scuola del vendere”.

La competizione di oggi si gioca sugli schermi dei clienti e dei consumatori: o riesci a ritagliarti il “tuo pixel”, oppure rischi di restare fuori

Questi aumenti impressionanti di attività che vendono online, e di imprese che offrono consulenza per vendere online, ha generato una competizione davvero serrata.

C’è ancora sicuramente tempo per riuscire a conquistare un angolino, quell’ultimo pixel disponibile sul PC e sullo smartphone dei tuoi clienti.

Ma è come il gioco che si usava fare quando ero un bambino, quello della musica che si ferma obbligando tutti i partecipanti a trovare una sedia, sapendo che i posti a sedere sono sempre meno delle persone che stanno giocando.

Quindi, a ogni manche, qualcuno resta in piedi e viene eliminato.

È una versione un po’ cinica se vuoi.

Ma il mondo è cinico!

Questi ultimi cinque anni pazzeschi, che abbiamo vissuto, hanno messo proprio in evidenza la fobia (ma al tempo stesso l’importanza) dell’arrivare prima.

Prima i siti erano delle “vetrine” per far conoscere le aziende, oggi sono vetrine per vendere prodotti

 

Perché è così fondamentale avere un e-commerce oggi?

Ci sono tantissime ragioni, sia per un’azienda B2B che per una realtà B2C.

Chi pensa ancora all’e-commerce come a una piattaforma per vedere abbigliamento, o prodotti fisici, ragiona ancora come fossimo nei primi anni duemila. È indietro di vent’anni.

Ma in questi vent’anni è cambiato il mondo, persino i negozi fisici si sono ormai aperti al digitale.

Non solo affiliandosi a diversi servizi di delivery, ma hanno digitalizzato le casse, hanno digitalizzato i pagamenti con POS sempre più simili a smart device, e sempre più distanti dal vecchio concetto di terminale.

Per un’azienda, oggi, parlare di e-commerce significa aprirsi al futuro, fatto da agenti AI, di linee telefoniche basate su centralini virtuali che possono fare cose incredibili, leggere dati, creare automazioni.

Ecco perché le web agency proliferano di numero. Perché molti imprenditori del settore digitale, hanno capito che lo sviluppo di competenze e-commerce avranno tutto un altro valore, e un’altra rivendibilità nel prossimo futuro.

Il concetto di e-commerce sta cambiando.

Da piattaforma per vendere prodotti fisici, a piattaforma su cui generare una Customer Experience digitale, con automazioni di marketing capaci di agire sempre più in profondità per ampliare le capacità delle risorse umane addette alla vendita e alla gestione del cliente.

Dalla Marketing Automation alla Fiscal Automation: come si legano oggi e cosa può succedere in futuro

Ora, il tema da capire resta sempre quello dell’ultimo miglio.

La Marketing Automation è uno strumento sempre più essenziale per evitare di andare a cercare clienti con telefonate a freddo e porta a porta, che stanno via via diventando illegali, oltre che anacronistiche.

Delle buone automazioni permettono di catturare l’attenzione di un potenziale cliente in target, di rendere manifesto il suo interesse verso le tue offerte, prima ancora di entrare in contatto con lui via telefono o e-mail, e molto prima di incontrarlo di persona o online.

Puoi continuare a seguire, e profilare, i potenziali clienti che non portano avanti il loro interesse verso la tua proposta, dopo un primo interessamento iniziale e recuperarli, trasformando il loro disinteresse in un rinnovato interesse.

Con un sito web strategicamente attrezzato per chiudere vendite almeno di alcuni servizi e di prodotti, puoi innescare processi di upselling, senza interrompere il percorso di acquisto.

E, infine, puoi affidare all’intelligenza artificiale una parte di questi processi che accompagnano il cliente dall’essere un perfetto sconosciuto per la tua attività, a diventare un acquirente di almeno un prodotto o servizio della tua gamma.

Ma se il futuro promette di passare alla dimensione digitale una fetta consistente del tuo business, e delle tue vendite…

…se persino un negozio fisico, con le casse virtuali e sistemi di pagamento digitali, sta iniziando a portare dentro all’attività “su strada” i principi fondamentali e fondanti dell’e-commerce…

…se buona parte del processo di vendita si digitalizza, ha senso continuare a fare le fatture e i corrispettivi a mano?

Assolutamente no, ed ecco il motivo per cui la classifica dei trend della settimana, vedono sempre più spesso e volentieri trionfare le funzionalità di FatturaPro legate all’automazione fiscale applicate agli e-commerce.

Che tu abbia un’azienda che vende prodotti o servizi, o che tu sia a capo di una web agency, il futuro è tracciato dai numeri: i documenti fiscali richiedono automazione fiscale al pari delle vendite

Fortunatamente, oggi, hai un grande alleato che può introdurre l’automazione fiscale nella tua realtà, o nei processi dei tuoi clienti che ti affidano lo sviluppo del loro e-commerce, senza dover creare processi di ricerca e sviluppo anche in questo campo così delicato.

Tra parentesi: diventare “esperti” di automazione fiscale, significa diventare esperti di fisco.

Di fisco italiano, più esattamente.

Una materia completamente distante e isolata rispetto alle tematiche di branding, di strategie e tattiche utili alla lead generation, alla realizzazione di una customer journey e funnel performanti, ecc.

Lascia che te lo dica chi c’è passato. Quando abbiamo creato FatturaPro, avevamo in mente proprio questo. Fare noi tutta la fatica per comprendere i fondamentali dei meccanismi del fisco, e creare un sistema capace di automatizzare fatturazione, produzione di corrispettivi, ecc, rendendo tutto semplice.

È sufficiente installare i plugin di FatturaPro nella tua piattaforma e-commerce, e non pensarci più.

Ma non è solo un Add-On. L’automazione fiscale è molto di più.

È il pezzo del puzzle, è quell’ultimo miglio che permette ad un’attività di digitalizzarsi gradualmente, senza i blocchi e i rallentamenti causati dal dover creare fatture e corrispettivi a mano alla chiusura di ogni vendita.

Vuoi capire come possiamo aprire qualsiasi attività al futuro dell’automazione fiscale?

Ci stiamo avvicinando ad agosto a grandissimi passi. L’inverno sembra finito da ieri, eppure siamo già a un passo da quelle due/quattro settimane dell’anno in cui tutto si ferma.

E in cui le persone hanno più tempo per riflettere, leggere, informarsi.

Per il team del Supporto, questo diventa paradossalmente un periodo di alta stagione, in cui tanti imprenditori ci contattano proprio in previsione di cambiamenti da portare alle loro attività in settembre.

Molte attività chiudono, quindi calano un po’ le domande di assistenza, e aumentano tantissimo le richieste di contatto per nuovi progetti.

Se vuoi cominciare a farti un’idea dei tuoi prossimi passi verso l’automazione fiscale, clicca subito sul link qui sotto, senza aspettare di diventare la “centesima” persona in coda:

 

Contattaci 

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/07/blog-automation-.png 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-07-16 11:12:292025-07-16 11:12:29Marketing Automation e Automazione Fiscale: presente e futuro

Imprese Europee e Fatturazione Elettronica: verso un nuovo standard

16 Luglio 2025/in Conservazione

Il continente europeo sta vivendo una trasformazione epocale nel modo in cui le aziende gestiscono la fatturazione. Quello che è iniziato come un semplice adempimento normativo si sta rapidamente trasformando in una leva strategica fondamentale per la modernizzazione e la competitività delle imprese.

La fatturazione elettronica non è più una mera esigenza legale, ma rappresenta un’opportunità concreta per ripensare l’intera catena documentale aziendale. Dalla gestione degli ordini ai contratti, dai documenti di trasporto alle note spese, l’obiettivo non è solo l’efficienza, ma anche la resilienza operativa.

Il Quadro Normativo Europeo: ViDA come catalizzatore del cambiamento

Al centro di questa rivoluzione digitale troviamo ViDA (VAT in the Digital Age), l’iniziativa della Commissione Europea che sta accelerando la convergenza normativa in materia di fatturazione elettronica. Approvata ufficialmente il 12 febbraio 2025 dal Parlamento Europeo, ViDA rappresenta una trasformazione radicale nel sistema IVA dell’Unione Europea.

La direttiva ViDA introduce tre componenti fondamentali:

  • Rendicontazione digitale in tempo reale per le vendite B2B a livello UE attraverso Digital Reporting Requirements (DRR)
  • Fatturazione elettronica obbligatoria per le forniture intracomunitarie a partire dal luglio 2030
  • Obblighi estesi per gli operatori di piattaforme nell‘e-commerce

L’impatto economico è significativo: secondo le ultime cifre pubblicate dall’UE nel dicembre 2024, gli Stati membri hanno perso 89 miliardi di euro nel 2022 a causa del VAT gap, un divario largamente dovuto a frode, errata rendicontazione e inefficienze amministrative.

Il caso Belgio: un modello di implementazione strategica

Tra i Paesi che si stanno muovendo con maggiore decisione verso l’obbligatorietà della fatturazione elettronica, il Belgio rappresenta un caso particolarmente significativo. A partire dal 1° gennaio 2026, tutte le aziende residenti o con organizzazione stabile nel Paese dovranno utilizzare la fatturazione elettronica per le transazioni B2B.

Il modello belga presenta caratteristiche innovative:

  • Applicazione universale: l’obbligo riguarda tutte le aziende, indipendentemente dal fatturato o dalla dimensione
  • Focus B2B: le transazioni verso i consumatori finali restano escluse in questa fase
  • Standard europeo: utilizzo obbligatorio del formato EN 16931 con trasmissione privilegiata attraverso la rete PEPPOL

Dal 2028, il Belgio adotterà un modello a cinque angoli, coinvolgendo direttamente l’amministrazione fiscale nella ricezione dei documenti, favorendo l’allineamento in tempo reale tra venditore, acquirente e fisco.

La tecnologia alla base: standard e infrastrutture

Il Formato Europeo EN 16931

La norma europea EN 16931 rappresenta il cuore tecnico della fatturazione elettronica europea. Questa norma definisce gli elementi essenziali che una fattura elettronica deve contenere per essere accettata dalle autorità governative di tutti gli Stati membri dell’UE.

La norma si articola in diverse componenti:

  • UNI EN 16931-1:2017: Modello di dati semantico degli elementi essenziali
  • UNI CEN/TS 16931-2:2017: Elenco delle sintassi conformi
  • Specifiche tecniche: Metodologia per la sintassi degli elementi principali

L’infrastruttura PEPPOL

PEPPOL (Pan-European Public Procurement On-Line) è l’infrastruttura che rende possibile lo scambio standardizzato di documenti commerciali e fatture elettroniche tra i diversi Paesi europei. Non si tratta di una piattaforma singola, ma di una rete che collega diverse piattaforme esistenti, permettendo alle aziende di scambiare documenti con provider di tutto il mondo.

Il sistema PEPPOL si basa su tre elementi fondamentali:

  • eDelivery Network: l’infrastruttura di rete
  • PEPPOL BIS: le specifiche tecniche per l’interoperabilità
  • PEPPOL TIA: le regole per l’utilizzo dell’infrastruttura

Benefici economici e operativi per le aziende

Riduzione dei costi operativi

La fatturazione elettronica porta a significativi risparmi economici per le aziende. Secondo l’Osservatorio Fatturazione Elettronica del Politecnico di Milano, una grande azienda può risparmiare fino a 11,50 euro per fattura, mentre una piccola impresa può ottenere un risparmio fino a 3,50 euro per fattura.

Il costo medio della fatturazione tradizionale oscillava tra 1,80 e 3,70 euro per documento, mentre la gestione digitale presenta costi tra 0,90 e 1,80 euro per documento. Per un’azienda di medie dimensioni con più di 3.000 documenti annui, questo si traduce in un risparmio tra 7,50 e 11,50 euro per documento emesso.

Efficienza operativa e automazione

I vantaggi operativi della fatturazione elettronica si manifestano in diversi ambiti:

Nel ciclo passivo:

  • Maggiore velocità nella registrazione delle fatture (33% delle grandi imprese, 31% delle PMI)
  • Semplificazione della fase di verifica della fattura (21% del campione)
  • Ottimizzazione del processo di approvazione dei pagamenti (20% e 14%)

Nel ciclo attivo:

  • Riduzione dei tempi di pagamento
  • Miglioramento della riconciliazione dei pagamenti
  • Eliminazione dei costi di stampa e spedizione

Impatto ambientale e sostenibilità

La transizione verso la fatturazione elettronica ha anche un impatto positivo significativo sull’ambiente. L’eliminazione della carta riduce le emissioni di gas serra associate al trasporto fisico dei documenti e alla produzione di materiali cartacei.

Implementazione graduale negli Stati membri

Attualmente, Italia e Serbia rimangono gli unici Paesi in Europa ad avere un obbligo di fatturazione elettronica completo in tutti gli ambiti B2G e B2B. L’Italia ha ottenuto una proroga fino al 31 dicembre 2027 per continuare a utilizzare il sistema di fatturazione elettronica obbligatoria.

La Francia implementerà la fatturazione elettronica B2B obbligatoria a partire dal 1° settembre 2026 per tutte le aziende, con un approccio graduale che vedrà le piccole e medie imprese seguire il 1° settembre 2027.

La Germania ha introdotto dal 1° gennaio 2025 l’obbligo di fatturazione elettronica per le transazioni B2B nazionali, con l’utilizzo di formati come XRechnung, ZUGFeRD e PEPPOL.

Verso un sistema europeo integrato

Il 1° luglio 2030 rappresenta una data cruciale: sarà obbligatoria la fatturazione elettronica per tutte le transazioni intracomunitarie, con l’introduzione di un sistema centralizzato che trasmetterà i dati alle autorità fiscali nazionali e poi al VIES centrale.

Sfide e opportunità per le imprese

La Necessità di Soluzioni Scalabili

Il panorama normativo europeo presenta ancora significative diversità. Ogni Paese definisce propri tracciati, tempistiche e canali di trasmissione. Operare su scala internazionale richiede soluzioni flessibili e scalabili, supportate da una solida capacità di adattamento normativo.

Il Modello One Stop Shop

Una delle principali sfide è la semplificazione della governance documentale. Avere un unico interlocutore in grado di gestire l’intero ciclo documentale rappresenta un vantaggio competitivo significativo, soprattutto per le aziende che operano con strutture ERP complesse.

Preparazione e compliance

Le aziende devono prepararsi con largo anticipo non solo per essere conformi, ma per sfruttare l’opportunità di rivedere e ottimizzare i propri processi documentali in chiave digitale. La capacità di adattamento sarà il vero fattore critico di successo.

Il futuro digitale delle imprese europee

La fatturazione elettronica rappresenta solo la punta dell’iceberg di una trasformazione più ampia che riguarda l’intero modo in cui le imprese gestiscono e valorizzano i propri dati. I prossimi 3-5 anni saranno caratterizzati da un’accelerazione decisiva nell’adozione di questi strumenti digitali.

L’Europa si sta muovendo verso un ecosistema digitale transnazionale dove la fatturazione elettronica diventerà lo standard per tutte le transazioni B2B. Le imprese che anticipano questa trasformazione potranno cogliere immediatamente i vantaggi dell’automazione, mentre quelle che rimangono indietro rischiano di trovarsi impreparate di fronte alle scadenze normative.

La convergenza tra e-invoicing e fiscalità digitale porterà a una situazione in cui i dati delle fatture non solo saranno il cuore dei processi aziendali, ma costituiranno anche la base per la determinazione automatica dell’imposta, fino alla dichiarazione IVA precompilata.

Anticipare è meglio che rincorrere: iniziare oggi questo percorso di trasformazione digitale consente alle imprese di cogliere subito i vantaggi competitivi dell’automazione, evitando il rischio di trovarsi impreparate nel momento in cui le normative diventeranno completamente operative. La scelta del giusto partner tecnologico e strategico può fare la differenza tra il successo e il fallimento in questa trasformazione epocale.

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/07/blog-fatturazione.png 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-07-16 09:44:552025-07-16 09:50:55Imprese Europee e Fatturazione Elettronica: verso un nuovo standard

Paga in 3 rate Paypal: bello! Ma devi fatturare o fare i corrispettivi

9 Luglio 2025/in Conservazione

I dati diffusi da Paypal per il 2022 indicano l’utilizzo del servizio Paga in 3 rate da parte di circa 420.000 utenti. Oltre 6 utenti abituali di Paypal su 10, dichiarano inoltre di usare regolarmente il Paga in 3 rate. Un dato che dimostra una verità inconfutabile:

Se non trovi il modo di usare questi gateway di pagamento, con annessa potenza finanziaria che permette di sostenere quasi mezzo milione di prestiti tra i 30 e i 2.000 euro, senza nemmeno fare un controllo di solvibilità, rischi veramente di essere catapultato fuori da qualunque mercato.

Questa settimana faccio due riflessioni su questo dato e sulla premessa di cui sopra, per cercare di arrivare ad una riflessione utile per tutti.

Ma, a questo punto, è probabile che tu ti stia chiedendo: “cosa c’entra tutto questo con FatturaPro”?

Vedi, il Trend di questa settimana, sulle funzionalità più usate di FatturaPro, vede ancora in testa la generazione automatica dei corrispettivi da ordini online.

È un tema di cui abbiamo, in realtà, già ampiamente discusso in questa rubrica. Ma ci sta che questa funzione, che rappresenta uno dei capisaldi di FatturaPro, si riproponga spesso come la più usata dai nostri clienti.

L’Automazione Fiscale è una delle frontiere più delicate della eterna battaglia tra piccole-medie imprese e la velocità.

Un “piccolo imprenditore” deve correre più velocemente dei costi fissi, delle tasse, dei concorrenti, quindi tutto ciò che può aiutarlo a non distrarsi da questa infinita corsa verso il sole, diventa prezioso come un diamante.

Quindi, di tanto in tanto, è giusto analizzare la quotidianità dell’imprenditore, che emette corrispettivi automatici con FatturaPro, da una prospettiva sempre nuova, sempre diversa.

Per evitare che questa rubrica diventi una ripetizione continua di notizie e informazioni già viste, che porterebbe alla morte della rubrica stessa.

È ormai chiaro che il servizio Paga in 3 rate di Paypal stia diventando “l’alter ego” dell’usanza di dilazionare le fatture nel B2B (quindi, se non ce l’hai, è dura…)

La mossa di Paypal, di rendere il suo servizio “agganciabile” facilmente da qualsiasi e-commerce del mondo, è stata semplicemente geniale.

Senza sviluppare codice, chiunque è ormai nella condizione di essere pagato con Paypal, in modo sicuro, senza problemi, con una serie di garanzie sia per chi incassa, sia per chi paga.

Certo, non è gratis! Ma non voglio entrare, adesso, nel merito di questo tema.

Il punto è un altro: il servizio Paga in 3 rate sta diventando una consuetudine, al pari del dilazionamento delle fatture nel B2B. Quell’usanza di emettere una fattura, dichiarandola pagabile in 30 giorni, piuttosto che in 60 o 90.

Con una differenza sostanziale! Nel caso del Paga in 3 rate, chi “vende” incassa l’intero importo subito!

Nel B2B, invece, incassi effettivamente nei tempi che hai dichiarato in fattura, al “lordo” dei tempi bancari (in verità sempre meno problematici), e di ulteriori ritardi nei pagamenti da parte del cliente.

In questo caso, sappiamo bene come recuperare il credito inneschi tutta una serie di altre problematiche e di costi.

Ecco perché la vendita su e-commerce di piccoli servizi, pagabili con Paypal, sta sbarcando anche nel B2B

Per questo motivo, molte micro imprese che vendono servizi, consulenze e prodotti digitali ad altre aziende, stanno cominciando a utilizzare Paypal come metodo di pagamento, anche a chiusura di una vendita “presidiata”.

Cioè:: non stiamo parlando dell’azienda che mette in vendita un software su un portale, e aspetta che qualche estraneo lo compri, senza che nessun venditore parli con l’acquirente.

Mi riferisco ad alcuni nostri clienti, che vendono nel B2B in modo “tradizionale” e poi incassano inviando un’offerta direttamente da una sottospecie di e-commerce verticale, da cui il cliente può accettare l’offerta, firmare il contratto e….pagare online tramite Paypal!

Ecco dove volevo portarti con la mia leggera divagazione di questa settimana. Molti clienti FatturaPro, che appartengono a mercati B2B, iniziano a usare Paypal esattamente come nel B2C, per accelerare i tempi di incasso, dando al tempo stesso al cliente un dilazionamento in 3 mesi.

Inutile aggiungere che questa fase evolutiva apre il fronte anche agli agenti guidati dall’Intelligenza Artificiale, e a un commercio sempre più automatizzato e disintermediato.

Ma questo è il domani. Mentre a me interessava darti una notizia, e condividere una riflessione, sull’oggi. Su quanto sia fondamentale saper cogliere questi trend per capire fino a che punto puoi essere disposto a restarne fuori.

Pagamenti online, Paypal e Paga in 3 rate: tutto bellissimo, poi però tocca fare fatture e corrispettivi!

 

Automatizzare, disintermediare i processi di vendita. Aprirli al futuro degli Agenti AI, che rispondono 24 su 24 e guidano direttamente il cliente verso il suo checkout.

Che si tratti di un cliente che sta comprando una crema su e-commerce, o di una società che sta comprando una consulenza nel B2B.

È tutto fantastico!

Sembrano passati anni luce da quando mandavamo le fatture via e-mail, con i programmini in Access compilati la sera da qualche nipote, figlio o giovane parente per farlo imparare a programmare (e scroccare un softwarino gratis! Chiusa parentesi).

Invece era ieri.

È superfluo stare qui a ricordarti come il mondo stia cambiando velocemente, e come sia materialmente impossibile stare dietro a tutto e tutti.

L’Automazione Fiscale sta entrando intimamente nelle esigenze primarie di qualsiasi azienda, a maggior ragione (paradossalmente) se piccola!

Da bravi italiani, siamo sempre abituati a credere che una micro impresa, così come una piccola o una media, abbia solo bisogno di pane e concretezza.

I software? La tecnologia “di bordo”? Ma sì! Va bene comprarla solo negli anni di vacche grasse, per scaricare un po’ di spese deducibili, alzare un po’ gli ammortamenti, patrimonializzare per migliorare i bilanci e avere, magari, qualche piccolo beneficio dalle banche.

Nel resto del tempo? In periodi “normali” o di vacche magre, siamo abituati a pensare che per fare impresa basti un telefono, la sveglia che suona la mattina presto, e tanta…tanta buona volontà.

Ma non è più così! Oggi qualsiasi impresa va pensata dai fondamentali, e i fondamentali sono tutto ciò che ti lega a una sedia, fosse anche una volta alla settimana, a spippolare su conti correnti, software amministrativi e file di Word piuttosto che Excel.

E questo non perché deve piacere a te! Ma perché se lo aspettano i clienti, e nella mischia dei tuoi mille e più concorrenti, c’è qualcuno – più di uno – che l’ha capito, o lo sta capendo.

Pensaci, ormai anche gli imbianchini girano con il POS mobile tipo SumUp. Ma come? Fino a due anni fa noi italiani eravamo tutti su facebook, o su linkedin, a scrivere o leggere post di improperi sull’obbligo dei pagamenti elettronici.

E oggi? Chiunque riesce a farsi pagare con carta di credito. È indicativo no? Ecco, sul tema del rendere prodotti e servizi acquistabili online, siamo esattamente nello stesso momento di evoluzione che abbiamo visto con i pagamenti elettronici “in presenza”.

Vuoi anche tu implementare un sistema di Automazione Fiscale che ti permetta di aprire i tuoi canali di vendita all’utilizzo di pagamenti elettronici e dilazionati?

Se stai leggendo questa newsletter, e ancora non sei tra gli oltre 3000 titolari di attività che hanno implementato i principi dell’Automazione Fiscale nella loro impresa, hai la possibilità di interagire con il nostro supporto per capire come fare.

Basta riempire questo form, e i ragazzi del Support ti rispondono alla velocità della luce, fissando con te un appuntamento per cominciare a progettare, insieme a te, l’adozione, la messa a punto o il perfezionamento dei tuoi sistemi di incasso e di automazione fiscale.

Avviso importante che devi tenere in considerazione: ad ogni invio di Newsletter, veniamo subissati di richieste da parte di imprenditori che hanno bisogno di prendere appuntamento con noi per sviluppare i temi che trattiamo, e riportarli alla loro realtà e quotidianità aziendale.

Quindi non voglio metterti ansia, o fretta, come nelle migliori televendite. Voglio solo che tu non resti deluso se ti tocca aspettare un po’ di più per pianificare la call con i nostri ragazzi.

Solo per chiarezza.

A te il link per prenotarti!

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https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/07/blog-paypal.png 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-07-09 09:29:402025-07-09 09:29:40Paga in 3 rate Paypal: bello! Ma devi fatturare o fare i corrispettivi

ESG e performance di lungo termine

8 Luglio 2025/in Conservazione

Nell’epoca contemporanea dominata dalla ricerca ossessiva di risultati immediati, le imprese si trovano sempre più spesso intrappolate in una visione miope che privilegia le performance di brevissimo periodo a discapito di una crescita sostenibile e duratura. Tuttavia, un crescente corpus di evidenze scientifiche e casi di studio dimostra che l’integrazione dei fattori ESG (Environmental, Social e Governance) nelle strategie aziendali rappresenta non solo un imperativo etico, ma un vero e proprio acceleratore di valore economico a lungo termine.

La rivoluzione del paradigma: oltre il mito del trade-off

 

Per decenni, il mondo imprenditoriale è stato dominato dalla convinzione che sostenibilità e profittabilità fossero due obiettivi inconciliabili. Questa percezione si è rivelata non solo errata, ma profondamente dannosa per la competitività aziendale. Le aziende che integrano la sostenibilità nelle loro strategie hanno il 75% in più di probabilità di migliorare significativamente i propri ricavi e il 52% di maggiori possibilità di superare i concorrenti in termini di redditività.

La meta-analisi condotta dalla NYU Stern School su oltre 1.000 studi pubblicati tra il 2015 e il 2020 ha definitivamente demolito il falso mito del trade-off sostenibilità-profitto. I risultati sono inequivocabili: il 58% degli studi aziendali dimostra una relazione positiva tra ESG e performance finanziarie, mentre solo l’8% evidenzia correlazioni negative. Questi dati, confermati da 13 meta-analisi che coprono 1.272 studi unici, attestano una correlazione positiva robusta e persistente nel tempo.

Il meccanismo di creazione del valore: Come l’ESG diventa profitto

 

L’implementazione di strategie ESG efficaci genera valore attraverso molteplici canali sinergici che trasformano gli investimenti in sostenibilità in vantaggi competitivi tangibili.

Riduzione del costo del capitale

 

Le aziende con rating ESG elevati beneficiano di un accesso privilegiato ai mercati finanziari con costi di finanziamento significativamente inferiori. Secondo lo studio MSCI, le società con i punteggi ESG più alti si finanziano a un tasso medio del 6,8%, mentre quelle con rating bassi affrontano costi del 7,9%. Questa differenza, apparentemente modesta, si traduce in milioni di euro di risparmi annuali per aziende di media-grande dimensione.

L’87% dei CFO riconosce che i fattori ESG hanno un impatto diretto sul costo del capitale, mentre il mercato dei sustainability-linked bonds sta emergendo come strumento privilegiato per le aziende virtuose di accedere a capitali a condizioni vantaggiose.

Efficienza operativa e innovazione

 

Le pratiche sostenibili si traducono in immediati risparmi operativi e incrementi di produttività. Un esempio paradigmatico è rappresentato da un’azienda farmaceutica che, riprogettando i processi produttivi secondo principi “green”, ha ottenuto una riduzione del 75% delle emissioni di gas serra e significativi risparmi nei costi di produzione.

La metodologia ROSI (Return on Sustainability Investment) sviluppata dalla NYU Stern Center for Sustainable Business quantifica questi benefici: una società automotive ha registrato un valore attuale netto quinquennale pari al 12% del fatturato annuale grazie agli investimenti in sostenibilità.

Attrazione di talenti e stakeholder engagement

 

Le aziende ESG-oriented registrano un aumento del coinvolgimento dei dipendenti fino al 40%, traducendosi in maggiore produttività, minor turnover e costi di recruitment inferiori. La capacità di attrarre e trattenere talenti di alta qualità rappresenta un vantaggio competitivo sempre più critico in un mercato del lavoro caratterizzato da crescente mobilità e selettività.

L’approccio strategico: dalla teoria degli stakeholder alla pratica ESG

 

La teoria degli stakeholder di Edward Freeman, formulata nel 1984, ha anticipato di decenni l’attuale paradigma ESG. Freeman sosteneva che le imprese durature nel tempo devono creare valore per tutti gli stakeholder, non solo per gli azionisti, costruendo relazioni stabili e durature che generano vantaggi competitivi sostenibili.

Questo approccio si traduce in una governance più efficace e trasparente, che migliora la gestione del rischio e aumenta la resilienza aziendale. Le aziende che adottano modelli di governance orientati alla sostenibilità dimostrano una maggiore capacità di anticipare e gestire shock esterni, come evidenziato durante la pandemia COVID-19.

Evidenze quantitative: I numeri della trasformazione

 

I dati più recenti confermano l’accelerazione del fenomeno: il 91% delle aziende con strategie ESG integrate prevede un aumento dei ricavi nel 2025, mentre il 69% anticipa una crescita della redditività. Le aziende che implementano strategie ESG registrano un 28% di miglioramento del ROI delle attività aziendali, con benefici che spaziano dalla riduzione dei costi operativi (30%) all’incremento dell’innovazione (37%).

Un altro studio condotto su 3.651 aziende in 19 paesi del G20 ha dimostrato una relazione negativa e significativa tra pratiche ESG e costi di capitale, confermando che l’investimento in sostenibilità riduce sistematicamente il costo del finanziamento per le imprese.

Prospettive future: La sostenibilità come imperativo competitivo

 

L’evoluzione del panorama normativo, con l’introduzione della Direttiva Corporate Sustainability Reporting (CSRD) e dei nuovi standard di rendicontazione, sta trasformando la sostenibilità da opportunità a necessità competitiva. Le aziende che non si adatteranno a questo nuovo paradigma rischiano di essere escluse dalle catene del valore globali e di perdere l’accesso ai capitali.

Il futuro appartiene alle aziende che sapranno integrare strategicamente i fattori ESG nei loro modelli di business, trasformando la sostenibilità da costo a investimento, da compliance a vantaggio competitivo. In questo scenario, la performance di lungo termine non sarà più una conseguenza fortuita, ma il risultato di scelte strategiche consapevoli e orientate alla creazione di valore condiviso per tutti gli stakeholder.

La sostenibilità non è più una questione di “se”, ma di “quando” e “come”. Le aziende lungimiranti stanno già raccogliendo i frutti di questa trasformazione, mentre quelle che rimangono ancorate a paradigmi obsoleti rischiano di trovarsi progressivamente marginalizzate in un mercato che premia sempre più la capacità di coniugare performance economica e impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

https://fatturapro.click/wp-content/uploads/2025/07/esg-blog.png 1260 2240 Angelo Aiello https://fatturapro.click/logo_fatturapro.png Angelo Aiello2025-07-08 10:34:592025-07-08 10:34:59ESG e performance di lungo termine
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