Elementor e FatturaPRO.click: l’integrazione che stavi aspettando!

Nel mondo dell’e-commerce WordPress, WooCommerce rappresenta la soluzione più diffusa per la gestione di negozi online, con oltre il 28% della quota di mercato globale. Tuttavia, molti imprenditori e sviluppatori non si accontentano delle funzionalità standard: cercano personalizzazione grafica, flessibilità nel design e controllo totale sull’esperienza utente. È qui che entra in gioco Elementor, il page builder più popolare per WordPress, utilizzato da oltre 12 milioni di siti web in tutto il mondo.

Cosa ha di diverso Elementor dagli altri? 

Elementor permette di creare pagine personalizzate attraverso un’interfaccia drag-and-drop intuitiva, senza necessità di scrivere codice. Negli ultimi anni, con l’introduzione di Elementor Pro e dei widget dedicati a WooCommerce, è diventato possibile progettare non solo le pagine statiche del sito, ma anche elementi dinamici fondamentali per il processo d’acquisto: pagine prodotto, carrelli, checkout e persino le pagine account cliente. Questa flessibilità ha reso Elementor uno strumento indispensabile per chi vuole distinguersi dalla concorrenza con un design unico e un’esperienza d’acquisto personalizzata.

Tuttavia, questa libertà creativa ha portato con sé una sfida tecnica: i temi e i template che utilizzano Elementor per gestire carrelli e checkout di WooCommerce spesso utilizzano degli elementi fuori standard e per questo non compatibili con plugin di terze parti, specialmente  quelli che devono effettuare controlli e acquisire dati aggiuntivi  durante il processo d’acquisto, come quello di  FatturaPRO.click.

FatturaPRO.click e WooCommerce: l’integrazione che semplifica la fatturazione

Da tempo FatturaPRO.click ha sviluppato un plugin dedicato a WooCommerce, pensato per automatizzare completamente l’emissione di fatture elettroniche e corrispettivi a partire dagli ordini effettuati nel negozio online. Il plugin consente di acquisire i dati fiscali del cliente durante il checkout e di generare automaticamente il documento corretto in base alle informazioni fornite: una fattura se il cliente compila i campi aziendali o inserisce un codice fiscale o, in caso contrario, un corrispettivo. 

Questa automazione elimina la necessità di gestire manualmente centinaia o migliaia di documenti fiscali, riducendo drasticamente il rischio di errori e il tempo impiegato nella contabilità. Inoltre, il plugin FatturaPRO.click si integra perfettamente con i flussi di lavoro esistenti, inviando i documenti allo SDI e conservandoli digitalmente a norma di legge.

Fino a poco tempo fa, i nostri clienti utilizzavano prevalentemente checkout standard di WooCommerce o temi tradizionali, e non ci eravamo mai confrontati con la necessità di supportare builder grafici avanzati. 

Quando, però, il primo cliente ci ha segnalato l’esigenza di integrare FatturaPRO.click con un checkout personalizzato tramite Elementor, il nostro team di sviluppo si è immediatamente attivato per risolvere la sfida tecnica e garantire la piena compatibilità.

Compatibilità Elementor: la nuova evoluzione del plugin

Il team di sviluppo FatturaPRO.click ha lavorato intensamente per consentire anche la compatibilità con temi che utilizzano Elementor per la creazione di checkout più sofisticati di quello nativo. Oggi siamo orgogliosi di annunciare che il nostro plugin per WooCommerce è compatibile con Elementor e di conseguenza con i temi che utilizzano questo page builder per gestire carrelli e checkout personalizzati.

Ciò significa che ora potete sfruttare tutta la potenza creativa di Elementor per progettare un’esperienza d’acquisto unica, senza rinunciare all’automazione fiscale garantita da FatturaPRO.click. I dati inseriti dai clienti nei carrelli creati con Elementor vengono correttamente acquisiti dal nostro sistema, che genera automaticamente fatture e corrispettivi conformi alla normativa italiana.

NB: Continuiamo a non poter garantire la piena compatibilità con qualsiasi tema poiché il bello del mondo di WordPress e Woocommerce è la quantità sconsiderata di temi e soluzioni che questa combinazione offre. Quello che però possiamo garantire è quell’ascolto, supporto ed impegno ad abilitare l’automazione fiscale a chiunque ne abbia bisogno.

Elementor e FatturaPRO.click : l’integrazione che fa la differenza

L’integrazione tra Elementor e FatturaPRO.click rappresenta un vantaggio competitivo significativo per chi gestisce un e-commerce in Italia. Da un lato, potete continuare a investire nella personalizzazione del vostro sito, migliorando il tasso di conversione attraverso un design accattivante e funzionale. Dall’altro, automatizzate completamente la parte fiscale, garantendo compliance normativa senza sforzo manuale.

Questa compatibilità con Elementor è particolarmente preziosa per agenzie web, sviluppatori e imprenditori che vogliono offrire ai propri clienti (o al proprio business) una soluzione completa: un sito esteticamente perfetto e un backend amministrativo efficiente. Non dovrete più scegliere tra design e funzionalità fiscale: ora potete avere entrambi.

Come sempre il nostro team di supporto è a vostra disposizione per organizzare una call dimostrativa in cui potrete esporre tutte le necessità legate alla gestione del vostro e-commerce.

Dazio sui pacchi: la nuova tassa UE da luglio 2026

L’Unione Europea ha approvato in via definitiva, l’11 febbraio 2026, una riforma che cambierà radicalmente il regime doganale applicabile ai piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-UE. Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore un dazio sui pacchi di valore inferiore a 150 euro pari a 3 euro, segnando la fine della franchigia doganale che ha caratterizzato per anni il commercio elettronico internazionale. Questa misura transitoria, valida fino al 1° luglio 2028 (con possibilità di proroga), anticipa l’abolizione definitiva di tutte le franchigie dai dazi per beni di modico valore.

Il nuovo dazio sui pacchi rappresenta una svolta significativa per consumatori, marketplace e operatori logistici, modificando profondamente le dinamiche competitive tra venditori europei e piattaforme extra-UE come Shein, Temu e AliExpress.

Come funziona il dazio sui pacchi dal 2026

Il dazio sui pacchi si applica a ciascuna categoria merceologica presente nel pacco, identificata in base alle rispettive sottovoci tariffarie. Questo significa che se un pacco contiene tre articoli appartenenti a tre categorie diverse (ad esempio, un capo d’abbigliamento, un accessorio elettronico e un cosmetico), il dazio sarà di 9 euro (3 euro × 3 categorie). Il prelievo sostituisce la precedente esenzione e si applica alle spedizioni business-to-consumer (B2C) provenienti da Paesi terzi.

La misura riguarda principalmente le transazioni gestite tramite il sistema Import One-Stop Shop (IOSS), che copre circa il 93% dei flussi di commercio elettronico verso l’Unione Europea. Il dazio sui pacchi sarà riscosso dagli importatori, che nel caso dell’e-commerce sono tipicamente i corrieri o le piattaforme logistiche, i quali poi trasferiscono l’onere al consumatore finale.

Perché l’UE introduce il dazio sui pacchi

La motivazione principale dietro il dazio sui pacchi è il riequilibrio delle condizioni competitive tra operatori europei ed extra-UE. Nel 2024 sono stati importati nell’Unione Europea oltre 4,6 miliardi di pacchi di valore inferiore a 150 euro, e più del 90% di questi proveniva dalla Cina. La franchigia doganale ha creato uno squilibrio competitivo significativo: un’azienda europea che vende un prodotto deve sostenere costi di produzione, tasse e dazi locali, mentre un venditore cinese poteva inviare lo stesso prodotto direttamente al consumatore europeo senza alcun dazio.

Inoltre, la franchigia ha facilitato pratiche di sottovalutazione doganale, con venditori che dichiaravano valori inferiori a quelli reali per mantenere le spedizioni sotto la soglia di esenzione, danneggiando ulteriormente le entrate fiscali degli Stati membri.​

Dazio sui pacchi: cosa cambia dal 2028

Il dazio sui pacchi da 3 euro è una misura transitoria. Dal 2028, quando l’EU Customs Data Hub sarà operativo, ogni articolo importato sarà soggetto alle tariffe doganali normali, calcolate in base alla categoria merceologica specifica, senza più alcuna franchigia. Il Data Hub permetterà una gestione centralizzata e digitalizzata dei dati doganali, consentendo controlli ex ante sulle spedizioni e una determinazione puntuale del debito doganale su base articolo.

Questo significa che dal 2028 un capo d’abbigliamento con dazio standard del 12% sarà tassato esattamente a quella aliquota, indipendentemente dal valore dichiarato, eliminando definitivamente il vantaggio competitivo delle micro-spedizioni.​

Implicazioni per consumatori e imprese

Per i consumatori europei, il dazio sui pacchi si tradurrà in un aumento del costo finale degli acquisti online da Paesi terzi. Un prodotto da 20 euro acquistato su una piattaforma cinese costerà almeno 23 euro (più eventuali costi di gestione doganale del corriere), riducendo il vantaggio di prezzo rispetto ai venditori europei.​

Per le imprese europee, la misura rappresenta un passo verso condizioni di parità, eliminando parte dello svantaggio competitivo accumulato negli anni. Le piattaforme extra-UE, invece, dovranno rivedere strategie di prezzo, modelli distributivi e processi di compliance.

AES

Fiscalità agevolata 2026: le nuove opportunità per le imprese

La fiscalità agevolata 2026 è uno degli assi portanti della recente Legge di Bilancio e del nuovo Codice degli incentivi, pensati per rendere più semplice e mirato il sistema di sostegni a imprese e professionisti. L’obiettivo è superare il “labirinto” di bonus stratificati negli anni, concentrando le risorse su poche misure strutturali, legate a innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica, in coerenza con la riforma fiscale attuata sulla base della legge delega 111/2023.

Fiscalità agevolata 2026: super‑deduzioni per gli investimenti

Il fulcro della fiscalità agevolata 2026 per le imprese è la nuova super‑deduzione per gli investimenti in beni strumentali 4.0 e green. Il meccanismo non è più quello del credito d’imposta, ma di una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile, che può arrivare, per gli investimenti minori, fino a una deduzione pari a 2,8 volte il costo sostenuto, con percentuali decrescenti al crescere dell’investimento e un tetto complessivo di spesa agevolabile. Il vantaggio è interamente “a sconto di imposta” sul reddito e non è cumulabile, per i medesimi beni, con i precedenti crediti d’imposta 4.0.

Crediti d’imposta e Codice degli incentivi

La fiscalità agevolata 2026 interviene anche sui crediti d’imposta per ricerca, sviluppo, innovazione e design, armonizzando le aliquote e riducendo le distorsioni tra diverse tipologie di spesa innovativa. Il nuovo Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025) introduce criteri omogenei, sportelli e procedure standardizzate, con una forte selezione dei progetti in base all’impatto su transizione digitale e ambientale, occupazione qualificata e competitività del sistema produttivo.

Fiscalità agevolata 2026: perché serve pianificazione

In questo contesto di fiscalità agevolata 2026, diventa decisiva la pianificazione fiscale e finanziaria: imprese e consulenti devono mappare gli investimenti del triennio, verificare requisiti tecnici (ad esempio per l’interconnessione 4.0), valutare tempi di effettuazione e interazione con altri regimi agevolati, come quelli per il Mezzogiorno o per il risparmio energetico degli immobili produttivi. Chi arriva preparato potrà trasformare il nuovo impianto di incentivi in un reale vantaggio competitivo; chi si limiterà a un uso “a spot” delle misure rischia invece di non coglierne appieno il potenziale.​

ROS

Corrispettivi POS 2026: uno sguardo alla nuova normativa

La riforma fiscale del 2026 porta significativi cambiamenti per i corrispettivi POS. Questa guida esplora le nuove normative e le loro implicazioni. I commercianti sono quindi chiamati a una nuova sfida per rispettare i requisiti aggiornati per la registrazione e trasmissione dei corrispettivi. Ma con le giuste direttive, non sarà poi così difficile.

Anzi, da tutto questo possono nascere anche nuovi confort che gli esercenti, forse, non stanno considerando. Proveremo a farlo qui!

Ad ogni modo, le innovazioni tecnologiche nei sistemi POS saranno cruciali per la conformità. Comprendere questi cambiamenti è essenziale per evitare spiacevoli sanzioni e ottimizzare le operazioni commerciali.

Scopri come affrontare al meglio queste trasformazioni e quali strategie adottare per un adeguamento efficace.

Riforma fiscale 2026: cosa cambia per i corrispettivi POS

La riforma fiscale 2026 rappresenta una svolta cruciale per il sistema di gestione dei corrispettivi POS. Questa nuova regolamentazione mira a modernizzare i metodi di pagamento, rendendoli più sicuri e trasparenti. Le modifiche imposte dalla normativa influenzeranno direttamente i processi di registrazione e trasmissione dei dati.

I commercianti certamente dovranno affrontare adeguamenti significativi nei loro attuali sistemi. È essenziale aiutarli con guide come questa, affinché siano pronti a implementare nuove tecnologie per rispondere alle esigenze della digitalizzazione fiscale.

Ecco alcune delle principali modifiche previste:

  • Obbligatorietà: Nuovi obblighi per garantire la registrazione accurata dei corrispettivi.
  • Tecnologia: Implementazione di sistemi POS avanzati e integrati.
  • Trasparenza: Migliori pratiche per la tracciabilità delle transazioni.

L’obiettivo della riforma è ridurre l’evasione fiscale e migliorare la raccolta delle entrate statali. Le aziende, quindi, devono investire in formazione e aggiornamento per allinearsi efficacemente alle nuove disposizioni. Al di là dei facili slogan, questo processo rappresenta non solo una sfida ma anche un’opportunità per migliorare l’efficienza operativa.

Nuova normativa POS 2026: obblighi e scadenze

La normativa POS 2026 introduce, quindi, nuovi obblighi che i commercianti dovranno rispettare puntualmente. Queste regolamentazioni mirano a ottimizzare la trasparenza delle transazioni elettroniche. L’adozione dei nuovi requisiti è già obbligatoria, dal primo gennaio 2026.

I commercianti sono tenuti a usare dispositivi POS che soddisfano standard tecnologici aggiornati. Questi dispositivi devono essere compatibili con i registratori telematici per garantire la sincronizzazione dei dati. È necessario considerare le modifiche richieste per evitare future sanzioni fiscali.

L’implementazione delle nuove normative avverrà in tappe specifiche:

  • Gennaio 2026: Inizio obbligo utilizzo nuovi POS.
  • Marzo 2026: Adeguamento sistemi di sincronizzazione dati.
  • Giugno 2026: Controlli governativi per verificare la compliance.

Aderire a queste scadenze è fondamentale per evitare grattacapi e penalità, e garantire la continuità operativa. È consigliabile programmare le operazioni di aggiornamento per i sistemi POS in momenti di chiusura dell’attività. In questo modo si possono gestire eventuali problematiche tecniche che potrebbero emergere durante la transizione.

Integrazione tra POS e registratori telematici: come funziona?

L’integrazione tra i sistemi POS e i registratori telematici è un aspetto cruciale della normativa 2026. Questa unione tecnologica punta a semplificare la trasmissione dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. I nuovi dispositivi POS devono quindi essere aggiornati per supportare questa funzionalità.

La sincronizzazione permette una comunicazione in tempo reale tra il POS e il registratore. Questo garantisce che ogni transazione venga immediatamente registrata e inviata. Tale processo riduce il rischio di errori nei dati trasmessi e semplifica la gestione fiscale.

Ecco come avviene l’integrazione:

  • Connessione diretta: il POS comunica con il registratore tramite rete.
  • Aggiornamenti automatici: i sistemi si aggiornano senza intervento manuale.
  • Reportistica centralizzata: i dati sono accessibili da un unico punto.

Questa connessione continua e automatizzata, anche se comporta nuovi investimenti a carico degli esercenti, rappresenta un passo avanti significativo verso una maggiore efficienza operativa nel settore commerciale.

Obblighi fiscali e sanzioni: cosa rischiano i commercianti?

Il 2026 introduce nuovi obblighi fiscali per i commercianti che non possono essere trascurati. La conformità alle nuove regole è essenziale per evitare potenziali sanzioni. I commercianti devono garantire che tutte le operazioni effettuate tramite POS siano registrate correttamente.

La mancata osservanza delle normative può comportare sanzioni finanziarie significative. Queste penalizzazioni, per il legislatore, hanno l’obiettivo di scoraggiare l’evasione fiscale e promuovere la trasparenza nel settore commerciale. È quindi cruciale che ogni azienda si adegui tempestivamente alle nuove norme.

Punti chiave degli obblighi e sanzioni:

  • Registrazione precisa: obbligo di registrare tutte le transazioni.
  • Scadenze fiscali: rispettare i tempi di trasmissione dei dati.
  • Controlli periodici: prepararsi a ispezioni da parte delle autorità.

C’è da considerare che questi obblighi non solo regolano il mercato, ma proteggono anche i commercianti da errori costosi e legali, dal momento che automatizzano una serie di passaggi manuali che possono dare adito a sviste o ritardi di compilazione.

Innovazioni tecnologiche e aggiornamento dei sistemi POS

Il 2026 porta con sé un’ondata di innovazioni tecnologiche nel settore dei POS. Le nuove tecnologie mirano, tra l’altro, a rendere i sistemi di pagamento più efficienti e sicuri. I commercianti devono quindi essere pronti ad aggiornare i loro dispositivi per rimanere competitivi agli occhi dei consumatori e del fisco.

I sistemi POS aggiornati offriranno funzionalità avanzate che migliorano l’interazione con il cliente e aprono il fronte a nuove forme di controllo delle vendite, degli incassi e delle marginalità. Quindi queste innovazioni non solo semplificano i pagamenti, ma anche la gestione dei dati. L’uso di tecnologie come l’intelligenza artificiale e il cloud sarà centrale in questo cambiamento.

Ecco alcune delle principali innovazioni da considerare:

  • Intelligenza artificiale: per analisi dettagliate delle transazioni.
  • Pagamenti contactless: maggiore velocità e igiene.
  • Integrazione cloud: accesso ai dati ovunque e in qualsiasi momento.

Gli aggiornamenti dei sistemi POS rappresentano un investimento cruciale per i commercianti. Adattarsi a queste innovazioni tecniche non solo migliora l’efficienza operativa, ma riduce i costi a lungo termine, mettendo a disposizione dei commercialisti dati precisi e molto più facili da tradurre in bilanci e rendicontazioni fiscali.

Vantaggi, criticità e impatto sui settori commerciali

L’implementazione della normativa POS 2026 offre vari vantaggi per i commercianti. Uno dei principali è l’aumento dell’efficienza e della trasparenza nei processi di pagamento. Ciò può aumentare la soddisfazione dei clienti e semplificare le operazioni giornaliere delle attività commerciali.

Tuttavia, l’adattamento alle nuove regole comporta anche alcune criticità. Non tutti i commercianti potrebbero essere pronti a gestire i costi legati all’aggiornamento dei sistemi. Inoltre, le piccole imprese potrebbero risentire delle complessità iniziali legate all’implementazione.

Di seguito sono elencati alcuni impatti chiave sui settori commerciali:

  • Aumento dei costi iniziali: dovuti agli aggiornamenti tecnologici.
  • Necessità di formazione: per familiarizzare con le nuove tecnologie.
  • Miglioramento dell’esperienza cliente: grazie a pagamenti e emissione di corrispettivi più rapidi e sicuri.

Queste modifiche influenzeranno in misura diversa i vari settori, richiedendo un’attenta pianificazione strategica.

Best practice e consigli per l’adeguamento

Adeguarsi alla normativa POS 2026 richiede una pianificazione meticolosa. Un primo passo essenziale è l’analisi approfondita dei sistemi attuali. Verifica se soddisfano i nuovi requisiti tecnologici e normativi.

È consigliato stabilire un piano di aggiornamento che includa tempi precisi. Coinvolgi il tuo personale in sessioni formative per garantire una transizione fluida. Avere un personale ben informato ridurrà errori e ritardi nell’adozione.

Ecco alcune best practice da considerare:

  • Effettua una verifica interna: per individuare lacune nei sistemi.
  • Collabora con esperti del settore: per ricevere consigli professionali.
  • Mantieni un dialogo aperto con i fornitori: per facilitare l’integrazione.

Conclusioni e prospettive future

La transizione verso i corrispettivi POS 2026 rappresenta un cambiamento significativo per molte aziende. La riforma fiscale e le nuove normative richiedono un ripensamento delle strategie operative e tecniche. Anche se possono sembrare impegnative, queste modifiche offrono numerose opportunità di crescita e innovazione.

L’adozione di tecnologie avanzate per i POS potrebbe rendere i processi più efficienti e permettere all’esercente di aprire una via facilitata alla vendita online. Questo scenario potrebbe migliorare la trasparenza fiscale, riducendo il rischio di sanzioni. Le aziende che si adattano rapidamente ne trarranno benefici sia in termini di competitività che di compliance.

Guardando al futuro, la trasparenza tra aziende e istituzioni diventa l’elemento cruciale. Le prospettive per il miglioramento dell’esperienza del cliente e per l’adozione di strumenti digitali sono promettenti. Restare aggiornati e proattivi nel gestire queste transizioni è essenziale per prosperare nel dinamico panorama commerciale del 2026.

 

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Arriva il nuovo Cash flow di FatturaPRO.click!

La vita dell’imprenditore di oggi è molto intensa, scandita da clienti da soddisfare, fornitori da gestire e scadenze sempre dietro l’angolo. In mezzo a questo caos produttivo, arriva il momento della verità: i conti.  Posso pagare i miei fornitori? Ho abbastanza liquidità per affrontare una spesa che ho preventivato? Ci sono dei clienti di lunga data fedeli ma discontinui nei pagamenti? Non è certamente possibile avere un quadro preciso di tutto questo senza un degno alleato: il cash flow. 

Cos’è il cash flow? 

 

Se cercassimo di dare una definizione accademica diremmo che il cash flow rappresenta il flusso effettivo di denaro che entra e esce dall’azienda in un determinato periodo, distinguendosi dall’utile contabile perché considera solo la liquidità reale disponibile. Entrate da clienti, incassi e finanziamenti si confrontano con uscite per fornitori, personale, tasse e investimenti, offrendo una fotografia immediata della salute finanziaria operativa.

Parlando del cash flow in termini più realistici, invece, possiamo dire che rappresenta uno strumento fondamentale per l’imprenditore, non un’ astrusa voce contabile, ma il vero battito cardiaco dell’azienda, quel flusso di denaro reale che entra dalle vendite e esce per stipendi, bollette, mutui.

Per l’imprenditore, capirlo non è un esercizio teorico, ma una questione di sopravvivenza, sapere esattamente quando la cassa si riempie o si svuota per prendere decisioni immediate, senza sorprese.

Monitorarlo diventa allora un’abitudine salvavita: un semplice prospetto settimanale ti può dire se dovresti accelerare gli incassi, rinegoziare termini con i fornitori o mettere in pausa spese non essenziali. È il timone che trasforma l’incertezza della vita imprenditoriale in controllo concreto, tra un caffè e la prossima riunione.

Arriva il nuovo cash flow di FatturaPRO.click!

 

Noi di FatturaPRO.click sappiamo quanto sia importante una corretta gestione dei dati e quanto sia importante che venga fatta in modo semplice e chiaro, evitando di perdere tempo prezioso ma, soprattutto, arrivando ad avere un dato chiaro e comprensibile. 

Proprio per questo motivo il team di sviluppo, a seguito delle esigenze che avete riportato, ha riscritto completamente il vecchio cash flow e oggi ne propone uno totalmente diverso da prima.

Quello che bisognerà fare per accedervi è andare nella sezione gestione impresa del menù di sinistra e cliccare sulla voce cash flow.                                                            

Una volta entrati si ha subito a disposizione un overview intuitiva su quello che è l’incassato attuale, ciò che c’è  da incassare e la previsione a 30/60/90 giorni. 

I grafici sottostanti mostrano l’andamento della liquidità reale e prevista oltre che le entrate e uscite previste. Il tutto è anche filtrabile tramite i menù a tendina di categoria, stato e conto. 

Uno strumento flessibile e alla portata di tutti, esportabile in csv per permetterti di lavorare i tuoi dati come meglio preferisci. 

Il continuo confronto con tutti voi guida continuamente il nostro lavoro, perché un software non vale nulla se non risolve i problemi reali di chi apre l’azienda ogni mattina. Provate la nuova sezione cash flow: è pensata per voi, da chi capisce esattamente cosa significa essere un  imprenditore.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento il team di supporto è sempre a disposizione per aiutarvi ad utilizzare al meglio questa nuova funzionalità.