Novità IRPEF 2026: Scaglioni e Detrazioni
L’IRPEF 2026 rappresenta una delle riforme fiscali più significative degli ultimi anni, consolidando e ampliando gli interventi sulla tassazione personale introdotti a partire dal 2025. Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, approvata dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre 2025, il sistema IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) subisce una trasformazione strutturale orientata a semplificare la progressività tributaria, ridurre il carico fiscale sui redditi medi e introdurre meccanismi di maggiore equità per i contribuenti ad alto reddito. L’IRPEF 2026 elimina la complessità della precedente struttura a quattro aliquote, sostituendola con un sistema triplo che mira a migliorare trasparenza e prevedibilità del carico tributario. Contemporaneamente, la riforma introduce limitazioni alle detrazioni per redditi superiori a 200.000 euro, perseguendo un obiettivo di progressività tributaria e redistribuzione. Comprendere nei dettagli come l’IRPEF 2026 modifica il calcolo delle imposte, chi beneficia maggiormente della riforma e come pianificare correttamente la dichiarazione dei redditi è essenziale per lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati e imprese individuali.
IRPEF 2026: La Nuova Struttura a Tre Scaglioni e l’Aliquota Ridotta
La principale novità dell’IRPEF 2026 è la riduzione dell’aliquota del secondo scaglione, dal 35% al 33%, mantenendo inalterati il primo scaglione (23% fino a 28.000 euro) e il terzo scaglione (43% oltre 50.000 euro). Questa riforma, disciplinata dall’articolo 11 comma 1 lettera b del DPR 917/1986 (TUIR), consolida l’eliminazione del quarto scaglione e crea una struttura tributaria più snella. La scelta della riduzione dal 35% al 33% risponde a un doppio obiettivo: alleggerire il carico fiscale per la fascia media della popolazione, dove si concentrano la maggior parte dei lavoratori dipendenti e autonomi italiani, e mantenere una progressività tributaria che non penalizzi eccessivamente i redditi superiori.
Per illustrare l’impatto pratico dell’IRPEF 2026, si consideri un contribuente single con reddito complessivo di 40.000 euro lordi. Nel sistema precedente, l’aliquota marginale del 35% sul reddito tra 28.000 e 40.000 euro (pari a 12.000 euro) comporterebbe un’imposta aggiuntiva di 4.200 euro. Con l’IRPEF 2026, la medesima porzione di reddito è tassata al 33%, determinando un’imposta di 3.960 euro, con un risparmio netto di 240 euro. Per redditi nella fascia 40.000-50.000 euro, il beneficio si amplia ulteriormente. Questa riduzione, seppur modesta sul singolo periodo d’imposta, genera significativi effetti cumulativi pluriennali e rappresenta un riconoscimento della pressione economica affrontata dalle classi medie italiane a fronte di inflazione, aumento costi energetici e spese sanitarie.
Il Sistema Progressivo a Tre Scaglioni
La struttura completa dell’IRPEF 2026 è organizzata su tre scaglioni di reddito con aliquote marginali crescenti:
Primo scaglione: redditi fino a 28.000 euro, tassati al 23%. Questa è l’aliquota minima applicata a tutti i redditi IRPEF, rappresentando il nucleo fiscale per la generalità dei contribuenti.
Secondo scaglione: redditi da 28.001 a 50.000 euro, tassati al 33% (ridotto dal precedente 35%). Questo scaglione interessava il numero maggiore di contribuenti italiani, rappresentando approssimativamente il ceto medio impiegatizio, artigianale e commerciale.
Terzo scaglione: redditi oltre 50.000 euro, tassati al 43%. Questa aliquota massima rimane invariata, mantenendo la progressività tributaria su redditi più elevati.
L’IRPEF 2026 applica il calcolo progressivo per cui ogni porzione di reddito è tassata secondo la relativa aliquota marginale. Ad esempio, un contribuente con 55.000 euro di reddito imponibile sottopone i primi 28.000 euro al 23%, i successivi 22.000 euro al 33%, e i rimanenti 5.000 euro al 43%, per un’imposta totale calcolata progressivamente. Questo meccanismo, noto come “sistema progressivo per scaglioni”, assicura che l’aliquota media di tassazione rimane inferiore all’aliquota marginale, preservando equità e incentivi al lavoro.
IRPEF 2026: Limitazioni alle Detrazioni per Redditi Elevati
Una misura complementare e meno nota dell’IRPEF 2026 riguarda la restrizione delle detrazioni fiscali per contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 euro. Specificamente, la riforma introduce il comma 5-bis all’articolo 16-ter del TUIR, che riduce di 440 euro le detrazioni al 19% per oneri rientranti nel campo di applicazione dell’articolo 15 del medesimo codice, con alcune esclusioni fondamentali.
Le detrazioni interessate dal taglio sono quelle relative a oneri detraibili al 19% come:
- Interessi passivi sui mutui (escluse le spese sanitarie)
- Canoni di locazione
- Premi di polizze assicurative (eccetto calamità)
- Contributi previdenziali volontari
- Spese per servizi scolastici
- Erogazioni liberali a partiti politici e fondazioni (ai sensi dell’articolo 11 DL 149/2013)
- Premi di assicurazione per rischi di calamità naturali (articolo 119 DL 34/2020)
Rimangono escluse dal taglio le spese sanitarie (articolo 15 comma 1 lettera c), considerato il principio fondamentale di tutela della salute, nonché alcuni oneri di importanza strategica. Il meccanismo opera come segue: un contribuente con reddito di 220.000 euro che sostiene 10.000 euro di oneri detraibili al 19% avrebbe normalmente una detrazione di 1.900 euro. Con l’IRPEF 2026, la detrazione viene ridotta di 440 euro, portandosi a 1.460 euro, aumentando l’imposta complessiva di 440 euro.
Impatto Sulla Pianificazione Fiscale e Dichiarazione dei Redditi
Per i contribuenti, l’IRPEF 2026 comporta significative implicazioni sulla pianificazione fiscale e sulla dichiarazione dei redditi. I lavoratori dipendenti beneficiano della riduzione dell’aliquota del 23% sul secondo scaglione, con un effetto positivo particolarmente rilevante per chi percepisce stipendi nella fascia 30.000-45.000 euro lordi. Tuttavia, il beneficio è parzialmente compensato da possibili riduzioni delle detrazioni per lavoro dipendente qualora il datore di lavoro non aggiorni prontamente i conguagli fiscali nelle buste paga.
I pensionati beneficiano della medesima riduzione aliquotale, con un impatto positivo che può raggiungere 400-600 euro annui per redditi pensionistici compresi nella fascia del secondo scaglione. L’IRPEF 2026 mantiene e rivaluta annualmente la detrazione specifica per pensionati, assicurando una progressiva protezione di questa categoria.
Gli autonomi e professionisti non soggetti a regime forfettario subiscono direttamente gli effetti dell’IRPEF 2026 sul reddito netto dichiarato. Una riduzione dell’aliquota marginale dal 35% al 33% su redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro rappresenta uno stimolo di circa 600-1.500 euro annui a seconda del livello reddituale. Per autonomi con redditi superiori a 50.000 euro, l’effetto benefico è eliminato, ma rimangono interessati dal taglio delle detrazioni se in fascia di reddito >200.000 euro.
Per i contribuenti ad alto reddito (oltre 200.000 euro), l’IRPEF 2026 introduce una contromisura con il taglio di 440 euro alle detrazioni al 19%, effetto che si somma all’aliquota marginale del 43% già vigente. Questo meccanismo persegue un obiettivo di progressività: il beneficio netto della riduzione al 33% è concentrato nei redditi medi, mentre per i redditi alti il vantaggio è parzialmente eroso dal taglio detrazioni.
IRPEF 2026: Detrazioni per Lavoro Dipendente e Pensioni
L’IRPEF 2026 mantiene e rivaluta annualmente le detrazioni per lavoro dipendente e pensioni secondo criteri di rivalutazione inflazionistica. La detrazione base per lavoro dipendente rimane articolata in funzione del reddito e del tipo di lavoro, assicurando protezione ai redditi più bassi. Specificamente, la normativa conferma le fasce di detrazione progressive: importi maggiori per redditi fino a 8.000 euro, fascia media per redditi 8.000-35.000 euro, fascia ridotta per redditi oltre 35.000 euro.
L’IRPEF 2026 introduce un elemento innovativo con il “bonus dipendenti” (credito d’imposta transitorio) destinato a lavoratori dipendenti e pensionati con redditi compresi tra 13.000 e 20.000 euro, inteso come misura di ulteriore supporto ai ceti medio-bassi. Questo credito aggiuntivo si somma alle detrazioni ordinarie, generando un beneficio ulteriore di circa 100-200 euro annui per la categoria target.
<b>Adempimenti e Tempistiche
L’IRPEF 2026 entra in vigore il 1° gennaio 2026 e si applica a tutti i redditi percepiti a partire da tale data. I datori di lavoro e i sostituti d’imposta devono adeguare immediatamente i sistemi di calcolo delle ritenute, applicando le nuove aliquote e le nuove detrazioni dal primo stipendio o pensione di gennaio. Per i lavoratori autonomi e professionisti, l’applicazione dell’IRPEF 2026 avviene in sede di dichiarazione dei redditi annuale (<a>f=”https://fatturapro.click/dizionario/dichiarazione-iva/”>dichiarazione IVA, modello Redditi, o equivalente), con obbligo di adeguamento delle previsioni di acconti fiscali per il 2026.
I contribuenti dovrebbero verificare prontamente il calcolo delle ritenute in busta paga a gennaio 2026, notificando anomalie a datori di lavoro e sostituti. Studi di commercialisti e professionisti di settore rimangono disponibili per effettuare simulazioni personalizzate sull’impatto della IRPEF 2026 su situazioni reddituali specifiche. Infine, l’IRPEF 2026 mantiene e rafforza l’interazione con altri benefici fiscali (detrazioni familiari, detrazioni spese sanitarie, crediti per figli), richiedendo una visione olistica della dichiarazione dei redditi per massimizzare la riduzione complessiva del carico tributario.






